Intervista a Luciano Cavaliere, Dirigente Nazionale di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale a pochi giorni dal congresso nazionale che il partito dell'on. Giorgia Meloni terrà a Trieste
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Innanzitutto dalla classe politica, lo abbiamo detto e ridetto in diverse occasioni ed io personalmente non mi sono mai nascosto, la nostra terra purtroppo è schiava di una classe politica inadeguata e soprattutto impreparata. Sono dell'idea che non ci si può improvvisare, per amministrare serve esperienza, professionalità, oltre che amore per la propria terra. Requisiti, quest'ultimi, fondamentali per essere un buon politico senza omettere mai principi che dovrebbero essere alla base della propria azione e cioè trasparenza e onestà ma che molto spesso mancano. Sono fin troppi gli esempi di mala politica che hanno caratterizzato la nostra provincia.
- Oggi è passato quasi un mese a che punto siete in questa ricostruzione?Abbiamo gettato basi importanti, si è tenuto il primo corso di formazione a Brindisi, abbiamo dato una prima infarinatura ai giovani entrando nel dettaglio della macchina amministrativa. Abbiamo riscontrato una buona partecipazione per questo replicheremo nei prossimi mesi magari approfondendo altre tematiche. Si è riunito il tavolo di programmazione sull'aeroporto che ha coinvolto personale tecnico dello stesso, ci saranno altri due incontri con rappresentanti del tarantino e altri dirigenti aeroportuali. Abbiamo in programma il "tour per la sicurezza" incontreremo Prefetto, Questore e Comandante dei Carabinieri e solleciteremo i Sindaci a richiederne un tavolo permanente. Stiamo lavorando a mettere in piedi un dipartimento di concerto sul Turismo, motore primario per l'economia della nostra terra. E in tutto questo a giorni daremo il via ai congressi cittadini partendo dalla città di Fasano. Potrei continuare ma preferisco fermarmi per adesso, abbiamo preso degli impegni concreti in fase congressuale e teniamo a rispettarli.
- Le politiche si avvicinano ma a quanto pare ancora non c'è pace nel centrodestra, cosa pensa delle scaramucce tra Berlusconi, Salvini e Meloni?Non credo ci siano particolari problemi, anzi a differenza del centro sinistra, da questa parte mi sembra che il solco è tracciato, la Sicilia ha segnato uno spartiacque, da lì non si torna indietro. Se poi per scaramucce intende le ambizioni dei tre leaders, credo che sia nelle cose e ci sta. Fa parte della politica avere ambizioni ed è giusto che ognuno avanzi la propria candidatura a leader del centrodestra, bisogna diffidare dai politici che non hanno ambizioni. Chi "tira a campare" di solito nasconde qualcosa, o incompetenza o malafede.
- L'on. Meloni vi ha convocato a Trieste per esaltare il valore di Patria, ma come arriva Fratelli d'Italia a questo appuntamento?Arriviamo con la consapevolezza che siamo un partito in crescita, non solo nei sondaggi e i dati nazionali lo dimostrano, ma credo che in quest'ultimo anno c'è stata una crescita di consapevolezza di un'intera classe politica. Siamo partiti cinque anni fa, quando in molti ci davano per folli visionari, era più semplice in quel momento restare a bordo della corazzata che era il Popolo della Libertà che gettarsi su una zattera in pieno oceano, in molti rimasero lì. Altri, come me, fecero scelte diverse e direi soprattutto coraggiose. Vede non era semplice in quel momento anche perché c'era stata già la nascita di Futuro e Libertà, guidata dall'on. Fini, un altro partito che nell'immaginario di molti doveva collocarsi a destra del PDL, sappiamo invece che quell'esperienza politica di concluse con un collocamento incapibile e snaturato. Comunque il tempo ci ha dato ragione, o per lo meno diciamo che ad oggi Fratelli d'Italia è un partito presente nell'immaginario degli Italiani, Gianfranco Fini è solo un ricordo sbiadito.
