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Antonello Lombari e la poesia della memoria che non vuole scomparire

Ci sono raccolte poetiche che sembrano scritte per essere ammirate. E poi ce ne sono altre che sembrano scritte perché l’autore aveva davvero bisogno di farle esistere. “Bagliori inversi” appartiene chiaramente alla seconda categoria.
Roma, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

Antonello Lombari costruisce un libro che assomiglia più a una lunga confessione interiore che a un esercizio letterario. Ed è proprio questa dimensione quasi disarmata a renderlo interessante. La sensazione, leggendo le poesie, è quella di entrare nei ricordi di qualcuno senza filtri troppo studiati. Ci sono le case dell’infanzia, le amicizie perdute, gli amori idealizzati, il rapporto profondissimo con la madre e soprattutto il continuo confronto con il tempo che passa. Il tema della memoria attraversa tutto il libro come una corrente sotterranea. Nella poesia “La casa del cuore” emerge chiaramente questo bisogno di trattenere ciò che non esiste più. “È sempre con me quello spicchio di terra e di cielo” scrive Lombari, e forse tutta la raccolta nasce proprio da questa impossibilità di separarsi davvero dai luoghi e dalle persone amate. La scrittura è semplice, diretta, spesso volutamente lineare. Non cerca l’effetto complesso e non vuole apparire intellettuale.

Questa scelta può essere vista sia come un limite sia come una forza. Chi ama una poesia più sperimentale potrebbe trovare alcune immagini troppo immediate o troppo sentimentali. Ma sarebbe anche ingiusto chiedere a questo libro qualcosa che non vuole essere. Lombari non scrive per creare distanza col lettore. Scrive per creare vicinanza. Ed è una differenza enorme. Alcuni componimenti funzionano molto bene proprio perché sembrano parlare senza protezioni. “Come un uragano” ad esempio possiede una malinconia concreta, adulta, quasi cinematografica. Il passaggio “Oggi piango la tua morte, amica mia! Non esiste dolore più grande” evita qualsiasi costruzione sofisticata e colpisce proprio per questo. In altri momenti invece emerge una dimensione più romantica e visionaria, soprattutto nelle poesie dedicate alla femminilità e al desiderio.

Qui il libro cambia tono e si fa più acceso, più emotivo, a tratti perfino teatrale. Non sempre tutto appare perfettamente equilibrato. Alcune immagini si ripetono e certi componimenti sembrano vivere più di emozione che di vera tensione poetica. Ma anche questa imperfezione rende la raccolta coerente con l’identità dell’autore. C’è qualcosa di molto umano in questa alternanza continua tra lucidità e trasporto emotivo. Uno degli aspetti più belli del libro resta però il rapporto con la provincia e con le radici. Pietragalla non è semplicemente uno sfondo geografico ma una presenza viva, quasi fisica. In alcuni momenti si percepisce persino l’odore della terra, delle case antiche, delle estati passate nei vicoli. La poesia di Lombari non nasce nei salotti letterari ma dentro esperienze reali. E questa autenticità si sente. Un’altra cosa interessante è il modo in cui l’autore affronta il tema dell’età. Non c’è paura dell’invecchiamento ma piuttosto la volontà di salvare ciò che il tempo rischia di cancellare. “Ora che tutto sfuma, anche la vita, non resta che il ricordo” è forse la frase che sintetizza meglio l’intera raccolta.

https://www.kimerik.it/libro/5654/bagliori-inversi-antonello-lombari/

Ufficio Stampa
Cristiano Romanelli
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