Crisi e pignoramenti: Federsicurezza e Vigilanza Conf S.E.L.P. scrive ai vertici dello Stato. Francesconi: "estendere subito il minimo impignorabile ai lavoratori, oggi lo stipendio può essere dimezzato sotto la soglia di povertà

FederSicurezza e Vigilanza – Conf S.E.L.P., con il Segretario Generale Niccolò Francesconi, ha scritto a Mattarella e ai partiti chiedendo un minimo impignorabile per i lavoratori dipendenti, come i 1.092 euro previsti per i pensionati, perché i pignoramenti non riducano gli stipendi sotto la sussistenza.
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FederSicurezza e Vigilanza – Conf S.E.L.P., guidata dal Segretario Generale Dott. Niccolò Francesconi, ha inviato questa mattina una lettera d'appello ufficiale al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Senato e Camera e a tutti i leader dei partiti politici parlamentari.

Al centro della richiesta, un intervento legislativo urgente per sanare una palese discriminazione sociale e normativa: l'assenza di un minimo impignorabile per i lavoratori dipendenti, a differenza di quanto già giustamente garantito per i pensionati italiani.

"In questo periodo di profonda e persistente crisi economica, con un costo della vita insostenibile per migliaia di famiglie, l'attuale quadro normativo sui pignoramenti presso terzi è diventato una vera e propria emergenza sociale" – dichiara il Segretario Generale Dott. Niccolò Francesconi. 

"Mentre per i pensionati la legge prevede giustamente uno scudo invalicabile, fissando il minimo impignorabile a 1.092 euro – cifra sotto la quale il quinto non può essere toccato – per i lavoratori dipendenti non esiste alcuna soglia di protezione. Il quinto viene trattenuto direttamente sull'intero stipendio netto, anche se questo è già al limite della sussistenza".

La FederSicurezza e Vigilanza Conf S.E.L.P. evidenzia lo scenario drammatico che colpisce i settori a basse retribuzioni, come la vigilanza privata , i servizi di sicurezza sussidiaria e moltissimi altri lavoratori . In caso di concorso di più pignoramenti per cause diverse (debiti fiscali, alimentari o risarcitori), lo stipendio del lavoratore può essere legalmente dimezzato, lasciando il nucleo familiare privato dei mezzi minimi per l'affitto, le bollette e la spesa alimentare.

"La necessità di preservare un salario minimo vitale per la sopravvivenza non può dipendere dallo status di pensionato o lavoratore" – incalza Francesconi. 

"Lasciare i lavoratori attivi senza una franchigia protetta viola secondo noi  apertamente l'Articolo 36 della nostra Costituzione, che impone una retribuzione sufficiente ad assicurare un'esistenza libera e dignitosa. Chiediamo alle forze politiche e al Governo una modifica immediata per un tetto di protezione  identico a quello dei pensionati. Nessuna procedura esecutiva deve poter spingere un lavoratore e la sua famiglia sotto la soglia di povertà e dell'indigenza radicale".

Il sindacato si dichiara pronto a partecipare a qualunque tavolo di confronto o audizione parlamentare per portare avanti questa battaglia di equità e dignità sociale a tutela dei lavoratori e cittadini tutti visto anche il forte momento di crisi .


FederSicurezza e vIgilanza Conf Selp Segretario Generale Dott. Niccolo' Francesconi 

Ufficio Stampa

Segretario Generale Federsicurezza e VIgilanza Conf Selp Niccolo Francesconi
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