A Biografilm Festival l'anteprima internazionale dell' opera prima di Fabio Lucchini "Dans l’ombre de Berlusconi" (The Revolution Will Be Televised – The Men Who Made Berlusconi)

Con la testimonianza dei protagonisti ed i documenti d'archivio il film esamina l'eredità mediatica e politica del berlusconismo
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Ancona, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)


A Biografilm Festival l'anteprima internazionale "Dans l’ombre de Berlusconi" (The Revolution Will Be Televised – The Men Who Made Berlusconi), l' opera prima di Fabio Lucchini presente al Cinema Arlecchino, BIOGRAFILM HERA THEATRE di Bologna.

In che modo la televisione può rimodellare durevolmente la cultura politica di un paese? Negli anni ’80, in Italia ebbe luogo una rivoluzione silenziosa: non attraverso le urne o nelle piazze, ma attraverso la televisione. Dall’ascesa di Fininvest ai debutti politici di Silvio Berlusconi, il film indaga sulla trasformazione del rapporto del pubblico con l’informazione, il potere e la democrazia attraverso le televisioni private. Attraverso le testimonianze dirette di chi ha costruito questo sistema, come Marcello Dell’Utri, Giancarlo Galan o Carlo Freccero, il film rivela come l’intrattenimento, la pubblicità e la concentrazione dei media abbiano spianato la strada a una nuova era politica in Europa.

Dalla nascita di Fininvest all'ingresso di Silvio Berlusconi in politica, l'opera prima di Fabio Lucchini "Dans l’ombre de Berlusconi" ("All'ombra di Berlusconi" ), diffusa dalla TV francese nel mese scorso, indaga su come le nuove reti televisive private abbiano trasformato il rapporto del pubblico con l'informazione, il potere e la democrazia.

 Negli anni Ottanta, in Italia si è consumata una rivoluzione silenziosa: non attraverso elezioni o proteste di piazza, ma attraverso la televisione.  

 Attraverso le testimonianze dirette di coloro che hanno costruito questo sistema, il film rivela come l'intrattenimento, la pubblicità e la concentrazione dei media abbiano spianato la strada a una nuova era politica in Europa.

I testimoni:

Sandro Parenzo, Autore di programmi di successo, 1979-1984 ; Carlo Freccero, Direttore della Programmazione Fininvest, 1980-1983 / La Cinq, 1986-1990 / France 2 e France 3, 1993-1996 ; Giorgio Gori, Assistente di Carlo Freccero, 1984-1988 / Direttore della Programmazione Fininvest, 1989-2001 / Deputato al Parlamento Europeo dal 2024 ; Marcello Dell'Utri, Braccio destro di Silvio Berlusconi / Fondatore di Publitalia 80' e Forza Italia ; Giancarlo Galan, Dirigente Publitalia 80', 1988-1995 / Presidente della Regione Veneto, 1995-2010 / Ministro della Cultura, 2011 ; Rodrigo Cipriani, Dirigente Publitalia 80' 1988 - 2000 • Carlo Momigliano Dirigente Publitalia 80', 1986 - 1991; 1993 - 2000.

Con documenti d'archivio il film esamina l'eredità mediatica e politica del berlusconismo.

Dichiara il regista Fabio Lucchini:

 "Due generazioni di italiani sono praticamente nate con Berlusconi al potere. Le conseguenze delle decisioni dell'ex Cavaliere hanno plasmato il Paese e la vita di milioni di persone, me compresa.
Ero appena nato quando, negli anni Ottanta, Marcello Dell'Utri, Giancarlo Galan, Carlo Momigliano e altre figure relativamente sconosciute lavoravano negli uffici di un gruppo mediatico a Milano. Queste persone, i cui nomi dicono poco al grande pubblico, stavano per cambiare la vita di milioni di persone.
Lavoravano per Publitalia 80' e Fininvest, rispettivamente l'agenzia pubblicitaria e la società madre delle reti televisive di Silvio Berlusconi. Erano i manager. Avevano rivoluzionato la televisione commerciale italiana e incarnano una vera rivoluzione culturale: gli anni Ottanta di un'economia spietata, della glorificazione delle multinazionali e degli imprenditori.

A loro modo, erano l'avanguardia della società dello spettacolo e del consumismo sfrenato.
Avrebbero potuto, come i loro colleghi in tutto il mondo, continuare a dedicarsi alla pubblicità e alla selezione dei programmi migliori per attrarre un pubblico sempre più vasto, ma il loro capo aveva altri progetti per loro.
Un giorno del 1993, Silvio Berlusconi chiese loro di smettere di cercare clienti e di condurre sondaggi per dedicarsi a un'attività completamente diversa: la creazione di un partito politico.
Ma chi è veramente Silvio Berlusconi? Da dove viene? Dove ha trovato le idee che ha venduto con tanto successo in Italia, idee che alla fine hanno influenzato la politica in tutta Europa e oltre?
Sono state le sue emittenti televisive commerciali a contribuire a creare il terreno fertile da cui ha tratto l'energia per conquistare il potere. La sua retorica ha preso forma negli anni Ottanta, prima del suo ingresso nella sfera pubblica.
Il suo discorso, in Italia, è emblematico dell'era post-ideologica, di questa "fine della storia" proclamata da Fukuyama alla fine della Guerra Fredda, durante il presunto trionfo del modello capitalista. Con la caduta dell'Unione Sovietica, il futuro era di nuovo un'economia di mercato. Le ideologie che avevano caratterizzato il XX secolo erano ormai solo pesanti vestigia di un mondo ormai passato. L'Occidente trionfante si apprestava a imporre il proprio modello ovunque: c'era un desiderio di progresso, di novità e di vita spensierata. I fardelli del passato dovevano essere sostituiti dalla leggerezza del presente.
Berlusconi incarnava questo desiderio di novità, prima di tutto come imprenditore. Nel 1994, con questo stesso spirito, entrò nell'arena politica italiana ed europea.
Il suo modo di parlare, il suo linguaggio del corpo, le sue azioni sono permeate dal desiderio di trasmettere un senso di leggerezza. Quando Berlusconi fece il gesto delle "corna del diavolo" alle spalle di un ministro spagnolo o salutò Angela Merkel da dietro una statua, queste battute inappropriate non erano semplici lapsus. Erano segni di un nuovo linguaggio, di un discorso politico che cercava di affermare la leggerezza come codice, in contrapposizione alla pesantezza e alla serietà della retorica politica del passato".

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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