A Percile intervista ad Antonello De Pierro tra memoria di Claudia Zacchia e riscatto e forza di una comunità

Il leader dell’Italia dei Diritti-De Pierro si racconta a cuore aperto dopo la notte record di "Cantine in festa": dall’intenso omaggio al padre Cesare Zacchia nel punto storico del percorsoo enogastronomico fino all'impegno in consiglio comunale per migliorare l'incantevole borgo della Valle dell'Aniene
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Una presenza che va ben oltre la semplice partecipazione formale. Quella di Antonello De Pierro, presidente e leader del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, all’VIII edizione di "Cantine in festa" a Percile è stata una vera e propria immersione a 360 gradi nella vita del borgo. Trattenutosi fino a notte fonda tra le vie gremite di visitatori, De Pierro ha intrecciato la vicinanza umana e l'emozione della memoria all'analisi politica e istituzionale di un territorio, quello della Valle Ustica e della Valle dell'Aniene, che lo vede da anni protagonista in prima linea.

Lo abbiamo incontrato per fare il punto su questa serata storica per Percile e per tracciare le prospettive future del movimento nei consigli comunali del comprensorio.

Presidente De Pierro, l'altra sera Percile ha registrato un'affluenza da record per l'VIII edizione di "Cantine in festa". Quali sono le sue impressioni a caldo dopo essere rimasto nel borgo fino a notte inoltrata?

«È stata una notte semplicemente straordinaria, un’esplosione di vita, colori, profumi e, soprattutto, di senso di comunità. Rimanere a Percile per molte ore, camminando tra la gente fino a tarda notte, mi ha permesso di respirare un’atmosfera unica. Vedere un borgo incantevole come questo riempirsi di così tanti giovani, famiglie e visitatori giunti da ogni parte rappresenta la risposta più bella a chi pensa che i piccoli centri siano destinati allo spopolamento o all'incuria. "Cantine in festa" ormai non è più solo una manifestazione locale: è un vero e proprio evento cult dell'intero territorio regionale. Percile ha dimostrato ancora una volta come la valorizzazione dell'identità enogastronomica e storica possa trasformarsi in un motore di attrazione turistica dal valore inestimabile».

L'evento ha però un'anima profonda, legata al ricordo di una persona speciale. Lei ha voluto un momento di raccoglimento e vicinanza molto toccante con Cesare Zacchia

«Sì, ed è stato senza dubbio il momento più intenso ed emozionante della mia serata. Questa manifestazione non esisterebbe senza l'intuizione, la passione e la forza di Claudia Zacchia, una ragazza straordinaria, attivissima nella comunità, che purtroppo ci ha lasciati troppo presto, quattro anni fa. Con Claudia c'era e c'è un legame spirituale indissolubile che unisce tutta Percile.

Ho voluto fermarmi a lungo con suo padre, Cesare Zacchia, una persona d'un valore umano eccezionale, conosciutissimo sul territorio anche per la sua prestigiosa storia professionale come direttore dello stabilimento dell'Acqua Claudia ad Anguillara Sabazia. Ci siamo fermati a parlare e a ricordare Claudia esattamente in quel punto del percorso enogastronomico dove lei si posizionava sempre durante le prime edizioni. Dalla sua scomparsa, i suoi genitori restano lì, in quella tappa del percorso, mentre i tantissimi partecipanti concludono l'itinerario. Essere lì con Cesare, guardare la gente sfilare e ricordare l'impegno di sua figlia per il paese è stato un momento di una commozione profonda. Claudia vive attraverso il sorriso di ogni persona che festeggia a Percile».

Durante la serata si è visto molto attivo tra le cantine, in particolare presso "Il Torchio". Di cosa ha parlato con i cittadini?

«Mi piace stare in mezzo alla gente, è il modo migliore per fare politica e ascoltare i bisogni reali. Alla cantina "Il Torchio" mi sono fermato a lungo, ed è stato un momento fantastico di convivialità e confronto schietto. Abbiamo parlato della bellezza di riscoprire le nostre radici, di quanto sia importante supportare le attività locali e le associazioni che con immenso sacrificio rendono possibili serate del genere. C’è una voglia matta di riscatto in questi paesi, e luoghi come "Il Torchio" non sono solo punti di degustazione, ma vere e proprie agorà dove si rinsalda il tessuto sociale».

