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Meritocrazia Italia per una riforma giusta: il merito nella Pubblica Amministrazione.

Chi lavora con impegno, mostrando capacità tecniche e relazionali, dovrebbe poter contare su sistemi premianti equi e trasparenti
Roma, (informazione.news - comunicati stampa - politica e istituzioni)

Meritocrazia Italia accoglie con attenzione la proposta contenuta nel disegno di legge presentato dal Ministro Zangrillo, che prevede una riserva del 30% dei posti per l’accesso alla dirigenza pubblica destinata alla promozione interna dei funzionari. Si tratta di un’iniziativa che si inserisce nel solco della necessaria riforma della Pubblica Amministrazione e che riconosce il valore dell’esperienza accumulata sul campo da chi, da anni, opera con dedizione all’interno degli uffici pubblici.

Tuttavia, ogni proposta normativa, per essere davvero efficace, deve misurarsi con la realtà. In molti enti locali, soprattutto nelle amministrazioni medio-piccole, persistono situazioni in cui i meccanismi valutativi vengono influenzati da dinamiche che esulano dai criteri di merito. Accade spesso che la valutazione delle performance sia vincolata da limiti non sempre coerenti con le reali competenze e risultati del personale, generando incongruenze nei percorsi di crescita e riconoscimento.

Questo quadro solleva preoccupazioni sulla concreta applicabilità dei principi costituzionali che regolano la vita amministrativa. Se da un lato è positivo promuovere chi dimostra valore e competenze all'interno della macchina pubblica, dall’altro è fondamentale evitare che la discrezionalità nella valutazione si traduca in favoritismi, alimentando sfiducia tra i lavoratori e nei confronti dell’istituzione stessa.

Secondo i dati più recenti, l’età media dei dipendenti pubblici è di 50,4 anni, con oltre il 39% degli impiegati oltre i 55 anni. La Pubblica Amministrazione invecchia, eppure il tasso medio di sostituzione, tra il 2013 e il 2022, è rimasto sotto l’1% per molti anni, con picchi solo occasionali. Anche i tempi medi di espletamento dei concorsi pubblici superano i 400 giorni, evidenziando un sistema lento e inefficiente.

In questo contesto, l’intenzione di valorizzare le risorse interne potrebbe rappresentare una svolta positiva, ma solo se ancorata a criteri oggettivi, trasparenti e verificabili.

Meritocrazia Italia sottolinea con forza che ogni avanzamento interno deve avvenire nel rispetto dell’articolo 97 della Costituzione, che sancisce il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione, e impone il concorso pubblico come via ordinaria di accesso.

Una pubblica amministrazione che seleziona, valuta e premia in base a criteri oggettivi e trasparenti è infatti:

- più giusta, perché realizza concretamente i principi di uguaglianza, imparzialità e buon andamento;

- più competente, perché attrae, motiva e trattiene risorse umane di elevato profilo, innalzando la qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese;

- più efficiente, perché contrasta rendite di posizione, pratiche opache e dinamiche autoreferenziali, incentivando responsabilità e risultato;

- più innovativa, perché riconosce e promuove chi possiede visione, iniziativa e capacità di risolvere problemi complessi;

- più attrattiva, perché restituisce dignità alla carriera pubblica, rendendola nuovamente ambita da giovani di talento e valore.

La discrezionalità senza controllo genera sfiducia, non solo tra i cittadini, ma anche tra i lavoratori pubblici stessi, molti dei quali si trovano a operare in contesti dove la competenza rischia di essere oscurata da logiche relazionali o politiche.

Chi lavora con impegno, mostrando capacità tecniche e relazionali, dovrebbe poter contare su sistemi premianti equi e trasparenti. Allo stesso tempo, è necessario valorizzare anche le cosiddette soft skills, come la capacità di lavorare in gruppo, di comunicare con chiarezza e di fornire un servizio di qualità ai cittadini.

Stop war.

Roma, lì  06 Maggio 2025                 

Meritocrazia Italia 

Il Presidente Walter Mauriell

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Nicola Barbatelli
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