- Che idea si è fatto della parabola politica dell'on. Fini?Un'idea molto triste, aveva capacità e qualità al di sopra della media degli ultimi Presidenti del Consiglio ma si è dimostrato per niente uno stratega, ha sbagliato tutto ciò che c'era da sbagliare, è uscito dal PDL chiamando a sé solo quattro amici. Purtroppo per lui ha prevalso il senso di onnipotenza ma si è risolto ad essere un comandante senza esercito. Mi ha sempre dato l'idea di essere un leader distaccato dal territorio c'era sempre stato qualcun'altro che tesseva rapporti con la base.
- Intende i colonnelli?Esatto i così detti colonnelli ma lui no. Bisogna dare atto ai "colonnelli", specialmente qualcuno in particolare, che erano il motore pulsante di AN. Fini era distaccato e a quanto pare molto influenzabile, ha sacrificato la storia di tutti noi per un "capriccio" personale, fino a farsi manipolare del tutto da questo "capriccio", ma perché dobbiamo parlare del passato? Andiamo avanti...
Guardi noi stiamo innanzitutto con i Brindisini, stiamo lavorando molto sotto traccia per provare a ricostruire un centrodestra credibile, siamo dell'idea che le coalizioni vanno costruite su idee e programmi e al momento si sta parlando solo di chi sta con chi. Non direi ad oggi che su Brindisi il centrodestra è frammentato, piuttosto direi che si stia giocando a chi fa il mazziere, mi spiego in questi giorni c'è una frenesia a convocare tavoli allargati con differenti forze politiche, come se la centralità della discussione politica delle nascenti coalizioni fosse determinata non dai contenuti del dibattito ma da chi convoca lo stesso. Noi per primi avremmo tremila buoni motivi per non presentarci alle prossime amministrative con Forza Italia, anzi a dirla tutta non dovremmo neanche rivolgerci la parola eppure sia il sottoscritto e i sia i dirigenti brindisini hanno avuto diversi colloqui con gli "azzurri", identica cosa con la Lega. C'è ancora tempo credo che alla fine a Brindisi il centrodestra sarà unito, ma serve prima di tutto confrontarsi vis a vis.
- Mi scusi ma c'è stato un tentativo messo in atto da Fratelli d'Italia di mettere allo stesso tavolo Forza Italia e Noi con Salvini ma non è andato a buon fine. La Lega, tra l'altro, contesta il coinvolgimento di liste lontane dal centrodestra e Forza Italia non concorda sul l'idea di una giunta tecnica, come si fa a metterli insieme?Se è per questo noi non siamo d'accordo ad allargare i confini della coalizione a forze politiche o civiche distanti dall'idea originale di centrodestra e allo stesso modo non ci entusiasma l'idea che i tecnici siano migliori dei politici anche perché potremmo fare diecimila esempi, i tecnici non sempre sono all'altezza dei problemi, abbiamo avuto governi tecnici e ministri tecnici eppure gli italiani non hanno un buon ricordo. Ci sono senza dubbio ancora personalismi da superare, le ripeto noi per primi non dovremmo parlare con nessuno di loro ed invece siamo in campo a cercare di rimettere tutti allo stesso tavolo, a volte bisognerebbe ricordarsi perché si fa politica, qual è il fine ultimo. Per noi il fine ultimo è dare a questa città un'amministrazione credibile, seria, trasparente e che riporti speranza nei cittadini e soprattutto che sia esempio di moralità con idee nuove e funzionali al tessuto sociale, tutto il resto passa in secondo piano. Io credo che il centrodestra se si pone come obiettivo principale tutto questo tornerà ad essere unito e probabilmente vincente, in caso contrario vorrà dire che faremo squadra con chi condividerà tali principi, unico modo per non consegnare la città nuovamente alla sinistra.
