Bimbi intossicati a Sant'Arsenio, Andrea Vricella Italia dei Diritti De Pierro chiede al sindaco di scusarsi pubblicamente per aver definito l'episodio come un problema organizzativo di poco conto
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Il caso che qualche giorno fa ha scosso la comunità di Sant'Arsenio riguardante i malori accusati da alcuni bambini alunni della scuola del paese dopo aver usufruito della mensa scolastica, finisce in Procura per accertamenti su possibili violazioni commesse dall'azienda che si occupa di fornire i pasti.
Andrea Vricella vice segretario provinciale per Salerno del movimento Italia dei Diritti e consigliere comunale del comune del salernitano aveva da subito seguito la vicenda chiedendo al sindaco Pica se non fosse il caso di sospendere in via precauzionale il servizio mensa in attesa degli esami disposti per verificare se i malori dei bambini, tre dei quali si sono dovuti recare al Pronto Soccorso dell'ospedale di Polla e successivamente ricoverati in pediatria, fossero dipesi da una cattiva gestione nella preparazione dei pasti.
Alla luce di quanto accertato dalle analisi, Andrea Vricella torna nuovamente sulla vicenda interrogando il sindaco di Sant'Arsenio chiedendo delle risposte sul comportamento dello stesso invitandolo a disporre una D.E.C. che possa vigilare sul corretto operato dell'azienda che gestisce la mensa della scuola di Sant'Arsenio:
"Inizio col dire che l'Istituto Zooprofilattico che ha analizzato il cibo somministrato quel giorno ai bambini è risultato positivo a un batterio che si è prolificato per una scarsa cottura della carne di maiale e perché tra la cottura e l'affettatura della stessa è passato troppo tempo.
Le condizioni di conservazione prima del taglio della carne hanno fatto sì che le spore del batterio proliferassero causando l'intossicazione nei bambini che quel giorno hanno usufruito del servizio mensa.
Questo caso fu classificato dal sindaco di Sant'Arsenio come un problema organizzativo di poco conto non ritenendo necessario sospendere, come da mia richiesta - continua Vricella - il servizio mensa in attesa di avere i risultati delle analisi sul cibo somministrato.
Adesso ho presentato ufficialmente un'interrogazione al sindaco chiedendo di rispondere sul perché non abbia ritenuto necessario sospendere il servizio mensa, perché non abbia preso in considerazione di addebitare responsabilità e provvedimenti disciplinari come previsto dal bando di gara e dal contratto e per quale motivo non abbia inteso e non intenda istituire la figura del D.E.C. come organo di controllo del servizio mensa.

Inoltre nella stessa interrogazione, ho chiesto al sindaco di formulare pubbliche scuse ai genitori per non aver sospeso il servizio mensa in attesa dei risultati dell'Istituto Zooprofilattico, e soprattutto per aver ridimensionato un episodio come l'intossicazione di alcuni ragazzi in un problema organizzativo di poco conto.
Il problema di poco conto - conclude Vricella - ha causato problemi alla salute dei nostri figli e dei nostri nipoti che le famiglie ci affidano durante l'orario scolastico, dimostrando ancora una volta l'inadeguatezza del sindaco di Sant'Arsenio e della sua squadra".
Carlo Spinelli responsabile nazionale per la Politica Interna del movimento presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro commenta:
"La vicenda della quale il nostro Andrea Vricella si è da subito preoccupato di seguire, è finita sui banchi della Procura di Lagonegro che avrà il compito di accertare eventuale dolo nel comportamento degli addetti alla cucina che ha fornito i pasti alla mensa della scuola di Sant'Arsenio.
Avvalendosi degli esiti dell'Istituto Zooprofilattico che ha analizzato il cibo somministrato ai ragazzi quel giorno e che avrebbe evidenziato gravi lacune sia nella cottura della carne risultata non cotta a sufficienza e sia nella preparazione per il servizio a tavola, saprà sicuramente fare luce su quanto accaduto quel giorno a Sant'Arsenio.
Concordo pienamente con le richieste che il nostro Vricella ha inviato al sindaco, così come ritengo giusto - conclude Spinelli - che lo stesso sindaco si scusi pubblicamente con le famiglie che hanno visto i propri bimbi intossicati per aver definito un problema di poco conto un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze più gravi".
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