T.I. ASSOTIR ha concluso la campagna di ascolto della categoria La voce dell’autotrasporto italiano
Oltre 4000 trasportatori contattati, 600 interviste telefoniche ad imprenditori non associati a sigle sindacali, migliaia di schede scrutinate ed una campagna di Assemblee dalla Sicilia alla Lombardia
I TRASPORTATORI VOGLIONO CONTARE NELLE SCELTE DELLA CATEGORIA E NON DANNO DELEGHE PREVENTIVE A NESSUNO SULLA TARIFFA MINIMA DI SICUREZZA
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR fa, in questi giorni, il punto sulla campagna di consultazione degli imprenditori del trasporto su strada. Un’indagine realizzata tra settembre e novembre promossa dall’associazione per conoscere gli umori della categoria dopo l’accordo del giugno scorso tra alcune sigle sindacali del settore ed il Governo. Attualmente perdura una pesantissima situazione di crisi tra le PMI. dell’autotrasporto italiano, derivante da
• Cali ingenti di fatturato, conseguenza della crisi dei principali settori produttivi, ad iniziare dall’automotive e dal suo indotto.
• Tensioni finanziarie crescenti che derivano da un patologico allungamento dei tempi di pagamento.
• Margini sempre più erosi dal crescere dei costi di gestione (gasolio, autostrade, assicurazioni, ecc.).
• Impossibilità pressoché totale di ribaltare i maggiori costi sui committenti dei trasporti.
• Concorrenza sempre più aggressiva di “pseudo imprese”, che sfruttando le ambiguità della normativa si fanno forti di risorse illegali o addirittura criminale.
• Chiusura “silenziosa” di migliaia di PMI con conseguente perdita di occupazione e di ricchezza di interi territori.
A tutto ciò, secondo chi lo ha proposto e firmato, avrebbe dovuto dar risposta l’accordo di giugno.
Tuttavia inizia a sentirsi alla periferia di qualche Organizzazione firmataria, un disagio: non soltanto ciò non è avvenuto, ma, mentre le sigle “storiche” del settore hanno sottoscritto, insieme all’accordo, un protocollo di “pace sociale preventiva” valido a tutto il 2011, con il Governo, le Organizzazioni della committenza – Confindustria e Confetra – hanno scelto di mantenere le mani libere e di ignorare, tranquillamente, tanto l’accordo che le richieste della categoria e le raccomandazioni del Governo.
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, che non ha sottoscritto il Protocollo e anzi lo ha apertamente criticato come irrealistico, ha scelto, perciò, di dare vita ad una massiccia operazione di ascolto della categoria, per evitare che la sfiducia e l’insoddisfazione finissero per confluire nella rassegnazione e nell’abbandono di ogni speranza di rinascita e di sviluppo di un settore decisivo dell’economia italiana, che vale il 7% del PIL e occupa, tra diretti ed indiretti, oltre 2 milioni di addetti. Oggi TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR fornisce le cifre di una consultazione che ha visto oltre 4000 trasportatori contattati, 600 interviste telefoniche, migliaia di schede scrutinate e una campagna di Assemblee e di incontri, dalla Sicilia alla Lombardia. Le risposte dei trasportatori evidenziano i guasti di una politica sindacale ed economica suicida.
Esse fanno emergere non soltanto un pesantissimo distacco tra le richieste della base imprenditoriale e le soluzioni perseguite in questi anni dalle Organizzazioni che si autoproclamano rappresentanti dell’autotrasporto; ma soprattutto evidenziano che nessuna, delle Associazioni tradizionali del settore, può oggi arrogarsi il diritto di parlare a nome di una categoria che non le riconosce e che anzi ne diffida.
I dati che TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR ha raccolto sono, a tal riguardo, di un’eloquenza schiacciante e dovrebbero costringere tanto le Associazioni tradizionali, quanto tutti coloro, ad iniziare dal Governo, che hanno concesso loro un acritico riconoscimento di rappresentatività, su quanto sia urgente, anche in questo settore, procedere ad una profonda riforma della rappresentanza e dell’agire sindacale.