Natalino Balasso in "La grande magia" di Eduardo De Filippo al Teatro Bonci Cesena
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A quarant’anni dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, il regista napoletano Gabriele Russo ha scelto per la sua prima messa in scena eduardiana La grande magia, affidando a due interpreti istrionici, Natalino Balasso e Michele Di Mauro, i ruoli dei protagonisti. Lo spettacolo, coprodotto da Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro Biondo Palermo e Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, che ha debuttato a Napoli nell’ottobre 2024, arriva al Teatro Bonci di Cesena dal 13 al 16 febbraio (da giovedì a sabato alle ore 20.30, domenica alle 16.00).
Venerdì 14 febbraio alle ore 18.00 al Cinema Eliseo, per il ciclo DAL PALCO ALLO SCHERMO, è prevista la proiezione del film del 2021 Qui rido io, con Toni Servillo diretto da Mario Martone, introdotto da Natalino Balasso e Michele Di Mauro in dialogo con il Presidente di Riccione Teatro Daniele Gualdi.
Sabato 15 febbraio alle 18.00, appuntamento con Conversando di Teatro: la compagnia incontra il pubblico, conduce Caterina Piccione, docente del Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna.
Scritta nel 1948 La grande magia è una commedia nera, a tratti drammatica, sospesa fra realtà e finzione, che non fu compresa dal pubblico dell’epoca, forse per la sua natura stratificata che rispecchia la complessità della psicologia umana:
«Fra tutti i testi di Eduardo che posso dire di conoscere a fondo – si legge nelle note di regia di Gabriele Russo – ritengo e sento che La grande magia sia quello più necessario oggi per i temi che affronta, per le relazioni che propone, perché è una commedia squilibrata, meno lineare e matematica delle altre, sospesa e caotica come il tempo in cui viviamo, infine, perché come regista sento di poter dare un contributo specifico e personale. La grande magia è un testo complesso, ha l’ampiezza e lo sguardo del gran teatro e allo stesso tempo offre sfumature nere della nostra umanità, tratti psicologici addirittura espansi nella nostra società contemporanea».
Ciò che rende questa commedia vicina al nostro tempo è il sentimento ossessivo del personaggio Calogero Di Spelta, un uomo smarrito in un mondo che sembra altrettanto confuso. Marito geloso, incapace di amare e fidarsi, diventa specchio delle sfide e delle difficoltà dell'uomo contemporaneo nelle relazioni. Mosso dall’esigenza di aggrapparsi a certezze granitiche, è disposto a credere che la moglie sia rinchiusa in una scatola, pur di non dubitare e averla sotto controllo. Un luogo chiuso, sicuro, una seconda prigione come soluzione per sconfiggere paure, incertezze e tormenti.
Dall’altro lato, Otto Marvuglia, mago e manipolatore dalle molteplici facce, che modifica il contesto e la percezione della verità di Di Spelta, con un conseguente cortocircuito che confonde il piano dell’illusione con quello della realtà, destabilizzando i personaggi stessi e gli spettatori.
«Smarriti i personaggi – continua Russo – smarriti gli spettatori, smarriti gli uomini e le donne di oggi, smarriti nelle relazioni, smarriti nel continuo fondersi del vero e del falso. Cosa è vero? Cosa è falso?
In quest’opera, tutti i personaggi potrebbero manifestarsi come visioni di un incubo, riflesso dell'angoscia e dell'ossessione di Di Spelta, manipolato abilmente dal mago Otto Marvuglia. Gli altri personaggi, pur essendo inizialmente presentati come burattini nelle mani di Marvuglia, diventano a loro volta burattinai, amplificando la complessità e la fluidità delle scene. Questa dinamica trasforma costantemente il quadro della narrazione, spostando la messa a fuoco e offrendo punti di vista mutevoli e contrastanti, sottolineando la natura sfuggente e misteriosa della commedia. La messa in scena potrebbe essere concepita come un ping pong continuo fra i personaggi, con il punto di vista che si ribalta e cambia costantemente».
