Comunicati Stampa
Editoria e Media

La diffusione di comunicati stampa aziendali in Italia non conosce crisi, l’analisi di Optimamente

Un comunicato stampa efficace deve contenere una notizia vera e interessante. Può sembrare banale, ma spesso aziende e agenzie producono comunicati su argomenti deboli o autoreferenziali, che non superano la soglia di notiziabilità.
Pianello di Ostra (AN), (informazione.news - comunicati stampa - editoria e media)

Con oltre dieci anni di esperienza nel content marketing e nelle digital PR, Optimamente Srl inaugura un nuovo servizio DigitalPR.store, dedicato alla diffusione di comunicati stampa aziendali. Un’iniziativa che nasce dall’ascolto del mercato e dall’osservazione delle trasformazioni in atto nella comunicazione business. Per accompagnare questo lancio, l’agenzia ha rilasciato un’approfondita analisi del settore, sintetizzata in questo comunicato, che offre uno sguardo chiaro e operativo su uno degli strumenti più longevi — e ancora decisivi — del branding moderno.

Comunicati stampa: uno strumento che non conosce crisi

I comunicati stampa restano centrali nella comunicazione d’impresa. Pur mancando dati ufficiali univoci, la maggior parte delle medie e grandi imprese italiane ne fa uso regolare.

Anche a livello globale, i trend lo confermano: secondo il “2024 State of the Press Release Report” di PR Newswire, il comunicato stampa si conferma canale insostituibile nelle PR.

In Italia, quasi tutte le organizzazioni strutturate hanno un ufficio stampa interno o si affidano a consulenti esterni. Le PMI più piccole lo usano in modo meno sistematico, ma lo adottano per ottenere visibilità su media locali o verticali. “Un comunicato stampa ben costruito non è solo informazione, è architettura reputazionale”, osserva Luigi Strippoli, Administration Manager di Optimamente Srl, sottolineando il valore strategico dello strumento nel rafforzare l’identità del brand.

Dal lato dei media, quasi tutti i giornalisti italiani fanno affidamento sui comunicati stampa: il 90% li usa come supporto agli articoli e l’80% li considera fonti attendibili. In sintesi, le imprese italiane – soprattutto medio-grandi – li utilizzano per comunicare prodotti, servizi, risultati economici o eventi, mantenendo viva una pratica consolidata.

I settori più attivi nella diffusione

La diffusione dei comunicati stampa è trasversale: tecnologia, finanza, manifattura, lusso, settore pubblico. Sono particolarmente frequenti nei comparti in cui c’è continua innovazione e forte attenzione mediatica. Le aziende tech e digitali li usano per lanci di prodotti o aggiornamenti software; quelle farmaceutiche per nuovi studi; il settore finanziario per risultati trimestrali o innovazioni. Nel fashion e automotive accompagnano nuovi modelli o collezioni. Anche la Pubblica Amministrazione e il non profit li adottano per informare.

Un indicatore di diffusione è il numero di comunicati su temi di attualità. Nel 2024, forte crescita per l’“Intelligenza Artificiale”: +40% nel settore finanziario, +15% nel tecnologico, +10% nel retail, +5% nella sanità. Ciò mostra come banche e tech siano molto attive nella comunicazione su innovazione.

Tutti i comparti fanno uso dei comunicati per obiettivi di marketing e branding. Le aziende B2C li usano per lanci, eventi e campagne; le B2B per risultati, partnership, fiere. In generale, rappresentano uno standard di comunicazione trasversale.

Anche la tipologia di notizie veicolate aiuta a capire i settori più attivi: i comunicati sono particolarmente efficaci nel promuovere nuovi prodotti, eventi aziendali, campagne e risultati. Tali contenuti ricorrono in settori come tech, media, moda, industria e finanza.

Impatti su branding, visibilità e fiducia

Una strategia mirata di comunicati stampa porta benefici tangibili in termini di brand awareness, reputazione e fiducia degli stakeholder. Non servono solo a “dare una notizia”, ma a posizionare il brand.

Circa il 70% delle aziende ritiene che i comunicati abbiano aumentato la visibilità del brand o prodotto; il 50% afferma che abbiano rafforzato l’autorevolezza del marchio; 1 su 4 rileva un miglioramento nei rapporti con clienti, influencer e giornalisti.

Una strategia di comunicazione mirata non aumenta solo la visibilità: consolida relazioni, genera fiducia e lascia il segno”, spiega Anna Lisa Zitti, communication & editorial manager, che affianca Optimamente nella distribuzione dei comunicati. La continuità nel tempo crea credibilità: la presenza ricorrente sui media, con messaggi coerenti, rafforza l'immagine di affidabilità del brand. Anche la FERPI sottolinea l’effetto reputazionale: i comunicati, come fonti ufficiali, permettono alle aziende di guidare la percezione pubblica.

L’effetto più potente è quello indiretto: ottenere copertura mediatica positiva. Un comunicato ben fatto può generare articoli che amplificano il messaggio del brand. Inoltre, il fatto che il giornalista scelga di riprenderlo trasferisce fiducia dal media all’azienda. “Ogni volta che un giornale riprende le tue parole, non stai solo parlando: stai facendo branding con una voce che il pubblico già ascolta”, aggiunge Umberto De Filippi, Digital PR Specialist di Optimamente Srl.

Le best practices per una diffusione efficace

Massimo Chioni, Head of Digital PR di Optimamente Srl, con oltre dieci anni di esperienza nel settore, ha delineato le principali best practices per una comunicazione efficace.

«Un comunicato stampa deve avere pertinenza e visione strategica. Ogni invio deve parlare alle persone giuste, nel momento giusto, con parole che abbiano valore reale. In un panorama saturo, fanno la differenza contenuti rilevanti e relazioni autentiche», spiega Chioni.

Ecco le principali linee guida:

1. Targeting accurato:
Il problema n.1 è l’invio indiscriminato. Circa l’80% dei giornalisti lamenta di ricevere comunicati non pertinenti. Segmentare le mailing list, conoscere destinatari e interessi è fondamentale.

2. Chiarezza e notiziabilità:
Il comunicato deve contenere una notizia interessante, chiara, con un titolo efficace e un’apertura che catturi. È importante evitare il linguaggio autoreferenziale e preferire toni giornalistici.

3. Timing strategico:
Inviare un comunicato nel momento giusto aumenta le probabilità di copertura. Bisogna conoscere le abitudini delle redazioni e le finestre di pubblicazione.

4. Multicanalità e formato:
Oltre all’email, è utile integrare i comunicati con formati compatibili con social media, blog e newsroom aziendali. L’uso di multimedia (immagini, video, link) aumenta l’appeal.

5. Follow-up editoriale:
Un buon invio va seguito da un contatto umano: chiedere feedback, rispondere a domande, offrire approfondimenti. La relazione con il giornalista è centrale.

I Comunicati Stampa restano uno strumento potente se usati con metodo e visione. La nuova offerta di Optimamente nasce proprio da qui: offrire supporto strategico alle imprese che vogliono comunicare con efficacia in un contesto informativo sempre più sfidante.

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