Grand Ciel di AKHIRO HATA apre la quinta edizione del Festival di Film di VILLA MEDICI - interviste domani 10 settembre - uscita in sala febbraio 2026 con No.Mad Entertainment.

La proiezione, che si terrà alle 21.00 nel Piazzale tra i giardini di Villa Medici in una prima romana molto attesa, vedrà ospiti il regista Akihiro Hata e l’attore protagonista Damien Bonnard. Grand Ciel, prodotto da Good Fortune Films con Les Films Fauves, sarà distribuito nelle sale italiane a febbraio 2026 da No.Mad Entertainment.
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Dopo essere stato presentato in concorso nella sezione Orizzonti dell’ultimo Festival di Venezia, Grand Ciel (Francia/Lussembrugo) di Akihiro Hata (Les Invisibles, A la chasse) con Damien Bonnard (Les Intranquilles, I Miserabili, Le système Victoria) Samir Guesmi (Ibrahim, L’effetto acquatico, Fratè), Mouna Soualem (Ti meriti un amore, Presenza, You resemble me) e Tudor-Aaron Istodor (Fixeur, Miss Christina), aprirà mercoledì 10 settembre la quinta edizione del Festival dei Film di Villa Medici.

La proiezione, che si terrà alle 21.00 nel Piazzale tra i giardini di Villa Medici in una prima romana molto attesa, vedrà ospiti il regista Akihiro Hata e l’attore protagonista Damien Bonnard. Grand Ciel, prodotto da Good Fortune Films con Les Films Fauves, sarà distribuito nelle sale italiane a febbraio 2026 da No.Mad Entertainment.

Sceneggiato dallo stesso regista con Jérémie Dubois, il film racconta di Vincent, che lavora di notte nel cantiere di un quartiere futuristico. Quando un operaio scompare, Vincent e i suoi colleghi iniziano a sospettare che i loro superiori stiano insabbiando un incidente. Ma presto scompare un altro operaio.

 

Racconta il regista: "L'ispirazione per il film proviene principalmente da una notizia: nel 2015, un lavoratore senza documenti che morì sul posto di lavoro fu quasi dimenticato, scomparendo in una sorta di zona grigia legale. Nessuno sembrava nemmeno notarne l'assenza. Come se nulla fosse accaduto, come se Mamadou Traoré non fosse mai esistito. Senza il lavoro investigativo della CGT (Compagnia Generale Trattori), Mamadou Traoré sarebbe scomparso senza lasciare traccia.

Questa idea è diventata un motivo allegorico. Nel film, la scomparsa rappresenta l'alienazione, la cancellazione di sé a causa delle pressioni e della competizione sul posto di lavoro, e l'invisibilità dei lavoratori più precari. E per me, il cinema ha il potere di rendere visibile l'invisibile: mostrare ciò che non viene mostrato o ciò che preferiamo non vedere. La scomparsa in questo film incarna il cinismo e l'orrore del mondo di oggi".

 

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