Tonietto Luisa Albachiara, l'artista erede di Fontana

Proprio per il fatto che "Nemo propheta in patria" citiamo oggi un 'artista che nel panorama internazionale ha segnato una svolta nel mondo dell'arte contemporanea, ma che è poco conosciuta in Italia. Si tratta di Tonietto Luisa Albachiara, l'artista che è riuscita a creare un ponte tra l'arte degli anni settante e il periodo attuale. Pubblichiamo un testo critico uscito nel 2005 che gia la identificava come un arista ormai facente parte della storia. E così è...
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L'appuntamento importante, fondamentale nell'ambito della critica d'arte italiana.

Un'artista che rappresenta in modo inconfondibile il punto di “pareva impossibile sutura”  tra tutta l'arte

e tutti i chilometri di pittura di velleità che si sono bloccati, fermati con gli anni 70 dunque

con l'informale per arrivare ai giorni nostri.

Questo punto di pareva impossibile sutura tra l'arte del passato e l'arte contemporanea, quella  del 2000

in sostanza, fine 1900 e 2000 ha un unico punto di sutura inevitabile, inconfondibile: Albachiara, artista giovane ma artista che può vantare una sconfinata riconoscenza in tutto il mondo.

 E quando parlo di tutto il mondo non lo dico così per così per un gusto del gigantismo fine a se stesso.

No, perché Albachiara ha ricevuto consensi in tutti i principali musei del mondo, dalla Russia all'America, Tokyo, passando per la Spagna, e adesso è in Italia.

Ma fino a che punto si spinge la ricerca di questa artista così sconvolgente?

Le sue opere sono ad indicare un percorso di questa giovane artista veneta ma internazionale, apolide, d'adozione ed artista senza cittadinanza, perché è così varia, è così totale che il suo genio creativo in qualche modo è l'unico genio che è riuscito a dare continuità a Fontana.

Se Fontana mentre tagliava una tela toccava un punto estetico altissimo, Albachiara riesce con la sua intelligenza, con la sua intuizione, con la sua maestria e il suo talento artistico, a cucire, a cucire quel taglio.

E si che dà vita in questo modo ad un simbolismo esistenziale in cui tutta la difficoltà del vivere viene

oggettivata in un segno mai del tutto informe, ma intenzionale, che ci dice come sia lei effettivamente, a conti fatti, l'unica intelligente interprete della investigazione che è susseguita e conseguente a Fontana..

Io ricordo che le opere di Albachiara hanno tutte una forza sinestetica inevitabile, inconfondibile.

Per quale motivo è sinestesia pura? Perché sono un invito alla mente dal titolo, un invito alla visione nella

nella oreficeria mucillaginosa della materia nel gioco della materia.

 Usa sapientemente i colori, Albachiara, questo rosso ad indicare un cuore che palpita, dunque una

carne palpitante di sensi e di pittura, e poi ancora un arancio che invece indica in qualche modo

la ragione, la mente, quindi sinestesia.

Dal titolo, Passando per la visione, occorre abbandonarsi con cuore libero a questi colori e a queste forme

e poi il tatto la matericità.

Dunque, perché sono opere che possono essere toccate?

Io dicevo: prima il titolo.

Sì, perché Albachiara non fa niente a caso e sceglie anche i titoli alla perfezione.

L'opera che vedete qui sopra, si Intitola : Io dico: Io sono nata nel errante Delo, nelle isole Fortunate.

 

 

Guardate in questo incanto, in questo essere aedo da parte di Albachiara, di un'epopea danzante sognante.

Il titolo è: Io dico: il ritorno dell'incoscienza.

 Ecco, vedete, è un'artista che non fa mai nulla a caso, ma guardate questi gomitoli di solitudine, queste cuciture di ferite, è la tela proprio letteralmente cucita.

Molto spesso mi dispiaccio del fatto che gli artisti contemporanei, tanti grandi artisti contemporanei,

non abbiano il merito che dovrebbero avere, non vedono riconoscimenti.

In realtà, per fortuna, oggi posso attestare la mia felicità senza falsi monumentalismi nel riconoscere che Albachiara, questa artista che riveste un ruolo importantissimo nella storia dell'arte, in realtà ha avuto tanti riconoscimenti, ormai è collezionata fra i più grandi artisti contemporanei, è sotto lecita di un'importante organizzazione artistica che la sta aiutando nel percorrere,  nel salire, sempre a quote altissime, a 4000 m di altezza, proprio perché a questi livelli occorre giocare una partita assoluta.

Albachiara sa benissimo che nelle grandi imprese non si deve mai imitare o subire il gioco dell'avversario, al contrario occorre esaltare il proprio.

Ed ecco allora albachiara a realizzare questo, ripeto, simbolismo esistenziale, a analizzare queste tipiche tramature che sono onnipresenti nei suoi quadri, ma che in realtà funzionano come punto di sutura come tentativo di stabilire una continuità fra vita e morte.

E ci riesce con una varietà, con una spinta, con una carica suggestiva che emoziona, che travolge, che ti fa sentire te stesso oltre te stesso.

Certo, Albachiara è una persona che corre su una lama da un punto di vista umano: da un lato ha una immaginazione altissima, dall'altro ha un ferreo gusto del non Sense.

 Ebbene, i due lati della medaglia, altezza creativa e percezione dell'assurdo, sono una chiave per capire

tutta l'arte, tutta l'arte del 900 che ha segnato un qualcosa.

 E dunque, se è vero che abbiamo avuto nel 900 le avanguardie che hanno comunque segnato un'importanza storico artistica, che hanno impresso un percorso alla linea al fiume della pittura, se è vero che è con Fontana che in qualche modo l'estetica conferma la sua mobilità, ma in qualche modo si arresta, perché poi l'arte è sull'autoripetizione, è decorazione, non sono grandi strutturate forme per trovare quelle grandi, strutturate forme. 

Occorre arrivare ad Albachiara, quindi è un punto di cucitura, ma realmente, non solo nella pittura, nel disegno, nell'opera, che poi sono reali cuciture, occorre veramente toccarle queste cuciture.

Per questo vuole Alba chiara è una un'arte sinestetica di mente, di mente, è un'arte di.

Per per gli occhi visiva, dunque, confermo ancora una volta Albachiara che la sua pittura è una teca sontuosa che attizzerà per sempre i sensi di chi la guarda.

 Guardate questi dettagli guardate.

Un talento incredibile, ma tutto costruito nei suoi viaggi; lei è un'artista riconosciutissima a livello internazionale.

È un'artista richiesta dai più prestigiosi musei al mondo, dai collezionisti che sono abituati appunto a

raccogliere nei loro scrigni le opere più storiche e inconfondibili.

 

È un'artista che sta ottenendo molti riconoscimenti oggi hic et nunc, e che ormai è su tutti i cataloghi.

E allora è importante che si segnali il genio di questa artista che è riuscita in qualche modo a vedere l'altra faccia della luna, quella che è nascosta, quella che non possiamo vedere.

Quella faccia, cioè, che Fontana, nel suo gesto mirabile di scoprire la bidimensionalità, era riuscito a fare con un taglio.

Ebbene, Albachiara, con le sue cuciture, con il suo talento sovrumano di abilità tecnica nel ricreare queste figurazioni, ci dà oggi un messaggio, porta avanti un discorso di arte soterranea, che finalmente è con lei, vede luce nuova.

Andrea Di Pre 2005

 

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