Fiere ed Eventi
CASA DEL GIARDINO DI ERCOLE, Ricostruzione filologica del giardino
800 rose antiche, 1.200 viole, 1.000 piante di ruscus, oltre a ciliegi, viti e meli cotogni messi a dimora nell’area verde della
casa del Giardino di Ercole
di Pompei, anche detta “casa del profumiere”, per la probabile produzione e commercializzazione
di profumi che qui avveniva.L’immissione delle ulteriori specie botaniche identificate storicamente ha consentito una operazione
divalorizzazione e ricostruzione filologica del giardino, resa possibile grazie ad una sponsorizzazione tecnica da parte dell’Associazione ROSANTIQUA. Un ulteriore esempio a Pompei
di proficua collaborazione tra pubblico- privato ma anche una testimonianza
del dialogo tra archeologia, botanica e cultura sensoriale.
Inaugurata mercoledì 11 giugno, a seguito degli interventi di riqualificazione e
di valorizzazione di alcuni spazi interni oltre che
del giardino, la casa resterà aperta alle visite tutti i martedì come “casa
del giorno”.
“A Pompei il paesaggio naturale e archeologico sono un tutt’uno. Questa fusione naturale lo era in antico e lo è tornata ad essere oggi, grazie ai progetti
di cura delle aree verdi del Parco, che hanno restituito e valorizzato questa commistione. – dice il Direttore
del Parco, Gabriel Zuchtriegel - Il verde di Pompei che un tempo era percepito come un problema
di gestione e manutenzione, un elemento quasi separato dalle strutture archeologiche, oggi è riconosciuto come componente essenziale delle aree archeologiche, nonché
del più ampio progetto di azienda agricola del Parco. Nelle tante attività
di valorizzazione del sito, il supporto dei privati, dalle sponsorizzazioni tecniche alle partenership pubblico private, è sempre più fondamentale, e ringraziamo in tal senso per questo prezioso affiancamento.”
Le indagini archeologiche hanno permesso di ricostruire lo stato delle case dell’Insula 8 al momento dell’eruzione
del 79 d.C., evidenziando numerosi rifacimenti. In particolare, alcuni ambienti della
Casa delGiardino di Ercole contenevano materiali da costruzione in attesa d’uso. Dalla metà
del I sec. a.C. l’area fu oggetto di accorpamenti edilizi e demolizioni, trasformandosi in un quartiere destinato a produzioni specializzate.Dopo il terremoto
del 62 d.C., anche il proprietario della casa acquista e demolisce le domus confinanti per realizzare un grande
giardino dove coltivare fiori destinati al commercio. Sono stati ritrovati diversi oggetti e numerose bottigliette in vetro per profumi. In origine la
casa era costituita da 8 ambienti e da un orto. La produzione era ancora attiva al momento dell’eruzione
del Vesuvio.
L’intervento di valorizzazione ha previsto il ripristino dell’originario piano
di campagna e del sistema diirrigazione antico, unico nel suo genere a Pompei; la ricostruzione dei pergolati
di viti e la piantumazione dispecie botaniche documentate in epoca romana. Le indicazioni per la selezione delle essenze si basano sugli studi della botanica Wilhelmina F. Jashemski, che negli anni Cinquanta, durante i primi scavi dell’area, individuò pollini, spore, macroresti vegetali e riconobbe nel giardino una funzione produttiva.È stata inoltre realizzata la riproduzione in terracotta della statua
di Ercole, posta nel larario accanto al triclinio estivo.
L’intervento ha previsto un accurato progetto di studio e di ricerca coordinato dall’Associazione ROSANTIQUA, presieduta da Michele Fiorenza, che ha visto la collaborazione scientifica
di Antonio De Simone e Salvatore Ciro Nappo, per gli aspetti archeologici;
di Michele Borgongino per gli aspetti botanici; di Luigi Frusciante e
di Gaetano Di Pasquale del Dipartimento
di Agraria dell’Università Federico II, per gli aspetti agronomici; Raffale Serafino per la direzione dei lavori. Il progetto e i lavori sono stati coordinati dai funzionari
del Parco Archeologico di Pompei, dai responsabili
del progetto Paolo Mighetto e Maria Rispoli, da Anna Onesti e dall’Area Verde
del Parco, Claudia Buonanno, Maurizio Bartolini, Halinka Di Lorenzo.