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Incontro su Sicurezza stradale e costo sociale della mobilità a San Giovanni di Fassa (Pera/TN ), a cura di Transdolomites
L’impegno di Transdolomites sul tema della mobilità e turismo sostenibile mette tra le priorità la sicurezza stradale e più in generale il "costo sociale della mobilità”.
Esso si focalizza in modo particolare sul prezzo che la società paga all’annoso problema di quanto avviene sulle strade in Italia e Unione Europea tanto per focalizzare il nostro ragionamento in un ambito geografico a noi più vicino.
Negli anni recenti Transdolomites ha promosso varie iniziative pubbliche di sensibilizzazione al tema. Ultima in ordine di tempo nel novembre 2024 a San Giovanni di Fassa nell’Auditorium della Scuola di Pozza di Fassa.
Nostra intenzione e dovere il proseguire sulla strada della sensibilizzazione. La prossima iniziativa è prevista il 29 maggio 2026 a San Giovanni di Fassa (Fraz. Pera di Fassa Località Vac) nella Caserma dei Vigili del Fuoco Volontari di Pozza di Fassa con i quali abbiamo condiviso la proposta.
Fonte ANSA 24 marzo 2026.
“Nell’Ue i morti su strada nel 2025 sono diminuiti del 3%, in Italia del 4%” Nel 2025 sono state circa 19.400 le vittime complessive ma, i progressi restano ancora lontani dall'obiettivo Ue di dimezzare morti e feriti gravi entro il 2030. Per ogni vittima si stimano circa cinque feriti gravi, per un totale di circa 100.000 persone ogni anno nell'Ue. Nelle città le vittime sono in gran parte utenti vulnerabili, come pedoni, ciclisti e conducenti di veicoli a due ruote, che rappresentano il 70% dei decessi. Preoccupa la quota elevata di giovani tra i 18 e i 24 anni e di over 65.
Dichiara il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas” La sicurezza stradale è una responsabilità condivisa. La riduzione costante delle vittime dimostra che i nostri sforzi congiunti stanno dando risultati, ma ogni vita persa è una di troppo"
Guardando al Trentino, l’Istituto di Statistica della Provincia di Trento ha recentemente diffuso i dati sugli incidenti stradali in Trentino; dal 2020 ,157 vittime, 1 morto ogni 12 giorni, numero degli incidenti in crescita, problemi legati all’uso di alcol, sostanze stupefacenti, violenza sulle strade.
velocità, fanno della strada un ambiente sempre più a rischio dove la convivenza tra coloro che la utilizzano in certe situazioni si fa sempre più problematica.
I giovani sono quelli che pagano il prezzo più alto ma nonostante il bilancio quotidiano che raccontano le cronache pare che la lezione sia difficile da imparare.
Sarebbe “riduttivo” soffermarsi solo alla conta delle vittime. Il fenomeno della violenza stradale fatta di arroganza, prepotenza, mancanza di rispetto delle regole, costante rimozione della memoria degli avvenimenti, scarso senso civico del valore della vita, assunzione sempre più diffusa di sostanze stupefacenti e alcolici toccano sempre più gli utenti della strada dai pedoni, ciclisti, motociclisti e chi utilizza mezzi motorizzati.
Non solo il mondo della strada. Mobilità è anche il muoversi in quota sui sentieri di montagna, arrampicare, sciare. L’impreparazione, la sottovalutazione dei rischi e delle proprie capacità, la difficile convivenza tra i camminatori e chi sui sentieri sempre più utilizza le E-bike entrano nella quotidianità per lunghi periodi dell’anno.
A coloro che sono vittime di infortuni, è fondamentale rivolgere la riflessione nei riguardi delle forze dell’ordine, i soccorritori, il disagio, le emozioni, gli stress psicologici ai quali sono sottoposti e che non si rimuovono con un colpo di spugna. Ci sono le famiglie delle vittime, la società civile che costantemente perde affetti, tasselli importanti delle comunità che si perdono prematuramente, per sempre. Poi ci sono le pesanti ricadute .
economiche.
E poi il ruolo del trasporto pubblico che non si può interpretare spesso e volentieri come un costo ma come organizzazione sociale dei territori
Quello che avviene su strade, ciclabili, sentieri, in montagna non è un mero evento, un fatto di cronaca, ma un tsunami che ogni volta ci travolge e che non può essere “ liquidato” con le parole commoventi in un funerale, di qualche articolo giornalistico, del “ non ti dimenticheremo mai”.
Serve molto di più. Dinanzi a troppa indifferenza, disprezzo del rispetto verso il prossimo è necessaria una potente scossa morale nella società civile, riflettere seriamente sul perché di tutto ciò.
Transdolomites si è attivata con una articolata diffusione di lettere d’invito indirizzate a Polizia Stradale, Carabinieri, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, Croce Rossa e Croce Bianca, Soccorso alpino, ACI Trento, Sindaci, Comunità di Valle, Istituti scolastici, Associazioni ciclistiche, Trentino Trasporti. Le adesioni stanno pervenendo e la presente comunicazione ha lo scopo di dare notizia dell’iniziativa in programma e allargare l’invito a tutti, nessuno escluso perché è inammissibile continuare a far finta di niente.
INFO
Massimo Girardi, Presidente di Transdolomites
Cell. 320.4039769