Nel testo ci sono riferimenti alle opere di Pirandello, in particolare all’Enrico IV e, soprattutto nel terzo atto, a Sei personaggi in cerca d’autore. Ma anche richiami a La Tempesta di Shakespeare, per l’omaggio al teatro, alla finzione, all’illusione e per il carattere testamentario e esoterico.
La grande magia
di Eduardo De Filippo
regia Gabriele Russo
Interpreti e personaggi
Natalino Balasso Calogero Di Spelta
Michele Di Mauro Otto Marvuglia
Veronica D’Elia Amelia Recchia
Gennaro Di Biase Mariano D'Albino e Brigadiere di P.S.
Christian di Domenico Arturo Recchia e Gregorio Di Spelta
Maria Laila Fernandez Signora Marino e Rosa Di Spelta
Alessio Piazza Gervasio e Oreste Intrugli (genero Di Spelta)
Manuel Severino Cameriere dell’albergo Metropole e Gennaro Fucecchia
Sabrina Scuccimarra Zaira (moglie di Marvuglia)
Alice Spisa Marta Di Spelta e Roberto Magliano
Anna Rita Vitolo Signora Zampa e Matilde (madre Di Spelta)
scene Roberto Crea
luci Pasquale Mari
costumi Giuseppe Avallone
musiche e progetto sonoro Antonio Della Ragione
produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro Biondo Palermo, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
foto di scena Flavia Tartaglia
Tournée
13 – 16 febbraio, Teatro Bonci – Cesena
19 – 20 febbraio, Teatro Civico – La Spezia
21 – 23 febbraio, Teatro Ivo Chiesa – Genova
26 – 27 febbraio, Teatro Umberto Giordano – Foggia
Audiodescrizione Teatro No Limits
La replica di domenica 16 febbraio sarà audio descritta per persone con disabilità visiva: l’iniziativa si svolge nell’ambito del progetto del Centro Diego Fabbri di Forlì Teatro No Limits, con il sostegno di BCC Romagnolo.
Informazioni e prenotazioni: [email protected] – tel. 0543 30244.
Ingresso ridotto (15 euro) per gli utenti non vedenti e ipovedenti e omaggio per l’accompagnatore.
Sovratitolazione
La replica di domenica 16 febbraio sarà anche sovratitolata, grazie alla collaborazione con Associazione FIADDA Emilia-Romagna. Ingresso ridotto (5 euro) per le persone certificate associate AGFA/ FIADDA e gli accompagnatori.
Vengo anch’io! Laboratori creativi per bambin* mentre i grandi sono a teatro
Domenica 16 febbraio è previsto il laboratorio di disegno e origami Cappelli d’artista a cura di Associazione Culturale Barbablù, nell’ambito del progetto Vengo anch’io!, che offre alle famiglie la possibilità di assistere ad alcuni spettacoli del cartellone mentre le bambine e i bambini (dai 6 agli 11 anni) partecipano a laboratori creativi a cura di associazioni e realtà artistiche del territorio, in spazi interni al Teatro.
Il costo di ogni appuntamento è di 7 euro per bambino, 10 euro se i bambini sono 2, oltre al prezzo del biglietto dello spettacolo per i genitori ridotto del 20%. Disponibilità limitata e fino a esaurimento posti.
Prenotazione obbligatoria a: [email protected], tel. 0547 355959, cell. 328 243 5950.
Informazioni:
Teatro Bonci, Piazza Guidazzi – Cesena tel. 0547 355959 | [email protected]
Orari biglietteria (solo giorni feriali): dal martedì al sabato ore 11.00 – 14.00 e 16.00 – 19.00; nei giorni di rappresentazione serale fino a inizio spettacolo; le domeniche di rappresentazione pomeridiana, dalle 15.00 fino a inizio spettacolo. Online: cesena.emiliaromagnateatro.com | vivaticket.com
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