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Arte e Cultura

ROMA, Studio Stefania Miscetti, in collaborazione con l’Ospitale Santa Francesca Romana,presenta "Perché poi sarà troppo tardi (Cinque visioni)", performance di Silvia Giambrone

Venerdì 14 novembre 2025, ore 19.00 e ore 20.00, Ospitale Santa Francesca Romana, vicolo di Santa Maria in Cappella 6
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

 Venerdì 14 novembre 2025, alle ore 19.00 e alle ore 20.00, il Museo dell’Ospitale Santa Francesca Romana a Roma accoglie Perché poi sarà troppo tardi (Cinque visioni), performance inedita di Silvia Giambrone prodotta da Studio Stefania Miscetti.

Il pubblico sarà invitato ad accedere alla Chiesa di Santa Maria in Cappella e a seguire un percorso guidato fino al primo piano dell’Ospitale, dove Silvia Giambrone costruisce una drammaturgia che interroga il senso del sacro e la sua incarnazione nella storia, attraverso diverse tradizioni e culture, in una visione che si riconnette con le urgenze del presente.

Per costruire la performance Silvia Giambrone, dopo una visita all’Ospitale, viene ispirata dalla vita e dalla figura di Santa Francesca Romana (1384–1440), patrona dell’Urbe che si dedicò alla carità e alla cura dei poveri proprio in questa sede, incarnando un modello di fede mistica e concreta al tempo stesso.

La performance nasce come un progetto site specific, ideato a partire dalle suggestioni offerte dal luogo che lo accoglie: il salone del Museo dell’Ospitale, nell’ala di ampliamento progettata da Andrea Busiri Vici nel 1854, uno spazio che un tempo ospitava i degenti e i bisognosi, e che oggi, trasformato in museo, conserva e rinnova la propria vocazione all’accoglienza, diventando terreno fertile per un dialogo tra memoria e contemporaneità.

L’artista ha selezionato testi di diversa natura, dal Novecento a oggi, che attingono alle culture cristiana cattolica, musulmana, ebraica, laica e atea, ritrovando però nell’amore mistico un denominatore comune.

Fra questi ricordiamo i libri di Clarice Lispector (1920 – 1977), scrittrice, giornalista e traduttrice ucraina naturalizzata brasiliana, dai cui è stato tratto il titolo della performance, e il libro A noi restano le parole scritto da Azdyn Amimour, padre di uno dei terroristi del Bataclan, in dialogo con Georges Salines, padre di uno delle vittime.

L’iniziativa si inserisce nel programma dello Studio Miscetti, in continuità con la sua storia e la sua pratica: non solo interventi nello spazio della galleria, ma un incontro diretto con la città, con i suoi luoghi, le sue architetture e le sue storie. Un modo per attivare e far conoscere il patrimonio storico attraverso l’arte contemporanea, creando connessioni tra passato e presente, tra la dimensione intima del museo e quella collettiva dello spazio urbano.

La performance ha una durata di circa 20 minuti e per partecipare è obbligatoria la prenotazione a info@studiostefaniamiscetti.com fino a esaurimento posti.

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Silvia Giambrone

 Agrigento (1981) Lavora con performance, installazione, scultura, video, suono. La sua ricerca e` incentrata sulle forme sotterranee di assoggettamento. Vince il Premio VAF 2019, il più importante riconoscimento per i giovani artisti italiani. È ambasciatrice di Kaunas Città Europea della Cultura 2022.  Tra le sue mostre ricordiamo: W Women in Italian Design, Triennale Design Museum, Milano (2016); Corpo a corpo, La Galleria Nazionale, Roma (2017); Terra mediterranea: in action, NiMAC, Nicosia, Cipro (2017); Walleyes. Looking at Italy and Africa, Keynes Art Mile, Johannesburg (2019); VII Premio Fondazione VAF, Stadtgalerie Kiel, Germania (2019); Sovvertimenti, Museo Novecento, Firenze (2019); Nobody’s room. Anzi, parla, Museo del Novecento, Milano (2020); Hall of Shadows, Dior show FW2021, Castello di Versailles, Francia (2021); Reclaiming and Making: Art, Desire, Violence, Museum Of Sex, New York, NY (2022); INTERTWINGLED, La Galleria Nazionale, Roma (2022); Female Feedback Film Festival, Los Angeles / Toronto (2022); Tokyo Film Award (2023); Sexually explicit content, PAC, Milano (2023); Reise nach Italien, Goethe Institut, Roma (2023) e Istituto Italiano di Cultura, Berlino (2024); Giorni felici? Fondazione Merz Palermo (2024); La Passione, Fotogalleriet, Oslo (2024); Annotazioni video, Istituto Italiano di Cultura, Tirana, Albania (2025); Silenzi Eloquenti, Biblioteca Beato Pellegrino, Università di Padova (2025); Identities beyond borders, Istituto Italiano di Cultura, Berlino (2025).

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Giancarlo Garoia
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