Gli stampi e le donazioni alla Bottega Pascucci di Gambettola (FC)
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STAMPERIA PASCUCCI 200 ANNI PORTATI BENE 1826-2026
Anche grazie al Tam Tam delle celebrazioni per i 200 anni della Bottega Pascucci, nei mesi scorsi “nuovi” antichi stampi sono arrivati a Gambettola, andando ad arricchire un patrimonio di oltre cinquemila matrici custodite nella storica stamperia romagnola.
Tra le donazioni più recenti spicca quella di sedici preziosi stampi appartenuti a Savini Giuseppina, nata a Faenza nel 1925 e utilizzati per la stampa domestica dei tessuti. Risalenti al periodo compreso tra il 1920 e il 1950, gli stampi rappresentano una tradizione decorativa di ispirazione bizantina e raccontano un sapere artigianale profondamente radicato nella vita quotidiana delle campagne romagnole.
A donarli sono state le figlie, Nadia e Maria Tassani, che insieme alle matrici hanno consegnato anche il quaderno delle ricette con cui la madre preparava i colori per la stampa: una testimonianza preziosa che racconta non solo una tecnica artigianale, ma anche una storia familiare e quotidiana fatta di gesti e conoscenze tramandate.
Nel ravennate, la stampa su tela si sviluppavaè spesso in ambito domestico, all’interno delle case contadine, quasi come il ricamo. Gli stampi donati provengono infatti da una famiglia in cui le donne praticavano la stampa dei tessuti per uso quotidiano. All’epoca era inoltre diffusa tra le botteghe la consuetudine di prestarsi gli stampi, una forma di collaborazione oggi quasi scomparsa.

Questo nuovo arrivo offre alla Bottega Pascucci anche l’occasione per raccontare un aspetto forse meno noto della propria storia: quello delle donazioni e della conservazione degli stampi, autentici custodi della memoria della stampa a mano su tela.
In duecento anni di attività, infatti, la bottega di Gambettola non ha costruito soltanto una tradizione artigianale, ma anche un patrimonio culturale fatto di segni, disegni e storie. Ogni stampo custodisce un sapere: dai motivi romagnoli di ispirazione bizantina, malatestiana e agreste fino alle interpretazioni più contemporanee. Molti sono stati realizzati dalla famiglia Pascucci; altri provengono da antiche stamperie e laboratori domestici che, nel tempo, hanno trovato qui un luogo di tutela e valorizzazione.
Tra le donazioni più significative figura quella degli stampi appartenuti alla signora Vallì Valentini, originaria di Villanova di Bagnacavallo, giunti a Gambettola grazie a Gianfranco Zavalloni e successivamente arricchiti dai manufatti donati dal musicista e produttore discografico Bruno Zambrini, figlio della signora Vallì. Una parte di questo patrimonio è oggi esposta all’Ecomuseo delle Erbe Palustri di Bagnacavallo.
Gli stampi ricevuti in donazione continuano ad arricchire un patrimonio che, per valore storico e culturale, assume in molti casi un carattere museale. Proprio da questa ricchezza nasce l’idea di sviluppare visite guidate in bottega, in cui gli antichi stampi possano diventare occasione per raccontare non solo la storia della stampa romagnola, ma anche l’evoluzione del costume, della società e della vita quotidiana.
«La Bottega Pascucci è un porto di mare», diceva zia Benilde. Una definizione che ancora oggi racconta bene l’identità della Bottega Pascucci: un luogo dove persone, storie e antichi strumenti continuano ad approdare, trasformandosi in memoria condivisa.
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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