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“Fiori dentro l’anima” e la poesia delle imperfezioni | INTERVISTA

Con il suo nuovo romanzo “Fiori dentro l’anima”, Arianna Frappini ci accompagna in una storia profonda e piena di umanità, dove la disabilità, i fiori e la sincerità si intrecciano. Un’opera che scava dentro l’anima e celebra le fragilità come punto di forza autentico.
Roma, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

Ciao, Arianna. Da dove nasce l’ispirazione per il tuo nuovo libro “Fiori dentro l’anima”?

“Fiori dentro l’anima”  nasce da una serie di infinite suggestioni, più personali, più universali, che si  intrecciano e si combinano in un modo che per me è perfetto. Anzitutto, parte dalla meraviglia dei fiori e dei loro significati, incontrati per la prima volta ne “Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh e ho voluto trasportarli in una dimensione reale, perché per me i miei libri sono questo, e come ambientazione ho scelto l’Umbria in un omaggio molto sentito alla mia terra. E  poi il resto, che è venuto in modo molto naturale. La disabilità, perché volevo raccontarla dal mio punto di vista, come una possibilità.

La lotta ai pregiudizi, perché credo che per non averli bisogna conoscere e ogni persona merita di esistere e di essere vista. La libertà di scelta, perché volevo spiegare perché io ho lasciato l’università e perché altre persone possono fare la stessa scelta. Piccoli ricordi personali, uno dei miei primi amori di adolescente si chiamava Mattia e ho creato un personaggio con questo nome, per dire che a volte certi amori sono bellissimi proprio perché restano nel passato. E le imperfezioni. Perché volevo personaggi umani, imperfetti,  che parlassero attraverso i fiori, che avessero molte cose da dire e che, soprattutto, potessero innamorarsi con tutti i loro difetti, spigoli, caratteri forti, incomprensioni, convinzioni diverse e discussioni e con lo stesso bisogno di tenerezza.

Come descriveresti il rapporto fra Ariel e Gabriele? Quali sono i loro punti di forza? E di debolezza?

Ariel e Gabriele, come accennavo, sono imperfetti, pieni di difetti e hanno dei caratteri troppo forti, troppo orgogliosi e troppo simili per non scontrarsi. Il loro rapporto è fatto di questo. Delle liti continue. Delle discussioni su ogni cosa esistente. Della constatazione inequivocabile che hanno sempre una scusa perfetta per battibeccare. Però anche da altro, dalla tenerezza, dalla capacità di vedersi e di capirsi, perché sono  troppo simili per non scontrarsi, ma pure troppo simili per non comprendersi. E hanno molti punti di forza e di debolezza, come ogni essere umano, che forse, poi, sono la stessa cosa: il loro punto più forte e quello più debole è l’orgoglio, l’orgoglio che ti fa sapere di valere, ma ti fa anche difendere dal mondo.

Ariel è forte, determinata, testarda, scrittrice e giardiniera appassionata; tuttavia, è anche chiusa all’amore, che descrive in ogni modo possibile nei suoi libri, ma pensa che non faccia per lei e che possa influenzare la sua libertà spirituale; a volte può apparire fredda e antipatica, seppure credo che sia solo molto selettiva e semplicemente spesso troppo sincera per il mondo. Gabriele ha un carattere difficile, vero, e si valuta molto peggiore di quello che è; nonostante il suo successo di imprenditore affermato e nonostante il suo orgoglio, non è che abbia poi una grande autostima; sa di avere bisogno dell’amore, di crederci, che possa ammorbidire i suoi spigoli e possa farlo finalmente essere com’è sempre stato e non è mai riuscito  a esprimersi: non solo terribilmente orgoglioso, ma anche meravigliosamente tenero.

Che ruolo ha l’amore nella tua vita?

L’amore è fondamentale nella mia vita. L’amore è ovunque. Io tendo ad amare tantissimo ciò che faccio e ciò che sono. E non faccio mai le cose senza amore, che è direttamente proporzionale al cuore e all’entusiasmo che metto nelle cose. Poi ovviamente amo le mie persone care, però, se la domanda è che ruolo ha l’amore romantico nella tua vita, la risposta è che non l’ho ancora trovato e non lo aspetto; preferisco attribuirlo ai miei personaggi, il resto vedremo. Credo molto nel destino, ma ho i miei timori e le mie convinzioni, pure anche i miei pregiudizi, e una sola certezza assoluta, che dovrà avere molta pazienza e che dovrà rispettare i miei spazi e ciò che mi sono promessa: non rinunciare mai a niente per nessuno.  Quindi, prego, se mi sopporta, si diverta un po’ (scherzo ma non troppo).

Hai in mente altri progetti per il futuro?

Tantissimi, più di quanti io stessa possa dire, ma sono un po’ superstiziosa (solo in questo) e preferisco non anticipare niente.

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