Arte e Cultura
La danza inaugura, il 29 e 30 novembre, con Otello, la stagione 2025-26 del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno
22 appuntamenti tra prosa, danza, musical e teatro per ragazzi compongono il ricco e variegato mosaico della stagione 2025-26 del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno nata dalla rinnovata collaborazione tra il Comune e l’AMAT con il contributo della Regione Marche e del MiC.
Inaugurazione affidata alla danza il 29 e 30 novembre con Otello, tra le produzioni di maggiore successo del Balletto di Roma a firma di Fabrizio Monteverde, uno dei migliori autori italiani di danza contemporanea, sulle musiche di Antonin Dvořák. Il coreografo rivisita il testo shakespeariano lavorando sugli snodi psicologici che determinano la dinamica dell’ambiguo e complesso intreccio tra i protagonisti Otello, Desdemona e Cassio. Guglielmo Ferro porta in scena il 17 e 18 dicembre con Cesare Bocci e Vittoria Belvedere Indovina chi viene a cena?, stupenda commedia che fu interpretata (al cinema) dai due mostri sacri Katharine Hepburn e Spencer Tracy. Il tema, quello di un matrimonio misto, fece scalpore nell’America di fine anni Sessanta, ma oggi è più che mai di attualità in una società sempre più multietnica. Il soggetto di William Arthur Rose ha quasi mezzo secolo, ma anche grazie all’adattamento di Mario Scaletta si presenta come un testo fresco e attualissimo.
Tratto dal romanzo di Andrea Camilleri, Il birraio di Preston il 13 e 14 gennaio giunge al Ventidio Basso con l’interpretazione di Edoardo Siravo, Federica De Benedittis e Mimmo Mignemi e la regia Giuseppe Dipasquale che con lo stesso Camilleri firma la riduzione teatrale. In un esempio sublime e divertito di narrazione dei caratteri, la Sicilia, il suo mondo, i suoi personaggi vengono ammantati, attraverso la lingua camilleriana, da una luce solare, vivida di colori e ricca di sfumature. Completano il cast dello spettacolo gli attori Gabriella Casali, Pietro Casano, Luciano Fioretto, Federica Gurrieri, Paolo La Bruna, Giorgia Migliore, Valerio Santi, Vincenzo Volo. Ti sposo ma non troppo con Vanessa Incontrada e Gabriele Pignotta, che firma anche la regia, il 24 e 25 febbraio mescola con abilità la leggerezza della commedia con un mood romantico. Già approdato al grande schermo in una felicissima versione cinematografica nel 2014, la pièce arriva sui palcoscenici italiani in una nuova edizione aggiornata al tempo presente, ricca di emozioni e colpi di scena che vede tra gli interpreti anche Fabio Avaro e Siddhartha Prestinari. Commedia brillante e intelligente Le fuggitive con Paola Quattrini e Gaia De Laurentiis e la regia di Stefano Artissunch racconta il 7 e 8 marzo la storia di due donne, Margot e Claudia, che si incontrano in una situazione curiosa: entrambe cercano di "fuggire" dalle loro vite ma per motivi diversi. Il testo affronta temi come la solitudine, l'amicizia, il desiderio di libertà e la ricerca di sé in modo leggero, con dialoghi ironici e momenti divertenti, tipici dello stile di Pierre Palmade, conosciuto per il suo talento comico. Un attore famoso ma ormai in declino, una moglie vittima della dipendenza da oppiacei, due figli in lotta con i propri demoni: Gabriele Lavia e Federica Di Martino il 24 e 25 marzo in Lungo viaggio verso la notte si immergono nella dolorosa intimità della famiglia Tyrone, protagonista del più autobiografico dramma di Eugene O’Neill (Premio Pulitzer nel 1957), la regia è dello stesso Lavia. Il 14 e 15 aprile è la volta di Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo con Teresa Saponangelo e Claudio Di Palma affiancati da una numerosa compagnia, diretti da Luca De Fusco. Una tradizionale domenica napoletana, un pranzo tutti insieme, il clima di convivialità è solo apparente, presto emergono incomprensioni che rovinano il pranzo, trasformando la celebre commedia di Eduardo De Filippo quasi in una tragicommedia in cui la famiglia è la vera protagonista. La stagione teatrale in abbonamento si avvia alla conclusione il 28 e 29 aprile con Grease della Compagnia della Rancia con Eleonora Buccarini, Tommaso Pieropan, una festa travolgente che accende le platee italiane e ha dato il via alla musical-mania trasformandosi in un vero e proprio fenomeno di costume “pop”: un cult intergenerazionale che, dopo aver superato i 2.000.000 di spettatori complessivi dal primo debutto, si rinnova a ogni stagione. La traduzione è di Michele Renzullo, adattamento e regia di Saverio Marconi, regia associata Mauro Simone.
