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FederSicurezza e Vigilanza Conf- Selp Perché per i pensionati esiste un minimo impignorabile e per i lavoratori non esiste?

La domanda che nessuno ha mai avuto il coraggio di fare e che noi facciamo.
Roma, (informazione.news - comunicati stampa - politica e istituzioni)

La domanda che nessuno ha mai avuto il coraggio di fare e che noi facciamo. 

La discriminazione che non possiamo più ignorare

FederSicurezza e Vigilanza Conf- Selp  pone una domanda semplice, diretta, eppure da anni ignorata da gran parte delle organizzazioni sindacali tradizionali:

Perché per i pensionati esiste un minimo impignorabile di 1.000 euro, mentre per i lavoratori dipendenti non esiste alcuna soglia minima che garantisca la sopravvivenza?

Una disparità che non ha alcuna giustificazione logica, sociale o giuridica.  
Una disparità che colpisce proprio chi lavora, chi produce, chi ogni giorno contribuisce anche a pagare le pensioni. 

Due esempi che parlano da soli

1. Il pensionato
- Pensione: 1.300 euro  
- Minimo vitale impignorabile: 1.000 euro  
- Quota pignorabile: 300 euro  

Risultato: lo Stato riconosce che sotto i 1.000 euro non si può vivere.  
E infatti tutela quella soglia.

2. Il lavoratore dipendente
- Stipendio: 1.300 euro  
- Minimo impignorabile: ZERO  
- Quota pignorabile: fino a 1/5, anche se porta il lavoratore sotto la soglia di sopravvivenza  

Risultato: lo Stato NON riconosce alcuna soglia minima per chi lavora.  
Il lavoratore può ritrovarsi con 900, 850, 800 euro netti.  
E deve comunque:
- andare al lavoro  
- pagare trasporti  
- mantenere la famiglia  
- sostenere affitti, mutui, bollette  
- anticipare spese 

La domanda che poniamo al Governo e soprattutto sindacati tutti 

Perché chi lavora non merita la stessa tutela minima garantita di chi è in pensione?

È una domanda che nessuno ha mai voluto affrontare seriamente.  
Una domanda che oggi Federsicurezza e vIgilanza Conf Selp porta al centro del dibattito nazionale.

E i sindacati?
Silenzio. Un silenzio assordante.

Come mai le grandi sigle sindacali non hanno mai sollevato questo tema?  
Come mai hanno accettato – e continuano ad accettare – che milioni di lavoratori possano essere lasciati senza un minimo vitale garantito?

Come mai non hanno mai chiesto una soglia impignorabile per i lavoratori, identica a quella giustamente riconosciuta per i pensionati?

Come mai hanno permesso che questa discriminazione si consolidasse negli anni?

Sono domande che non possono più rimanere senza risposta.

Ai moralisti da tastiera: sì, i debiti si pagano.
Ma la legge deve tutelare la dignità.

A chi ripete la solita frase “i debiti si pagano”, rispondiamo con chiarezza:

I debiti si pagano, certo.  
Ma non togliendo al lavoratore la possibilità di vivere.

Se lo Stato riconosce che un pensionato non può vivere con meno di 1.000 euro,  
allora lo stesso principio deve valere per chi lavora, che spesso ha più spese, più responsabilità e più costi quotidiani.

Non è una battaglia per “non pagare”.  
È una battaglia per pagare senza distruggere la vita delle persone.

La nostra richiesta ufficiale

Federsicurezza e Vigilanza Conf.SELP insieme a A.I.A.C.E e tutta la confederazione  chiede:

1. L’introduzione immediata di un minimo impignorabile per i lavoratori pari a quello dei pensionati (1.000 euro).

2. L’apertura di un tavolo istituzionale con Governo e Parlamento per riformare l’art. 545 c.p.c. e superare questa discriminazione.

3. La mobilitazione di tutti i lavoratori, di ogni settore, affinché questa ingiustizia venga finalmente eliminata.

Invitiamo ogni lavoratore, ogni famiglia, ogni cittadino a intervenire, a far sentire la propria voce, a partecipare a questa battaglia di civiltà.

Non è una questione di categoria.  
Non è una questione di settore.  
È una questione di dignità umana.

Federsicurezza e Vigilanza Conf.SELP
Segretario Generale 

Dott. Niccolo' Francesconi 

Immagine realizzata con intelligenza artificiale 

Ufficio Stampa
Dott. Niccolo Francesconi
Italia
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