A Foggia un cane detenuto in condizioni indegne dopo varie segnalazioni sparisce, Italia dei Diritti De Pierro chiede risposte su che fine abbia fatto

Dopo le denunce di Silvia Conti responsabile nazionale per la Tutela degli Animali e Carlo Spinelli responsabile per la Politica Interna del movimento Italia dei Diritti De Pierro riguardo ad un cane presumibilmente maltrattato a Foggia e il mancato intervento delle autorità investite del problema, lo stesso è sparito e nessuno sa che fine abbia fatto. Italia dei Diritti De Pierro pretende risposte
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Foggia 10 luglio 2026: Il movimento Italia dei Diritti tramite la responsabile nazionale per la Tutela degli Animali Silvia Conti aveva ricevuto una segnalazione riguardo a un cane di grossa taglia tenuto legato con una corda, sotto il sole e con scarsa disponibilità di acqua e cibo.

La stessa Silvia Conti illustra quanto successo:" Appena mi è stata segnalata la situazione di questo cane da un gruppo di attivisti di Foggia, mi sono subito messa in moto per portare a conoscenza delle autorità competenti su quanto venuta a conoscenza. Dopo circa un mese in cui non ho ricevuto alcun riscontro, attraverso il responsabile nazionale per la Politica Interna IdD Carlo Spinelli, abbiamo nuovamente denunciato la situazione nella quale questo cane era costretto a vivere, attraverso varie PEC sia al comune di Foggia, sia alla ASL veterinaria di Foggia, alla Polizia Locale della città pugliese e alla LAV, ma ancora una volta nessun riscontro da parte degli enti investiti del problema.

L'unica cosa positiva che siamo riusciti a ottenere, è stata la liberazione del cane dalla corda, come gli attivisti locali avrebbero accertato, e la presenza di cibo e acqua sufficiente a sfamare e dissetare il cane. Purtroppo questo piccolo successo che siamo riusciti a ottenere, è durato poco perché da lì a qualche giorno, il cane è sparito e nessuno sa che fine abbia fatto.

Per chi maltratta un animale si configura un reato penale regolato dall' art. 544 ter e prevede una reclusione da 6 mesi a due anni con una sanzione pecuniaria che va dai 500 ai 5000 euro. Mi sembra logico quindi che, chi è stato interessato dal nostro movimento, avrebbe dovuto dare riscontro alla nostra denuncia e intervenire, cosa che non sappiamo se sia stata fatta visto il silenzio degli enti investiti del problema.

Quello che adesso ci preme sapere però è che fine abbia fatto questo povero cane, è stato allocato in un luogo più adatto? E' stato nascosto per essere trattato indegnamente? O peggio è stato ucciso? Domande alle quali vorremmo una risposta - conclude Silvia Conti - perché in questo caso l'animale non è il cane, ma il proprietario che lo deteneva in condizioni indegne anzi, definire animale la persona o le persone che che lo detenevano forse diventa offensivo per il cane e gli animali in genere".

Ufficio stampa Italia dei Diritti De Pierro
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