Giornata Europea dei Giusti, Seconda Edizione
La giornata avrà luogo il 6 marzo 2014
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6 marzo 2014
Seconda Edizione Giornata Europea dei Giusti
Ore 11.00
CERIMONIA S:OLENNE
con la proclamazione dei Giusti 2014
Parco Tarello - Brescia Due
Ore 18.00:
TAVOLA ROTONDA
CARLO MARIA MARTINI: UN UOMO GIUSTO
Salone Vanvitelliano, Palazzo Loggia
Piazza Loggia 1 - Brescia
L' Associazione culturale Filosofi lungo l’Oglio, che dal 2012, ha inserito nelle sue attività annuali, una sezione invernale dedicata alla Shoah, denominata Fare memoria, incentrando l’edizione 2014 – posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con il Patrocino del MIBACT, dell’Assessorato all’Istruzione, Formazione e Cultura della Regione Lombardia e degli enti ospitanti – sui volti e i luoghi della memoria e invitando i maggiori pensatori contemporanei a riflettere e a portare il loro contributo sul tema in questione, è lieta di annunciare che giovedì 6 marzo 2014 sarà celebrata a Brescia, la seconda edizione della Giornata Europea dei Giusti, approvata il 10 maggio 2012 dal Parlamento Europeo con la Dichiarazione scritta n. 3/2012 recante 388 firme.
L’iniziativa è in partnership con il Comitato per la Foresta dei Giusti-Gariwo, con il Comune di Brescia e in collaborazione con la Confraternita dei Santi Faustino e Giovita e con la Casa della Memoria di Brescia.
«Siamo onorati – ha dichiarato il direttore scientifico, Francesca Nodari – di celebrare questa seconda edizione della Giornata Europea dei Giusti, dopo aver dato vita, esattamente un anno fa, al Giardino dei Giusti di Brescia. Una giornata memorabile poiché segnata dall’istituzione di un luogo che ha un significato alto. Un luogo ove il fare memoria del bene: il fare memoria di chi ha patito, ha rischiato, si è battuto fino a mettere a rischio o a perdere la propria vita è già un atto di resistenza nei confronti del male. Un atto corale che è insieme un rendere onore a queste figure esemplari – un narrare il nome – e un esercizio fattivo di educazione alla memoria. Come dire: per un verso, è un ringraziare per il dono, per l’altro è mettere a frutto, ossia rendere feconda quella gratitudine che proviamo nei confronti dei Giusti e insieme ritrovare quella fiducia in ciò che ciascuno di noi, nel suo iniziare-qualcosa-con-stesso, può fare per contrastare la messa in discussione dell’alterità dell’Altro che si manifesta in forme e circostanze molteplici. Gratitudine e fiducia sono, se così si può dire, gli elementi costitutivi che scaturiscono dal circolo virtuoso innescato dal fare memoria del bene. Non ci pare casuale il fatto che il Cardinal Martini, nel testo intitolato Conversazioni notturne a Gerusalemme, abbia mostrato come, se per un verso, “chi ha imparato ad avere fiducia non trema, anzi, ha il coraggio di darsi da fare, di protestare quando viene detto qualcosa di spregevole, di cattivo, di distruttivo. E soprattutto ha il coraggio di dire ‘sì’ quando si ha bisogno di lui”, per l’altro abbia insistito sul fatto che “la gratitudine porta al ‘magis’. Chi è consapevole della propria fortuna vuole di più. Prova un senso di insoddisfazione nei confronti del mondo e acquisisce la capacità di riconoscere il bisogno e ciò che è in grado di fare. La parola chiave ‘magis’ descrive la dinamica che si può sperimentare quando si dedica la propria vita agli altri. Non si tratta di una dottrina che mortifica la vita. Quando scopri il tuo compito, il compito a cui Dio ti ha destinato, guadagni una vita più ricca, più emozionante. Quel “di più” è il moto verso ciò che è superiore […] Non è forse vero che anche la gioventù ha bisogno del nuovo, del ‘magis’, di qualcosa di più del benessere? Nella ricerca del nuovo ho sempre visto un elemento positivo, la volontà di cambiare qualcosa: vi si cela la fede nella Chiesa e la nostra fede nella gioventù”.Crediamo che proprio in questo ‘magis’ stia l’in-vista-di-cui-finale del profondo messaggio morale che accade, per così dire, nell’istante stesso in cui si fa concretamente memoria del bene. Un essere grati che ispira fiducia e che si attualizza – in ciò sta anche la specificità di questo giardino – onorando non solo la memoria di chi si è opposto ad ogni forma di totalitarismo, di genocidio e di persecuzione spesso sacrificando la propria vita, ma anche ricordando quelle figure della storia del pensiero che hanno contribuito con le loro idee, con le loro opere, con la loro testimonianza a contrastare l’usurpazione del posto al sole di Altri. Mentre ci apprestiamo a celebrare, con un doppio appuntamento, questa seconda edizione della Giornata Europea dei Giusti, con l’auspicio di registrare una nutrita partecipazione di giovani, vorremmo rinnovare il nostro più vivo ringraziamento al Comune di Brescia per la stretta collaborazione accordataci e alla Fondazione Gariwo, presieduta da Gabriele Nissim – cui si deve il grande merito di aver richiesto e ottenuto dal Parlamento Europeo l’istituzione di questa giornata – per la feconda condivisione del progetto qui presentato».
Molto positivo il commento di Anna Maria Samuelli Kuciukian – cofondatrice di Gariwo – che ha dichiarato: «Per il secondo anno in occasione della Giornata Europea dei Giusti, la città di Brescia fa vivere con nuovi alberi la memoria del Bene. Verranno onorati i Giusti, i testimoni di verità, i resistenti morali che opponendosi al totalitarismo hanno detto no al male mettendo a rischio o perdendo la propria vita. E verrà anche onorata la figura del Cardinale Carlo Maria Martini costruttore infaticabile del dialogo e del confronto con i non credenti. L’ascolto delle domande dell’uomo contemporaneo e la costante dimensione di ricerca della sua scelta di vita ne fanno una figura esemplare per le nuove generazioni.
L’iniziativa di rendere onore ai Giusti voluta dalla città di Brescia e resa possibile dall’impegno e dalla determinazione della professoressa Francesca Nodari, riveste quest’anno un particolare valore. In questi giorni viene presentata al Parlamento italiano la proposta di legge per l’istituzione della Giornata in Memoria dei Giusti dell’Umanità. L’autonomia etica delle figure esemplari si è formata grazie a valori e idee morali che sono l’eredità più alta della storia dell’umanità, valori che uomini giusti e generosi, in Europa e nel mondo, hanno saputo custodire nei tempi bui del male estremo. Essi hanno messo al centro delle loro azioni e finalità, i volti delle persone che incontravano, liberi da schemi dottrinari o dalle lenti deformanti delle ideologie e delle propensioni personali, avendo sempre presente il bene dell’altro o il bene sociale. All’etica dei principi hanno sostituito l’etica della responsabilità che guarda alle conseguenze delle scelte che si operano, nel fermo convincimento che dal male inferto dall’uomo all’altro uomo non possa mai nascere un bene. Come cofondatrice di Gariwo, la Foresta dei Giusti e responsabile della sezione didattica esprimo l’apprezzamento mio e del comitato per questa iniziativa che aiuta a promuovere nei giovani i valori del coraggio civile, e la capacità di operare scelte responsabili, all’altezza delle sfide della nostra contemporaneità».
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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