Riccione, pensare a un nuovo modello di turismo

“Riccione diventata meta turistica del fine settimana. Un buon ferragosto ma propensione spesa degli ospiti diminuisce rispetto anche gli scorsi anni. Pochi giovani scelgono la Perla Verde”.
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Claudio Tamburini è la terza generazione della famiglio dal 1946 al timone del bagno 137 del Marano: il “Mojito Beach”. La storia comincia il 2 giugno 1946, giorno in cui l’Italia diventa Repubblica. Il primo dei Tamburini porta in spiaggia qualche sdraio. Arrivano poi cabine, ombrelloni, un chiosco. Durante i ’70 e ’80, si passa da stabilimento balneare anche a ristorante e poi cocktail bar, musica e intrattenimento notturno. Ma dal suo punto ‘osservazione l’estate 2017 appare stagione in chiaro scuro per Riccione. “Un ferragosto positivo e segnali di ripresa ma anche elementi di criticità con cui occorre fare i conti”, spiega Claudio Tamburini. “Non bastano i numeri positivi di questo mese, in crescita rispetto agli scorsi anni. Dobbiamo fare i conti con un fatto ormai evidente. Riccione durante l’estate è diventata meta del weekend. È una realtà sotto gli occhi di tutti. In questi giorni, ho parlato con tanti altri imprenditori, commercianti, albergatori e ristoratori. I turisti arrivano venerdì sabato e domenica. Il motivo principale è che non siamo riusciti a stare al passo con le nuove tendenze leisure e esigenze dei turisti. Eravamo quelli che dettavano le mode ma ci siamo seduti su questa immagine e facciamo fatica a ripartire”. Eppure qualche bella novità, soprattutto al Marano è arrivata. “Certo, la nostra spiaggia finalmente incomincia a avere un assetto più equilibrato e positivo nella sua offerta turistica. Sono arrivati imprenditori seri, che investono con progetti di lungo termine, vedi Samsara o Beach Club, ma scontiamo tutti un trend negativo che riguarda la città”. Come si affronta il problema? “Tutte le categorie del nostro settore devono sedersi a un tavolo. Innovazione e rilancio si fanno tutti insieme o non lo si fa per nulla. Il mercato turistico è sempre più competitivo e difficile, se non alziamo massa critica e uniamo forza di comunicazione del nostro prodotto, ci releghiamo a luogo da fine settimana”. Un problema particolarmente sentito soprattutto nei confronti del pubblico giovanile. “Ci sono turisti che vengono al nostro bagno da 61 anni. Arrivano a giugno e il loro figli, ormai quarantenni, a luglio. Ma i loro nipoti, i millenials, no. Vanno da altre parti”. E per Tamburini c’è un secondo tema legato al rilancio della Perla Verde. “Abbiamo bisogno di turisti con buona propensione di spesa, che cenano al ristorante, fanno shopping, frequentano il locali. Dobbiamo dargli motivi per farlo da noi. L’indagine di Federalberghi di inizio agosto dice che cresce nuovamente il numero degli italiani in vacanza, più di 34 milioni, ma lo fanno per un giorno in meno rispetto al 2016 e con una spesa procapite che si riduce, da 869 a 838 euro (-3,57%). In soldoni, se anche arrivano 100 bagnati in più durante il weekend, prendono solo lettini e mangiano una piada. Così la marginalità è bassissima e i conti di un’impresa turistica manco se ne accorgono”. Al “Mojito” come state rispondendo al problema? “La nostra filosofia è non stare mai fermi. Ogni stagione presentiamo delle novità in linea con richieste e bisogni del pubblico. Quest’estate è all’insegna del ‘love yourself’, della cura di se stessi. Abbiamo spazi per attività fisica, yoga, Pilates, cibo e ricette bio e welness. Se non innovi rimani indietro e risalire la corrente è difficile e molto faticoso. Quando e se ci riesci”.
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