Spettacolo
Leucò di Borderlinedanza al Festival Paesaggi del Corpo
“L’amore, l’ebbrezza e il sangue richiamarono sempre il mondo sotterraneo e promisero a più d’uno beatitudini ctonie. Ma il tracio Orfeo, cantore, viandante nell’Ade e vittima lacerata come lo stesso Dionisio, valse di più. (Parlano Orfeo e Bacca)” C. Pavese.
Il progetto, di Claudio Marangone con il riarrangiamento musicale Vittorio Giampietro e la drammaturgia di Gaia Clotilde Chernetich, nasce come sequel de Il Canto di Orfeo, nella visione letteraria di Cesare Pavese, L’inconsolabile, dai Dialoghi con Leucò (1947), per esprimere il dramma di Orfeo che ha ben compreso come la morte di Euridice rappresenti il definitivo concludersi di un’epoca. In questo brano, portato in scena dai danzatori Alessandro Esposito e Loris Vestuto con il sostegno e la partecipazione del pubblico del Teatro Artemisio Gian Maria Volontè viLa è un avvicinamento dell’uomo all’eternità, alla vita dopo la morte e rappresenta uno spunto di riflessione e un pretesto dove il focus è il punto di vista dello spettatore (presente in scena), protagonista nella dialettica tra immagine e sguardo, dove la risultante va oltre il linguaggio, amplifica e modifica l’azione, dona forma poetica all’attenzione. Si tratta di dare un area espansa allo spettatore, un rovesciamento di senso e di ruolo, con il compito di ospite interno, dove il destino di uno collima col destino di molti, e quindi da intendersi assoggettato al destino del mondo (James Hillmann). Cosi’ l’immagine rimane dentro fin dopo il suo dissolvimento e nel corpo rappresentato si ritrova la sintesi della propria soggettività, come in uno specchio deformante dove ci si riconosce nel corpo dell’altro che altro non è che il riflesso di sé nel proprio immaginario.
La performance è ospite di Paesaggi del Corpo, il Festival Internazionale di Danza, nato da un'idea di Patrizia Cavola e realizzato dall’Associazione La Scatola dell’Arte ETS in collaborazione con FONDARC Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, con il Comune di Velletri, il Comune di Genzano di Roma e il Comune di Rocca di Papa.
Il Festival giunto alla sesta edizione, si svolge in luoghi scelti con l’attenzione a valorizzare il patrimonio culturale delle città, a Velletri (RM) presso il Teatro Artemisio Gian Maria Volonté, la Casa delle Culture e della Musica e la Sala Tersicore del Palazzo Comunale e per la prima volta nell’edizione 2025 a Genzano di Roma presso il Parco e il Palazzo Sforza Cesarini e a Rocca di Papa (RM) presso il Teatro Civico. Il festival mette in connessione il Comune di Velletri con quelli limitrofi dei castelli per costruire una rete a favore della contemporaneità attraverso nuovi percorsi per la fruizione della danza, partecipativi e inclusivi.
Il Festival vi aspetta a Velletri presso il Teatro Artemisio Gian Maria Volontè sabato 25 ottobre con lo spettacolo L'Ultimo Uomo, della compagnia Acatama diretta da Patrizia Cavola e Ivan Truol e domenica 26 ottobre nella Sala Tersicore con Ballroom di Chiara Frigo/Zebra Cultural Zoo in collaborazione con ATCL
Direzione della coreografia e regia: Claudio Malangone
Danzatori/Autori: Alessandro Esposito, Loris Vestuto
Musiche originali e sound design: Vittorio Giampietro
Musiche: Gioacchino Rossini
Dramaturgia: Gaia Clotilde Chernetich
Disegno Luci: Giuseppe Ferrigno
Costumi e scene: Borderlinedanza
Responsabile organizzativo: Maria Teresa Scarpa
Relazioni esterne: Hanka Irma Van Dongen
Produzione: Borderlinedanza 2025, con il sostegno del MIC, Regione Campania
Per info e prenotazioni scrivere a info@paesaggidelcorpo.it. Maggiori informazioni sul Paesaggi del Corpo
Fotografie di Monica Irma Ricci
Roma Italia
info@paesaggidelcorpo.it
Roma Italia
stampa.theatron@gmail.com