UT ARMENTUR BALISTARI e PALIO DEL CERO a Volterra

Per il 20° anniversario dell' Ut Armentur Balistari e per il Palio del Cero sarà presentato il maxi drappo dell'artista Anna Maria Guarnieri lungo 3,5 metri e che celebra il traguardo dei venti anni del palio di Volterra. Considerata la notevole lunghezza, sono occorsi più di tre mesi di intenso lavoro per realizzarlo, senza contare lo studio della storia e delle tradizioni, che l'artista "archeologa" ama sempre trasferire nelle sue opere.
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L’Ut Armentur Balistari deriva dalla storia trecentesca della città di Volterra, quando le contrade avevano l’onere e l’onore di fornire al Comune i loro migliori balestrieri, per entrare a far parte della Compagnia a difesa delle mura cittadine. Negli ultimi venti anni questa tradizione è stata riscoperta dai volterrani e portata al successo dall'attivo presidente della Compagnia dei Balestrieri Alessandro Benassai.

Oggi il torneo dell'Ut Armentur Balistari si svolge in due fasi:
- nella prima fase si sfideranno a singolar tenzone i due balestrieri portati da ogni contrada, che scaglieranno le loro frecce su bersagli posti ad una distanza di 36 metri dalle postazioni di tiro chiamate “bancacci“;
- nella seconda fase gli otto migliori tiratori si sfideranno scoccando simultaneamente le proprie verrette in un unico bersaglio denominato “corniolo” o “tasso”.
Quando: 1 giugno 2019 "UT ARMENTUR BALISTARI" ore 16:00
2 giugno 2019 "PALIO DEL CERO"
Dove: Piazza dei Priori - Volterra (PI)
Colui che effettuerà il miglior tiro sarà nominato Priore dei Balestrieri.

Per questo speciale ventesimo anniversario, la città di Volterra ha voluto celebrare l'evento con un drappo realizzato dall'artista Anna Maria Guarnieri, nota per le sue particolari pittosculture richiamanti le civiltà storiche del globo, e per aver egregiamente realizzato i drappi del Palio dei Balestrieri di Gubbio (PG) e degli Arcieri di Signa (FI).

Questo mio ultimo grande drappo (350x100 cm), ci spiega la Guarnieri, che sarà anche esposto durante il Palio del Cero, si ispira ad un antico racconto che risale circa all'anno 550 e che vede la città salvata da un lungo assedio ostrogoto, grazie al vescovo San Giusto, patrono di Volterra. Si racconta infatti che San Giusto, per dimostrare che la città non era affamata, fece calare dalle mura, offrendole agli assedianti, ceste colme di pane appena sfornato, tanto che Totila, il Re degli ostrogoti, fece subito togliere l'assedio.
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