- L'unità del centrodestra non sempre è stata sinonimo di vittoria, nella sua città amministra il PD eppure eravate tutti insieme, come se lo spiega?Ogni comune fa storia a se, ci sono condizioni e circostanze che determinano vittorie e sconfitte, a San Vito la gente ha preferito l'inesperienza all'esperienza, il nuovo all'affermato, in quell'occasione sacrificammo le nostre idee per tenere insieme un centrodestra lacerato nei rapporti umani con un candidato sindaco valido e competente sicuramente un sacrificio che, per quanto ci riguarda, non si ripeterà mai più. Però c'è da dire che se probabilmente se si votasse oggi con gli stessi schieramenti il risultato sarebbe diverso.
- Leggendo tutte le vostre note su San Vito, apparite poco morbidi con il Sindaco, vi state preparando per le prossime comunali o c'è dell'altro?Non c'è nulla di particolare la verità è che dal giorno dopo il ballottaggio ci siamo ritagliati uno spazio nel vuoto clamoroso che si è creato nel centrodestra sanvitese e tutto questo nonostante siamo rimasti fuori dal consiglio comunale per soli 20 voti. Siamo tra le pochissime, o forse meglio dire rare, forze che fanno opposizione a questa Amministrazione e questo non vuol dire necessariamente prepararsi per le prossime comunali né tanto meno essere poco morbidi con il Sindaco, ma semplicemente rispettare la nostra città. Facciamo opposizione può piacere o meno, ma di certo non siamo come gli altri che sono stati eletti semplicemente per alzare la mano o tacere durante i consigli o ancora peggio come tutta quella schiera di candidati che una volta non eletti sono tornati nel dimenticatoio, in un silenzio quasi da clausura. Il centrodestra aveva 8 liste e 128 candidati al consiglio comunale tutto pronti a cambiare San Vito, oggi tutti scomparsi. Fratelli d'Italia sta diventando un punto fermo nella politica sanvitese e sta recuperando il ruolo riconosciuto che aveva avuto per anni in provincia. Basti pensare questa comunità oltre ad esprimere il coordinatore provinciale, al congresso di Trieste porterà oltre al sottoscritto altri due delegati sanvitesi, l'avvocato Giacomo Viva e la dott.ssa Rosa Gaeta. Tutto ciò è importante anche perché, così come accaduto a livello nazionale, anche a San Vito ci siamo ritrovati orfani di quella classe politica che per anni aveva ricoperto ruoli importanti in Alleanza Nazionale, qualcuno si è ritirato a vita privata qualche altro ha proseguito la propria avventura politica sposando percorsi politici differenti e a tratti distanti, e a fare la destra siamo rimasti in pochi. Eppure nonostante ciò molto spesso ci sentiamo dire "dovreste fare", "dovreste dire" un po' come se fossimo i bambini da istruire, il tempo dei docenti fuori dai partiti è finito, chi vuole contribuire a far crescere la destra sanvitese si arrotoli le maniche e bussi alla porta.
- Un po' duro il suo giudizio...Può darsi ma abbiamo lavorato in pochi per quasi cinque anni per ricostruire, tutti i nostri big locali non si sono mai posti il problema di cosa lasciare dopo di loro, e questa é una delle peggiori cose che un politico possa fare. San Vito non può essere lasciata all'improvvisazione ma merita una classe politica attenta e capace che sappia immaginare un progetto serio di rinascita, vanno coinvolte le categorie, vanno difesi gli spazi pubblici e garantiti gli accessi agli impianti sportivi, va incentivato il turismo ci sono comuni limitrofi che hanno avviato un percorso di destagionalizzazione del turismo, non ci si può accontentare dei turisti del mese di agosto, va rafforzata la nostra filiera agroalimentare e soprattutto va garantita la sicurezza per tutti i cittadini.. insomma c'è tanto da fare e Fratelli d'Italia è in prima linea abbiamo in programma iniziative volte in tal senso.
- Insomma idee chiare sul futuro. Grazie per la sua disponibilità.Necessariamente, grazie a lei.
Ufficio Stampa
Elisa Vizzini
"Cassandra"
(Brindisi)




