Al PalaTurismo di Riccione Cristiana Capotondi in "La vittoria è la balia dei venti", regia di Marco Bonini

Una storia, raccontata dalla nipote alla figlia tramite videochiamata per farla addormentare, come simbolo universale: il segno della trasformazione come risposta agli orrori della guerra
Comunicato Precedente

next
Comunicato Successivo

next
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - società)

 Cristiana Capotondi per la Bella Stagione di Riccione Teatro con in "La vittoria è la balia dei venti", scritto e diretto da Marco Bonini, che ha visto il suo debutto in teatro, nel 2024; un monologo che si muove tra la leggerezza di una favola, il dramma della tragedia e l’ilarità della commedia e che mette in gioco tutte le abilità artistiche di una attrice che, nonostante la giovane età, vanta una lunga carriera artistica.

Lo spettacolo tratto appunto da un soggetto originale di Marco Bonini che, dopo il successo raccolto sulle scene, ne ha curato la trasposizione letteraria in un libro pubblicato dallo stesso Autore “Se mi manchi è più bello – brevi storie per colmare la distanza”, edito dallo stesso produttore della pièce, Stefano Francioni, con l’obiettivo importante e significativo di lavorare sulla unione tra testi teatrali, attori e produzione letteraria

 Si parte con il momento in cui la protagonista narra a sua figlia la storia dei propri antenati sotto i bombardamenti a Settembre del 1943 a Firenze, quando decine di ordigni anglo-americani caddero sui quartieri residenziali della città, dopo aver mancato l’obiettivo dello snodo ferroviario di Campo di Marte.

Gli ordigni piombano sulla popolazione inerme cogliendo di sorpresa la città, convinti come erano i fiorentini che sarebbero stati risparmiati dalle incursioni non avendo obiettivi militari da difendere. L’unica via di fuga è il rifugio antiaereo. Nelle cantine di Palazzo Pitti si precipitano, in preda al terrore, la bisnonna Vittoria, borghese altolocata, “monarchica e classista”, accompagnata dalla balia bellunese Armida che ha allattato i primi suoi tre figli e puerpera, a sua volta, di due gemelli.

A causa di quelle esplosioni, che si susseguono cupe, terribili, Armida perde improvvisamente il latte e al pianto disperato dei due neonati viene in soccorso il cuoco con una proposta scabrosa: far allattare quei bimbi dalla Signora Vittoria, la sola che possa fare da nutrice avendo deciso questa volta di allattare personalmente la sua quarta figlia, la nonna della narratrice.

Come reagirà Vittoria a quella provocazione del cuoco "comunista"? 

 Ora, questa donna aristocratica e snob, nel rifugio sotto Palazzo Pitti, risponde decidendo di allattare oltre a sua figlia anche i due bambini della sua balia, così che i tre neonati diventano così "fratelli di latte".

 E poi, tre anni dopo, nel Giugno 1946,  Vittoria e Armida saranno assieme al voto per la Repubblica.

 Il racconto portato in scena da Cristiana Capotondi, a tratti interrotto da canzoni del tempo e da stacchi musicali (di Jonis Bascir) in cui canta, è piacevole e scorre tutto d’un fiato alternando ora la voce narrante, ora la voce di Vittoria ora quella di Armida, muovendosi in uno spazio scenico totalmente bianco, indossando un costume di scena bianco, illuminata da faro bianchi.

Un racconto delicato, potente e oggi ancora necessario, che unisce generazioni e ricorda come anche nei tempi più oscuri, l’amore possa essere un atto di resistenza e trasformazione come risposta agli orrori della guerra.

 Ci ricorda, tra gli altri e per una Memoria sempre presente, la visione, in questi giorni, di "Il dono più prezioso" (La plus précieuse des marchandises), film d'animazione diretto da Michel Hazanavicius, e, per la parte finale, "C'è ancora domani"  il fortunato film d'esordio alla regia di Paola Cortellesi.

Stefano Francioni Produzioni

CRISTIANA CAPOTONDI
LA VITTORIA È LA BALIA DEI VINTI
di Marco Bonini
musiche Jonis Bascir
regia MARCO BONINI

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
 RETERICERCA (Leggi tutti i comunicati)
47838
[email protected]
3338333284

;