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Arte e Cultura

Dobbiaco/ Toblach: al Festival Dolomites 2025 due serate musicali straordinarie

"Da Bach a Piazzolla e Faurè" – Salut Salon. Schaghajegh Nosrati pianoforte e l’Accademia d’archi di Bolzano diretta da Georg Egger - Bach
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

Al Festival Dolomites 2025, con la direzione artistica di Josef Feichter e Christoph Bösch, il 30 e 31 Agosto due serate  che hanno confermato il Festival come appuntamento culturale di primo piano per l’intera regione dolomitica.

Un fine settimana di grande musica: in due serate consecutive, le Salut Salon e la pianista Schaghajegh Nosrati con l’Accademia d’archi di Bolzano hanno trasformato la Sala Gustav Mahler di Dobbiaco in un luogo di emozioni indimenticabili.

Da Bach a Piazzolla – Salut Salon fa tremare la sala
Virtuosismo, ironia ed emozione: con il nuovo programma Heimat, ultimo capitolo di una trilogia (Amore – Sogni – Heimat), Rahel Rilling, Mary Rose Scanlon, Maria Friedrich e Karine Terterian hanno incantato il pubblico il 30 agosto. Da Saint-Saëns a Piazzolla e Fauré, fino a Gershwin, Vivaldi e Gulda: ogni brano, rielaborato da Angelika Bachmann, è diventato una sorpresa. Alla fine, lunga standing ovation.

Nosrati nella febbre di Bach – intensità con l’Accademia d’archi di Bolzano Il 31 agosto la serata è stata dedicata a Johann Sebastian Bach: la pianista Schaghajegh Nosrati, celebrata a livello internazionale per le sue interpretazioni bachiane, ha tracciato insieme all’Accademia d’archi di Bolzano diretta da Georg Egger un ampio arco musicale da Bach a Mozart e Mendelssohn. La scelta di rinunciare agli applausi tra i brani ha reso il programma ancora più intenso. Culmine il Concerto in re minore BWV 1052 di Bach – accolto da lunghi applausi e ovazioni per una pianista in piena “febbre di Bach”.


La pianista Schaghajegh Nosrati e l’Accademia d’archi di Bolzano diretta da Georg Egger hanno regalato agli ascoltatori una serata di straordinaria intensità musicale. In sala, un silenzio carico di attesa – e poi il primo accordo: già con il Concerto in la maggiore BWV 1055 di Johann Sebastian Bach la pianista ha dato il tono a una serata interamente segnata dall’intensità. Insieme all’Accademia d’archi di Bolzano, Nosrati ha tracciato un arco drammaturgico costruito con intelligenza, che da Bach conduceva con naturalezza a Mozart e Mendelssohn. Nosrati, ormai affermata come brillante interprete bachiana, ha suonato con sorprendente chiarezza e precisione ritmica, senza mai perdere il calore dell’espressione. L’ultima sonata per pianoforte di Mozart, KV 576, è apparsa in questo contesto come un raffinato intermezzo cameristico, mentre le Variations sérieuses op. 54 di Mendelssohn hanno sprigionato una drammaticità romantica che è confluita senza soluzione di continuità nel grande finale, il Concerto in re minore BWV 1052 di Bach.


Particolarmente suggestiva la scelta di rinunciare consapevolmente all’applauso tra i brani: ne è scaturito un racconto musicale che si è dispiegato in un unico flusso – dallo slancio danzante alla severità barocca, dall’eleganza classica fino all’esuberanza romantica.


Il pubblico si è lasciato trasportare con attenzione e, alla fine, ha reagito con ancora maggiore entusiasmo: una pianista in piena “febbre di Bach” e un ensemble che ha brillato per precisione e passione sono stati salutati da “bravo” e da applausi prolungati. Una serata musicale che ha dimostrato ancora una volta quanto la musica di Bach suoni senza tempo – e quanto viva possa essere la sua interpretazione oggi.

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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