AI.Next20: IL FUTURO DELL’ITSM AI-FIRST

Due giorni di approfondimenti, confronti e interazione hanno permesso di rivolgere lo sguardo al futuro della gestione dei servizi IT. Uno l’obiettivo: lavorare in modo diverso e migliore grazie all’AI valorizzando sempre la centralità dell’uomo. A guidare le due sessioni, tenutesi a Bergamo e Roma, è stata IRIMÌ, società veneta specializzata nella consulenza e nell’implementazione di soluzioni per l’IT Service Management e storico partner di SysAid per il mercato italiano.
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Schio, (informazione.news - comunicati stampa - information technology)

Oltre 100 professionisti tra decision-maker e specialisti IT di grandi realtà industriali e tech, di cui oltre il 70% professionisti di livello dirigenziale e manageriale, si sono dati appuntamento a AI.Next20. Levento, svoltosi in due tappe – 26 maggio, Bergamo (Kilometro Rosso) e 28 maggio, Roma (La Borghesiana Romana) – ha permesso di tratteggiare l’evoluzione dei servizi IT con l’inserimento dell'AI, le cui potenzialità hanno il merito di estendere le capacità dell'uomo, sempre al centro della creazione di valore.

 

Organizzato da IRIMÌ per celebrare i 20 anni di partnership con SysAid – software ITSM che mette l'AI al centro del supporto tecnico, automatizzando il workflow dei ticket e la gestione degli asset per rendere l'assistenza informatica più rapida e intuitiva – ciascun incontro è stato concepito come un percorso immersivo nel futuro del lavoro, alternando speech ispirazionali a sessioni di "visione applicata". Teoria e pratica si sono così fuse, mostrando come la strategia manageriale possa tradursi immediatamente in efficienza operativa. Grazie a interventi che hanno messo la lente su tematiche come le nuove frontiere dell'AI Agentica, la governance dei dati e il ruolo cruciale delle soft skill nella gestione delle relazioni uomo-macchina, è stato possibile dare risposte concrete alla domanda a fondamento di AI.Next20: “Come cambia il ruolo dell’IT quando l’AI diventa il vero motore del Service Management?”.

 

I keynote speaker Stefano De Martin, di Manageritalia, e Stefano Tassone, coach di public speaking, hanno messo invece l’accento su come coniugare evoluzione digitale e intelligenza emotiva per un "EBITDA generativo" e sul valore insostituibile dell'abilità comunicativa di un manager nel guidare, motivare, ridurre l'ansia da cambiamento e far convergere le persone verso obiettivi comuni. 

"L’intelligenza artificiale – ha spiegato De Martin - non è un’entità autonoma, ma il riflesso aumentato delle nostre intenzioni e dei nostri dati. Accompagniamo i manager nel cuore della responsabilità decisionale, mostrando come la governance dell’AI possa trasformare l’automazione in un motore di 'EBITDA generativo': un modello dove l’efficienza tecnologica amplifica il giudizio umano e la capacità di creare valore economico sostenibile". A sottolineare la centralità dell’uomo è anche Tassone: “possiamo delegare all'AI l'automazione, ma mai la responsabilità di una relazione. Modulare la voce, il corpo e l’intelligenza emotiva sono fattori critici che permettono ai manager di gestire feedback e criticità. La capacità di leggere le reazioni dell'interlocutore in tempo reale resta un'abilità esclusivamente umana che l’AI non potrà mai replicare”.

Gli incontri hanno inoltre previsto tavole rotonde con il coinvolgimento di aziende selezionate per rappresentare tre prospettive cruciali sull’evoluzione dei servizi IT. Dalla resilienza necessaria nella Pubblica Amministrazione alla scalabilità del business privato, la discussione ha messo a fuoco come l'automazione intelligente permetta ai professionisti di concentrarsi su attività ad alto impatto, elevando gli standard dell'intera organizzazione. Ad emergere dal confronto sono state le necessità di definire “ciò che resterà profondamente umano in uno scenario di crescente automazione” e la leadership del futuro. Leadership che non potrà più essere solo tecnica, ma capace di prendere decisioni coraggiose per preparare l’organizzazione ai prossimi vent'anni. In questa direzione la tecnologia diviene così il mezzo per "anticipare" i bisogni, lasciando all'uomo la responsabilità della strategia e della relazione.

 A chiudere AI.Next20 è stata la consegna di riconoscimenti dedicati a professionisti distintisi per la capacità di guidare l’innovazione e la trasformazione dei processi aziendali attraverso il Service Management.

Tra i premiati Ernesto Somma di Rollon S.p.A., per aver guidato la trasformazione dell’Ufficio Tecnico attraverso l’adozione di SysAid, rendendo i processi più strutturati, misurabili ed efficienti in un contesto internazionale complesso. Oggi Rollon è in grado di prevedere gli ordini di produzione anche in base alle richieste di progettazione che sono elaborate. Il riconoscimento premia una visione capace di trasformare la complessità in valore concreto per azienda e clienti.

Premiato anche Renzo Rossi, Chief Technology Officer del gruppo Colacem, per il contributo allo sviluppo di una cultura ITSM in ambito industriale, trasformando la gestione dei servizi in un modo strutturato ed integrato, esteso anche al ciclo di vita manutenzione degli impianti produttivi di calcestruzzo. Un percorso che ha reso il Service Management una leva strategica a supporto di tecnologia, processi e continuità operativa.

"Negli ultimi vent’anni – ha concluso ogni incontro Alessandra Fabian, CEO di IRIMI’ – l’IT ha costruito infrastrutture, processi e controllo. Noi di IRIMÌ ci siamo schierati al suo fianco per dare visibilità al cuore del servizio: il Service Desk. Oggi vediamo chiaramente che il futuro chiamerà l'IT a governare complessità ulteriori, rischi e aspettative crescenti, in una relazione uomo-macchina sempre più pervasiva. La gestione dei servizi digitali non è più solo un insieme di processi operativi, ma uno spazio decisionale dove si intrecciano resilienza, governance e intelligenza distribuita. L’evoluzione è già in corso e noi siamo qui per guidarla". Si è proiettato nel futuro anche Avi Kedmi, CEO SysAid: "In un'epoca in cui l'IA ridefinisce i confini del service management, la tecnologia da sola non basta: serve una visione strategica per trasformarla in valore. La nostra partnership con IRIMÌ nasce da questa consapevolezza. Insieme, non forniamo solo uno strumento di produttività, ma abilitiamo le aziende italiane a liberare il potenziale umano, automatizzando il superfluo per dare spazio all'eccellenza".

L’obiettivo di AI.Next20 non è stato solo dunque celebrare un traguardo, ma sancire una nuova base fiduciaria su cui costruire i prossimi vent'anni di innovazione. 

 

 

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