Dare una seconda vita alle coperture: la sfida di Derbicoat Novi P
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Un tetto industriale nei Paesi Bassi diventa il manifesto di una nuova fase per il settore delle impermeabilizzazioni. A Terborg, sullo stabilimento di Checkpoint Labeling B.V. – azienda specializzata nella produzione di etichette e soluzioni di branding per il comparto moda – è stato completato uno dei primi interventi commerciali in Europa realizzati con Derbicoat® NOVI P, il nuovo sottostrato sviluppato attraverso la tecnologia Novitumen®. Il progetto, firmato dall'applicatore approvato Kwerreveld Dakbedekkingen, interessa una superficie di 1.800 metri quadrati e segna un passaggio concreto verso un’edilizia davvero circolare.
La novità sta tutta nella composizione della membrana: il bitume vergine di origine fossile viene eliminato completamente e sostituito da materiale interamente riciclato recuperato da vecchie coperture, sfridi di produzione e sfridi pre installazione di cantiere. Un salto tecnologico che, oltre a mantenere inalterate prestazioni tecniche, qualità e lavorabilità in posa, consente di ridurre del 42% le emissioni di CO₂ per metro quadrato e dell’85% il consumo di combustibili fossili, con una produzione alimentata esclusivamente da energia elettrica verde.

Il cantiere di Terborg rappresenta una delle prime applicazioni commerciali della tecnologia Novitumen®, lanciata da Derbigum tra Belgio e Paesi Bassi all’inizio del 2025 e che ora approda anche in Italia. L’obiettivo è cambiare paradigma in uno dei comparti più energivori dell’edilizia, trasformando le vecchie membrane impermeabili in nuova materia prima ad alte prestazioni. Il tetto di Terborg conferma che l'edilizia circolare non è più una visione per il futuro, ma è già oggi una realtà concreta e affidabile.
«Per anni il settore ha parlato di sostenibilità soprattutto in termini di minore impatto – osserva Franco Villa, Country Manager Derbigum Italia –. Con Novitumen entriamo in una fase diversa: il materiale a fine vita non diventa più un rifiuto da smaltire, ma una risorsa da rigenerare e reintrodurre nel ciclo produttivo. È un cambio di prospettiva radicale, che dimostra come innovazione industriale ed economia circolare possano convivere senza compromessi su qualità, affidabilità e durata delle coperture. In questo modo, stiamo costruendo un futuro circolare, tetto dopo tetto».
Per sostenere la crescita della nuova tecnologia, Derbigum investirà 5 milioni di euro nel proprio stabilimento belga nei prossimi anni. In questo modo l’azienda rafforza una strategia di lungo periodo che mette la sostenibilità al centro del proprio modello produttivo. Derbigum punta, infatti, a consolidare un approccio basato sulla circolarità completa dei materiali, in cui le membrane a fine vita non rappresentano uno scarto, ma l’origine di nuove produzioni ad alte prestazioni. L’obiettivo dichiarato è ridurre progressivamente la dipendenza da materie prime vergini e accelerare la decarbonizzazione del ciclo industriale, intervenendo sia sui processi produttivi sia sulla filiera della raccolta e rigenerazione dei materiali. In questa prospettiva, l’innovazione non viene intesa come singolo prodotto, ma come evoluzione sistemica del settore: dalla progettazione alla posa, fino al recupero post-utilizzo delle coperture. Una visione che si traduce anche in un rafforzamento della collaborazione con la rete di applicatori e partner tecnici, considerati un elemento chiave per rendere scalabili le nuove soluzioni circolari e garantire standard qualitativi uniformi in ogni mercato.
Ufficio Stampa
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