INTERVISTA- Dentro «Lo Sciamano Chiaro e lo Sciamano Scuro»: la vita oltre il bene e il male

Federico Montoli costruisce un universo narrativo originale dove due sciamani rappresentano archetipi opposti, ma complementari. L’intervista svela il cuore simbolico dell’opera, affrontando temi come la guarigione, il tempo, l’apparenza e il senso del vivere consapevolmente, attraverso metafore intense e riflessioni personali.
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Bentrovato, Federico. Nel romanzo, il male non è solo da combattere, ma da comprendere. Puoi approfondire questo concetto?

Se si vuole guarire, nella vita reale, da una malattia, da problemi di salute o da pressanti preoccupazioni, bisogna comprendere le cause di tutto ciò, in modo da curare il male che le ha create e non solo i sintomi.

Comprendere il male vuol dire andare oltre le cause che lo hanno provocato, senza maledirlo.

Comprendere il male vuole dire anche accettare la propria situazione, adattarsi alle nuove condizioni. Guarire non sempre è possibile, si può invece riuscire a convivere con il nuovo io e agire di conseguenza, arrivare ad una rinascita e a una nuova accettazione di sé. Il male a volte è un cambiamento necessario, come lo è la potatura delle piante. Si toglie il vecchio per far spazio al nuovo, si va incontro alla vita.

La clinica misteriosa è un luogo centrale: cosa simboleggia per te?

Simboleggia una speranza e anche un luogo dove il tradimento è quotidiano, quindi un luogo dove tutto è possibile ma anche dove niente è quello che sembra. Un po’ come la vita, che a volte regala grandi soddisfazioni o ci porta grandi sciagure, che si rivelano a volte delle prove da sopportare, senza le quali non diventeremmo migliori. Se non si affrontano certe difficoltà, non si impara nulla e non si cresce, e per vivere la vita al meglio della nostra consapevolezza è necessario crescere sempre, e molte volte questo non va di pari passo con l’invecchiare, sono due concetti distinti.

Il tema dell’equilibrio tra opposti attraversa tutta la storia. Qual è il messaggio più importante che vuoi trasmettere con questa dualità?

Semplicemente che per attraversare la vita ci vuole un grande equilibrio, soprattutto al giorno d’oggi dove tutto sembra molto più facile di un tempo, e invece questa è una grande illusione. Oggi, questo è un concetto inflazionato ma vero, molto viene rapportato all’apparire, e si finisce col credere che conti di più apparire che essere. Ognuno è libero di scegliere, solo le difficoltà della vita riveleranno la scelta migliore.

Il braccialetto misterioso ha un ruolo chiave: qual è il suo significato simbolico nel percorso dei protagonisti?

Nei protagonisti ha poco valore, mentre ne ha di più per noi.

Simboleggia un po’ le capacità che si acquisiscono nel corso della vita. Nel braccialetto, ogni colore rappresentato è un potere. Anche noi li abbiamo, nell’immaginario, questi braccialetti. Con l’esperienza acquisiamo capacità che in determinate epoche della nostra vita non avevamo, ce ne accorgiamo quando riusciamo a superare difficoltà che un tempo ci sembravano insormontabili.

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