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In prima assoluta, con repliche fino all'11 Gennaio 2026, "LA VOLIERA" del Teatro del Pratello alla Arena del Sole di Bologna

Lo spettacolo, una pièce dedicata alla tragica e dolorosa difficoltà di sentirsi liberi quando la reclusione finisce. è il risultato di un anno di attività con i minori e i giovani adulti dell’Istituto Penale Minorile di Bologna e dell’area penale esterna/USSM Emilia Romagna.
Forlì, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

 "La bellezza non è creazione ma trasformazione di ciò che è casuale

ma che casuale non è più"

La ricerca dell'ombelico del mondo. 

La Compagnia Teatro del Pratello in prima assoluta, fino all'11 Gennaio 2026, al Teatro Arena del Sole di Bologna  con "LA VOLIERA", una pièce dedicata alla tragica e dolorosa difficoltà di sentirsi liberi quando la reclusione finisce.

Lo spettacolo è il risultato di un anno di attività con i minori e i giovani adulti dell’Istituto Penale Minorile di Bologna e dell’area penale esterna/USSM Emilia Romagna.

 Opera tratta da  Il Verbo degli uccelli (Mantiq al-Tayr) un poema allegorico persiano scritto a cavallo tra il XII e il XIII secolo da Farȋd al-dȋn ‘Attâr di Nishapur, uno dei maggiori autori della poesia persiana medievale e della ultramillenaria tradizione della mistica sufi.

 Nel viaggio degli uccelli che guidati dall’upupa, loro guida e maestro, partono alla ricerca del loro re Simurgh che sta oltre i confini del mondo, si distingue in controluce, come fortemente rappresentato dalla scenografia di Irene Ferrari, sulle coreografie di Elvio Pereira De Assunçao,  il viaggio del mistico sufi che sotto la guida di un maestro (shaykh) intraprende il cammino spirituale che lo porterà all’incontro con il re divino.

Ma il viaggio degli uccelli, la "ricerca dell'ombelico del mondo" non è una impresa semplice né alla portata di chiunque: gli uccelli dovranno attraversare Sette Valli perigliose (Ricerca, Amore, Conoscenza, Distacco, Unificazione, Stupore e Annientamento); dovranno perdere zampe, ali e piume per arrivare stremati alla corte del loro re Simurgh. E qui, dopo avere incontrato un arcigno araldo della Gloria e un affabile ciambellano della Grazia, scopriranno che il loro re è un grande specchio in cui i trenta uccelli superstiti vedono se stessi; una scoperta che nel poema è rivelata anche dal suo nome scomposto, Si-murgh, ossia il “Trenta-uccelli”.

 Il Verbo degli uccelli  è una grande parabola della mistica ricerca, con un esito che ha sconcertato gli interpreti dell’opera, sia in Persia sia altrove e nondimeno, si tratta di un testo che non cessa a distanza di otto secoli, di provocare, stimolare, interrogare anche l’uomo di oggi, immerso nella sua
battaglia quotidiana per l’autoaffermazione o distratto da mille tentazioni e ambizioni, spesso dimentico del suo posto nel creato e ignaro ormai della dimensione del Soprannaturale.

  Nella interpretazione del Teatro del Pratello, un giorno il cancello si apre, permettendo a tutti un viaggio di libertà verso una meta sconosciuta, nella speranza di ritrovare un senso alle loro esistenze segnate da profonde cicatrici. La destinazione si rivelerà però diversa dalle aspettative.

Con una drammaturgia composta da un insieme di testi elaborati nell’ambito del Laboratorio di scrittura permanente nell’IPM, lo spettacolo, tra musica, con le note orientali di Hakan Ausitbe ("Petite Esquisses") e dei PUS ("Solstice Birth Magic I"), con le sue immagini suggestive e le sue coreografie di una grafica densa di significati, vuole essere, come la Compagnia sottolimea

"una metafora di un dolore, quello delle vite che si sentono ancora recluse e tragicamente in gabbia anche quando ritrovano la tanto agognata libertà."

Prima assoluta

coreografie Elvio Pereira De Assunçao

collaborazione artistica Fulvio Accogli

tutor di progetto Maddalena Pasini e Denis Poli

scene Irene Ferrari realizzate con i ragazzi in carico all’USSM
video di scena Manuela Tommarelli realizzato con i ragazzi dell’IPM/ Sez. giovani adulti c/o CC Bo
testi dal  Laboratorio di scrittura condotto da Francesca Dirani all’IPM di Bologna per il progetto CURAE 2025
coordinamento tecnico Viviana Venga
luci  Claudio Fiorini
tecnico Leonardo Buosi
organizzazione Amaranta Capelli
tirocini Asia Favaretto
produzione Teatro del Pratello e Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna

foto di Veronica Billi

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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