Al suo fianco c'era anche Barbara Pasquini, neoeletta consigliera comunale per l'Italia dei Diritti-De Pierro a Percile. Qual è stato il suo valore aggiunto in questa kermesse?

«La presenza di Barbara Pasquini è stata doppiamente preziosa. Da un lato, la sua partecipazione rappresenta la vicinanza del nostro movimento alle istituzioni locali all'indomani delle ultime elezioni, che hanno visto la sua elezione in consiglio comunale insieme al nostro capogruppo Luca Hammad. Dall'altro lato, Barbara porta con sé un bagaglio di competenze straordinario: è una nota ed esperta enologa, oltre che un'apprezzata redattrice per riviste specializzate di settore.

Avere al fianco una professionista del suo calibro mentre si visitano le cantine ha permesso di dare anche una lettura tecnica di altissimo livello alla proposta enogastronomica dell'evento. Barbara sa perfettamente cosa c'è dietro ogni calice di vino: il lavoro della terra, la selezione dei vitigni, la maestria della fermentazione. La sua figura è la dimostrazione di come l'Italia dei Diritti esprima amministratori preparati e capaci di valorizzare le eccellenze del territorio».

La serata ha visto anche importanti momenti di dialogo con le istituzioni. Si è trattenuto a lungo sia con il sindaco di Percile Claudio Giustini, sia con il sindaco di Roviano Mattia Folgori. Quali temi avete toccato?

«Con i sindaci Giustini e Folgori c'è stato un confronto lungo, cordiale e di grande respiro territoriale. Eventi come "Cantine in festa" dimostrano che i confini comunali esistono solo sulla carta: quando si parla di sviluppo della Valle dell'Aniene  dobbiamo ragionare come un corpo unico. Con il sindaco di Percile Claudio Giustini, mi sono congratulato per l'eccezionale riuscita della manifestazione e ho ascoltato con profondo rispetto il suo discorso di chiusura, in cui ha ringraziato tutti i presenti e ha ricordato con parole toccanti lo spessore e il valore di Claudia Zacchia.

Con il Sindaco di Roviano Mattia Folgori, ci siamo confrontati sulla necessità di fare sempre più rete tra i comuni vicini e dell'attuale situazione politica nazionale. La presenza dei primi cittadini e dei rappresentanti politici a eventi di questo genere serve proprio a questo: a stringere alleanze programmatiche per il bene dei corpi collettivi, oltre ogni colore politico».

A proposito di rete e rappresentanza, l'Italia dei Diritti  e Pierro vive una fase di forte radicamento nella Valle Ustica...

«Assolutamente sì, ed è un motivo di grande orgoglio ma anche di forte responsabilità. L'Unione dei Comuni della Valle Ustica racchiude cinque realtà meravigliose: Percile, Vicovaro, Mandela, Licenza e Roccagiovine. A Percile siamo presenti da molti anni in consiglio con una rappresentanza solida, rafforzata pochissime settimane fa dall'elezione del nostro capogruppo Luca Hammad e di Barbara Pasquini. Io stesso ricopro il ruolo di capogruppo consiliare nella vicina Roccagiovine.

Ma la vera forza sta nel fatto che nell'Unione dei Comuni della Valle Ustica la nostra voce è raddoppiata: sia io sia Luca Hammad siamo consigliere dell'Unione. Questo ci permette di portare avanti una politica coordinata, di fare sponda tra i singoli consigli comunali e l'ente sovracomunale per tutelare i diritti dei cittadini, batterci per la legalità, migliorare i servizi, le infrastrutture e la promozione turistica di tutta la valle».

In conclusione, presidente, qual è il messaggio che promana da questa VIII edizione di "Cantine in festa" per il futuro del territorio?

«Il messaggio è chiaro: la nostra forza risiede nelle nostre radici e nelle persone che amano la propria terra. L'esempio di Claudia Zacchia, la tenacia di suo padre Cesare, il lavoro degli amministratori, la passione dei produttori e l'entusiasmo dei giovani che hanno riempito Percile ci dicono che un futuro radioso per la Valle Ustica e per la Valle dell'Aniene è possibile.

Come movimento Italia dei Diritti-De Pierro, continueremo a fare esattamente quello che abbiamo fatto l'altra sera: stare tra la gente, difendere le istituzioni sane, sostenere le tradizioni che funzionano e lavorare giorno dopo giorno nei consigli comunali affinché nessun cittadino di questi splendidi borghi si senta mai lasciato indietro».

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