L’incolumità degli automobilisti messa a repentaglio da cunetta e bocchetta irrigua
Considerazioni dei componenti del Gruppo di "Morano al Centro" - L’incolumità degli automobilisti messa a repentaglio da cunetta e bocchetta irrigua - Incrocio di “Terra rossa”, dove la viabilità è pericolosa. «Perché tenere chiusa al traffico Piazza Giovanni XXIII quando c’è carenza di parcheggio?»
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Sui palchi e nelle pubbliche piazze siamo stati tutti bravi a tenere comizi, fare promesse possibili ed impossibili, promettendo ogni cosa per il bene dei cittadini e del paese. Ma forse, dopo aver vinto le elezioni ed aver raggiunto il potere, la realtà non rispecchia quanto detto e scritto nei programmi politici durante la campagna elettorale.
Da parte mia, voglio portare un modesto contributo alla discussione politico-amministrativa, convinto che chi fa politica non debba farla solo in occasione degli appuntamenti elettorali. Ma essere costantemente vicino alle esigenze della popolazione ed adoperarsi per migliorarne lo stato d’essere. Parliamo dell’incrocio di “Terrarossa”, a Morano Calabro. Rappresenta senz’altro uno dei tanti punti critici della viabilità moranese, oltre che un vero e proprio pericolo pubblico. Percorrendo la Strada provinciale 241, provenendo dall’abitato di Morano, impegnando l’incrocio di “Terra Rossa” e volendo svoltare verso destra in direzione contrada Cutura, troviamo una curva stretta e pericolosa dove in ogni momento si rischia un incidente, in quanto la carreggiata non permette il transito contemporaneo di due vetture: c’è il serio rischio di imbattersi in vetture provenienti dall’altro senso di marcia, in quanto non esiste lo spazio per poter procedere in tranquillità, come dovrebbe essere. Alla curva stretta, si aggiunge la “bocchetta” per l’irrigazione, presente ai margini della strada, a fine curva, e che costituisce, a mio avviso, un pericolo per gli automobilisti. Dall’altro lato della strada incontriamo invece una piazzola che potrebbe essere utile per una ottimale viabilità, che se asfaltata permetterebbe ai veicoli provenienti da contrada Cutura di “allargarsi” sulla destra per non scontrarsi con altri veicoli. Tale piazzola però, nelle condizioni attuali serve invece soltanto a distruggere i veicoli: tra il margine dell’asfalto e l’inizio dello sterrato troviamo un fossato di notevole pericolo ed una cospicua presenza di pietrisco.
In caso di incrocio di due veicoli, provenienti da opposte direzioni, essi sono costretti a procedere ad un “senso unico alternato”: le alternative per non scontrarsi sarebbero di allargarsi sulla destra. L’uno però impatterebbe sulla “bocchetta” irrigua; l’altro andrebbe a rovinare nella cunetta piena di pietrisco. Ed allora, che cosa aspettano le istituzioni preposte a porre rimedio a tale situazione di pericolo? Tale situazione rappresenta sicuramente un progetto poco felice e realizzato male, che richiederebbe la particolare attenzione dell’assessore ai lavori pubblici, sia del’epoca che quello attuale, dato che è la stessa persona, che ha partecipato e collaborato per la realizzazione dello stesso progetto e che dovrebbe impegnarsi in prima persona per correggere questo “orrore”.
Ma questo problema, come tanti altri problemi, non viene affatto considerato. La viabilità delle contrade rurali continua ad essere caratterizzate dalla presenza continua di buche di qualsiasi dimensione. Non si parla più di risolvere il problema disoccupazionale; nessuno parla più dell’area Pip; non si riesce a capire se il depuratore sia perfettamente funzionante, mentre i rimborsi spettanti ai cittadini ancora non arrivano. Piazza Giovanni XXIII continua a rimanere chiusa al traffico e inesorabilmente deserta: non si apprendono i veri motivi perché essa continua a rimanere chiusa, visto che è di gravosa entità il problema dei parcheggi, non certo attutito dal mercato mattutino che tre giorni a settimana toglie al parcheggio piazza Mercato. Praticamente, per sbrigare una commissione al comune, fare visita in chiesa, andare in farmacia o per comprare il giornale siamo costretti a parcheggiare ai Cappuccini!
Si potrebbe invece tranquillamente aprire piazza Giovanni XXIII e regolarizzare i parcheggi a tempo, dando la possibilità ai cittadini di fare la commissione e andare via, senza penalizzare le poche attività commerciali che sono rimaste a Morano, che comunque costituiscono dei posti di lavoro. Se non ricordo male, sui palchi elettorali il lavoro era un ritornello ben noto agli attuali amministratori. Tutto ciò passa in secondo piano. E questa sarebbe una politica di centrosinistra, vicina alle esigenze sociali della popolazione?
Perché non prendiamo atto di quanto stanno facendo le amministrazioni dei comuni limitrofi? Saracena primeggia nel Meridione per la raccolta differenziata. E importanti traguardi sta conseguendo nella valorizzazione delle peculiarità turistiche della cittadina. Il giovane sindaco di San Basile è aperto invece con le realtà sociali locali che coinvolge a 360 gradi. Ed ha concesso la struttura comunale sportiva alla squadra femminile di calcio del Castrovillari per condurre gli allenamenti? Questo modo di fare politica è purtroppo lontano anni luce da quanto viviamo a Morano.
Cari concittadini, anziché pubblicare sperticati elogi e lettere di sommo ringraziamento per aver ripristinato addirittura 100 metri di fognatura! (forse ne abbiamo il diritto, dato che paghiamo le tasse), cerchiamo di stimolare gli amministratori a compiere seriamente il loro dovere.