A impreziosire la stagione il 16 gennaio fuori abbonamento un grande classico della danza, Carmen del Balletto di Milano sulle musiche di Georges Bizet, coreografie di Agnese Omodei Salè e Federico Veratti.
5 appuntamenti per la stagione dedicata ai ragazzi e alle famiglie: il 23 novembre si inizia con Robin Hood del Teatro Giovani Teatro Pirata e Armamaxa Teatro e si prosegue l’8 dicembre con La bottega dei giocattoli di Crest, il 25 gennaio con Cenerentola di Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani, il 21 febbraio con PerAria di Sosta Palmizi e I Nuovi Scalzi e il 14 marzo con Controvento di Michele Cafaggi per Studio Ta-Daa!.
Informazioni presso Biglietteria del Teatro (0736 298770), dal 29 ottobre vendita nuovi abbonamenti.
29 e 30 Novembre 2025, OTELLO
coreografia e regia Fabrizio Monteverde
musiche Antonin Dvořák
scene Fabrizio Monteverde
costumi Santi Rinciari
danzatori Alessio Di Traglia, Roberta De Simone, Paolo Barbonaglia
Francesco Moro, Ainoha Segrera Garcia, Marcello Giovani
produzione Balletto di Roma
direzione artistica Francesca Magnini, Luciano Carratoni
Dopo il suo debutto al festival Civitanova Danza nel 2009 e la ripresa per il Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli nel 2015 e nel 2016, Fabrizio Monteverde torna a riallestire per il Balletto di Roma Otello su musiche di Antonin Dvořák, una delle sue più applaudite produzioni shakespeariane che, insieme a Giulietta e Romeo, ne hanno decretato il successo come coreografo e regista in tutta la sua lunga carriera. Nella versione 2025, Monteverde continua a rielaborare il testo shakespeariano a partire dagli snodi psicologici che determinano la dinamica dell’ambiguo e complesso intreccio tra i protagonisti Otello, Desdemona e Cassio. In questo triangolo mai equilatero di rapporti, i tre vertici risultano costantemente intercambiabili, grazie sì agli intrighi di Iago, ma ancor più alle varie maschere del “non detto” con cui la ragione combatte – spesso a sua stessa insaputa, ancor più spesso con consapevoli menzogne – il Sentimento. L’ambientazione in un moderno porto di mare (dichiarato omaggio agli sgargianti fotogrammi fassbinderiani di Querelle de Brest) chiarisce e amplia l’intuizione di fondo: se Otello è, come è sempre stato, un “diverso”, un outsider, non tanto per il colore della pelle quanto per il suo essere “straniero” e abituato ad altre regole del gioco, è anche vero che la banchina di un porto è una sorta di “zona franca”, un limbo in cui si arriva o si attende di partire, un coacervo di diversità in cui tutte le pulsioni vengono pacificamente accettate come naturali e necessarie proprio per il semplice fatto che lì, nel continuo brulicare del ricambio umano, lo straniero, il diverso o il barbaro smettono di esistere. La forte presenza del mare, non relegato, come nel testo di William Shakespeare, ad un suggestivo sfondo per una Venezia o una Cipro genericamente esotiche e di parata, suggerisce i segreti, gli ininterrotti moti delle passioni con la loro tempestosa ingovernabilità, gli slittamenti inevitabili nei territori proibiti del piacere, della gelosia e del delitto.
Precoce dramma romantico, l’Otello ben si presta alla lettura provocatoria ed eccessiva elaborata da Monteverde, in cui anche certe forzature enfatiche di Dvořák trovano pertinente collocazione fungendo da sottile contrappunto ironico all’azione dei personaggi.
Apertura della Stagione di Prosa con INDOVINA CHI VIENE A CENA? di William Arthur Rose, adattamento Mario Scaletta
con Cesare Bocci, Vittoria Belvedere, regia Guglielmo Ferro, Produzione Acast - Quirino, , 17 e 18 Dicembre 2025