Arte e Cultura
Luce e colori, travestimenti, ribaltamento dei ruoli e desiderio di libertà per L’Italiana in Algeri, la seconda nuova produzione del Rossini Opera Festival 2025,, con la regia di Rosetta Cucchi
Luce e colori, travestimenti, ribaltamento dei ruoli e desiderio di libertà per L’Italiana in Algeri, la seconda nuova produzione del Rossini Opera Festival 2025,, con la regia, attesissima, di Rosetta Cucchi, al Teatro Rossini di Pesaro.
Una provocazione continua, tutta al femminile, costruita attorno e per Isabella/Daniela Barcellona, con le scene di Tiziano Santi, i costumi di Claudia Pernigotti, le luci di Daniele Naldi e video di Nicolas Boni'
Tutto è eccessivo, estraneo a Rossini?
Rossini riesce a raccontare storie, farse, anche tragedie con un continuo segmentare dell’attenzione, con una narrazione di caratteri diversi con una forza pari ad una continua ricerca di novità, paragonabile, oggi, a quella del nostro incerto presente
Se in Rossini il surreale della follia completa è organizzato, qui è libero, lucente, quasi normale in questo contesto: nulla è nuovo o scandaloso, neppure questa visione queer e camp!. E la musica accompagna una drammaturgia imprevedibile, ricca di forza e di contrasti
E non a caso Rossini riuscì a sperimentare questa varietà di caratteri, toni e accenti soprattutto a Napoli, dove il pubblico era il più aperto e internazionale che ci fosse in Europa, allora.
E, ora.è Rosetta Cucchi che ci chiede questa apertura!
Come scriveva Ernesto Palacio, sovrintendente del ROF, "negli anni Cinquanta erano rimasti pochissimi suoi titoli, normalmente i “buffi”. La prassi esecutiva era tagliare tutte le difficoltà, ad esempio colorature e passaggi di acuti, per fare solamente una commedia che divertisse il pubblico. In seguito le cose sono cambiate grazie a Claudio Abbado, Jean-Pierre Ponnelle e Alberto Zedda, che hanno fatto un lavoro di ripristino della partitura e di messa in scena di capolavori come “Barbiere”, “Italiana in Algeri” e “Cenerentola”, così la gente ha capito che c’era qualcosa in più da sapere su Rossini"
Per Daniela Barcellona, grande interprete di Isabella«affrontare le opere di Rossini è sempre un’avventura affascinante. La preparazione tecnica richiesta è elevatissima, il dominio del fiato deve essere ai massimi livelli, ma la vera sfida è rendere espressiva ogni singola nota (e ce ne sono tante!) e giustificare, dal punto di vista drammaturgico, ogni passaggio e ogni parola. Se poi aggiungiamo che la maggior parte dei personaggi sono degli eroi “en travesti”, ecco che la sfida si fa ancora più interessante per una donna".
Se Rossini è stato l’autore che in questi ultimi decenni ha subito i più grandi cambiamenti, allora accogliamo con curiosità questa Italiana in Algeri, perchè tutto cambia...solo resterà sempre intatta la speranza:
"vedi per tutta Italia nascere gli esempi di ardore e di valore"
Ottima la prova, per timbro vocale, del giovane basso georgiano Giorgi Manoshvili (Mustafà), un “nobile buffo” di rilievo anche scenico.
Dmitry Korchak, affermato tenore, alla guida dell' Orchestra del Comunale di Bologna ed i Coro del Teatro Ventidio Basso, maestro del coro Pasquale Veleno offrono una prova positiva, in un contesto non semplice nè semplificato.
Repliche18 e 21 agosto, ore 20,00.
.L’Italiana in Algeri
Dramma giocoso per musica in due atti di Angelo Anelli
Musica di Gioachino Rossini
Edizione critica della Fondazione Rossini di Pesaro, in collaborazione con Casa Ricordi di Milano, a cura di Azio Corghi.
Direttore DMITRY KORCHAK
Regia ROSETTA CUCCHI
Scene TIZIANO SANTI
Costumi CLAUDIA PERNIGOTTI
Video designer NICOLÁS BONI
Luci DANIELE NALDI
Interpreti
Mustafà GIORGI MANOSHVILI
Elvira VITTORIANA DE AMICIS
Zulma ANDREA NIÑO
Haly GURGEN BAVEYAN
Lindoro JOSH LOVELL
Isabella DANIELA BARCELLONA
Taddeo MISHA KIRIA
CORO DEL TEATRO VENTIDIO BASSO
Maestro del coro PASQUALE VELENO
ORCHESTRA DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA
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