QUARTA CORSIA SULL’AUTOSTRADA A4 BRESCIA-VERONA-VENEZIA: EUROPA VERDE (BALOTTA), LA DECISIONE VA PRESA DAL MINISTERO DEI TRASPORTI

LA PRIORITA' VA DATA ALLA MANUTENZIONE E ALLA SICUREZZA DEI 2 MILA KM DI RETE STRADALE COLABRODO DELLA PROVINCIA
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La pratica di proporre opere pubbliche, in questo caso la quarta corsia della Brescia Venezia, da parte di portatori d'interessi singoli (associazioni corporative private, costruttori, autotrasportatori, artigiani o enti pubblici, la Provincia) per condizionare gli Enti Istituzionali preposti, in questo caso il Ministero dei Trasporti, è in contrasto con ogni logica di programmazione e di pianificazione. Fosse stato per questi stessi potatori d'interessi, oggi avremmo lo shunt della TAV all'Aeroporto di Montichiari, con il terminal passeggeri dismesso.

L'avvio dei lavori della costosissina Tav Brescia Verona Padova aveva e dovrebbe ancora avere un obbiettivo strategico nella mobilità di persone e merci sulla direttrice est-ovest, tale da alleggerirne il traffico stradale, e quindi non dovrebbe essere necessaria la quarta corsia. Il risultato di aver realizzato, sia la Tav Milano-Brescia che la Brebemi, ha indebolito entrambi le infrastrutture. Sulla prima circolano 50 treni al giorno, mentre la capacità della tratta è di 300 treni, sulla seconda i veicoli sono 20mila e la capacità di 120mila giorno.

Con un aumento di capacità, sia ferroviaria che stradale, sulla Brescia Venezia si rischia lo stesso modesto risultato. Va chiarito che un'eventuale 4^ corsia non sarebbe un “ regalo” degli Spagnoli di Abertis (gli attuali gestori del tratto autostradale Brescia Venezia), ma la logica conseguenza dell'utilizzo di una parte degli extra- profitti derivanti dalla riscossione dei pedaggi che dovrebbe essere messa nella convenzione Ministero Concessionario.

Ciò accadrebbe se ci fosse un Ministero dei Trasporti che fa il Ministero e non il “validatore” di tutte le grandi,medie e piccole opere che ogni territorio propone sulla base di spinte corporative e senza una analisi costi-benefici che le giustifichi, così si spiega anche l'alto debito pubblico italiano. Ogni risorsa pubblica disponibile andrebbe spesa per tenere in efficienza (senza buche) gli oltre 2mila km di strade della Provincia : i suoi 450 ponti (vecchi e ammalorati) e gli oltre 40 km di gallerie in precarie condizioni che rendono pericolose le strade.

Dario Balotta
responsabile trasporti Europa Verde



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