Arte e Cultura
Al Comunale Nouveau di Bologna IDOMENEO di W.A. Mozart con l'Orchestra del Comunale diretta da Roberto Abbado
Al Comunale Nouveau di Bologna IDOMENEO, dramma per musica in tre atti su libretto di Giambattista Varesco, tratto dall’omonimo testo di Antonie Danchet per la Tragedie-Iyrique Idoménée (Parigi 1712) di André Campra
Musica di W. A. Mozart
Quando IDOMENEO, re di Creta, debutta a Monaco di Baviera, il 29 gennaio 1781, Mozart ha appena compiuto venticinque anni ma sa fare proprio questo dramma di un regnante e di un genitore.
Idomeneo è anche il dramma di una generazione che vorrebbe rendersi libera: mancano otto anni alla Presa della Bastiglia: il cambiamento del mondo si riflette nell’opera, dove appaiono mostri e gli dei possono concedere, almeno sul palcoscenico e magari con una danza finale, la pace desiderata. Solo allora "avran fine ormai l'aspre sventure mie".
Mozart stesso definì Idomeneo come la sua "prima grande opera" e la sua partitura suona ancora oggi impressionante, con orchestrazioni estremamente complesse e alcuni passaggi musicali visionari che sostengono il dramma.
La produzione del Comunale di Bologna mette in risalto queste influenze con alcune delle transizioni tra recitativi, arie e parti d'insieme dell'esecuzione, perfette nella loro fluidità. Si colgono, nella preziosa concertazione di Roberto Abbado tutti gli acuti dettagli, per un'esecuzione di grande valore, dove si percepisce già il Mozart maturo.
Il regista Mariano Bauduin sottolinea e coglie, in piena autonomia e rispetto, il significato del testo, il messaggio della musica, il tema del dramma.
Mariangela Sicilia, e poi Benedetta Torre perfette, appassiobate, nel ruoo di Ilia, un convincente Antonio Poli nel ruolo del titolo, tenore dalla voce calda, Salomè Jicia nel ruolo della rabbiosa Elettra, Leonardo Cortellazzi autorevole nel ruolo di Arbace Xin Zhang (Gran Sacerdote) e Luca Park (Oracolo di Nettuno) completavano il cast con professionalità, mentre gli interventi del Coro del Comunale preparato da Gea Garatti Ansini, come sempre, puntuali ed adeguati.
"Fuor del mar ho un mare in seno che del primo è più funesto” canta Idomemeo in preda allo strazio più atroce: in balìa di una terribile tempesta ha espresso al dio Nettuno il voto in cambio della salvezza, di sacrificare il primo essere umano che gli si fosse presentato sulla terraferma. Ma la prima persona a corrergli incontro è proprio il suo unico figlio, Idamante