L'autogol della Casta e il riscatto delle piazze, intervista ad Antonello De Pierro

Il leader dell'Italia dei Diritti–De Pierro smonta l'attuale legge elettorale, evidenzia le contraddizioni della maggioranza e rilancia la forza della politica di prossimità: "Mentre i partiti si arroccano nei palazzi proteggendosi con l'esenzione dalle firme, noi siamo tra la gente con l'esercito dei nostri consiglieri ombra"
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In un contesto politico segnato da crescenti tensioni sulle regole del gioco elettorale e da un distacco sempre più marcato tra istituzioni e cittadini, il movimento Italia dei Diritti–De Pierro si pone come baluardo della democrazia partecipativa e della legalità territoriale. Sotto la guida del giornalista Antonello De Pierro, la formazione politica ha sviluppato una capillare azione di vigilanza attraverso la figura dei responsabili territoriali e dei "consiglieri ombra", difendendo i diritti dei corpi collettivi e denunciando le opacità amministrative negli enti locali. In questa sferzante intervista, De Pierro analizza i difetti e i rischi di autogol dell'ultima riforma elettorale, smaschera i privilegi della Casta sulla raccolta firme e rivendica un'azione civile radicata nelle piazze e tra la gente, al di là delle scadenze delle urne.

Presidente De Pierro, partiamo dall'ennesima riforma della legge elettorale. Negli ultimi decenni assistiamo a una consuetudine quasi unica in Italia: ogni maggioranza cerca di riscrivere le regole del gioco a ridosso del voto per blindarsi al governo. Qual è il Suo giudizio su questa ennesima operazione?

Siamo di fronte a un'anomalia tutta italiana, una prassi che in qualunque altro paese a democrazia avanzata verrebbe bollata come una deriva autoritaria e sfacciata. Negli altri stati europei le leggi elettorali hanno una stabilità decennale; da noi, invece, ogni maggioranza che vede vacillare il proprio consenso distrae il Parlamento e il Paese dai problemi reali per fabbricarsi una leggina su misura. Ma questa volta, a giudicare dai sondaggi più recenti, siamo davanti a un vero e proprio autogol strategico.

In che senso parla di un autogol per la maggioranza di centrodestra?

Il centrodestra ha concepito questo impianto nella convinzione di assicurarsi un vantaggio competitivo o un solido premio. Tuttavia, le rilevazioni demoscopiche attuali indicano che il centrosinistra e il cosiddetto "campo largo" sono in vantaggio in diversi scenari decisivi. Risultato? Questa legge rischia di trasformarsi nel più clamoroso dei boomerang per chi l'ha votata. Ma al di là di chi ne trarrà un vantaggio tattico, il vero sconfitto è il principio della rappresentanza democratica: si continua a giocare sulla pelle degli elettori invece di affrontare la crisi economica e sociale dei cittadini.

Lei sostiene con forza che una norma del genere non sarebbe mai stata persino concepita se non vi fosse la cosiddetta "blindatura" della raccolta firme per i partiti già presenti in Parlamento. Ce ne spiega la ragione?

È il nodo centrale di tutta la questione. Se la Casta politica non godesse del privilegio ingiustificato dell'esenzione dalle firme per le elezioni politiche, non si sarebbe mai sognata di partorire una legge così palesemente antidemocratica e restrittiva. Sapendo di doversi presentare nelle piazze d'Italia per raccogliere le sottoscrizioni popolari, esattamente come avviene per le elezioni amministrative comunali, dove anche il sindaco uscente deve raccogliere le firme, i partiti parlamentari sarebbero stati costretti a mantenere un minimo di rispetto per l'elettorato. Invece, forti della franchigia automatica che li esenta dalla prova del consenso reale, votano leggi che imbavagliano le forze indipendenti e spingono milioni di italiani verso l'astensionismo.

Molti osservatori vedono in questa stretta legislativa un tentativo mirato di arginare proprio la crescita dell'Italia dei Diritti–De Pierro. È così?

Assolutamente sì. Hanno una grande paura di noi perché sanno che la nostra presenza sulla scheda elettorale rappresenterebbe un'alternativa concreta e incorruttibile. Temono il grande successo del "Metodo De Pierro", un modello operativo etico e legalitario che si sta diffondendo in ogni provincia d'Italia attraverso il lavoro capillare dei responsabili territoriali e dei nostri "consiglieri ombra".

In cosa consiste concretamente il "Metodo De Pierro" e perché fa così paura ai Palazzi?

Consiste nel tenere il fiato sul collo alle amministrazioni comunali poco virtuose, senza guardare mai al colore politico di chi governa. I nostri consiglieri ombra vigilano sugli atti, denunciano le irregolarità, segnalano i disservizi e costringono i sindaci a rispettare le norme e i diritti dei cittadini. Allo stesso tempo, chi amministra in modo virtuoso e trasparente viene lodato pubblicamente, perché noi non facciamo opposizione preconcetta ma tutela della legalità. Questo metodo restituisce ai cittadini il ruolo di protagonisti e sentinelle della propria comunità, anziché ridurli a sudditi o semplice manovalanza elettorale. È questa politica di prossimità reale che toglie il sonno a molti amministratori opachi.

Quale sarà la risposta del movimento di fronte a questa ennesima barriera burocratica e legislativa?

Se il loro obiettivo è escluderci dai palazzi del potere, ce ne faremo una ragione, ma sia chiaro: non ci fermeremo di certo qui. L'Italia dei Diritti–De Pierro non è uno di quei partiti meteora che nascono un mese prima delle elezioni per cacciare una poltrona e spariscono il giorno dopo lo scrutinio. Il nostro è un movimento nato da molti anni, cresciuto lentamente e con basi solide. La nostra attività non è legata alla campagna elettorale, ma è una missione quotidiana e permanente. Se ci ostacolano nei palazzi, noi saremo nelle piazze con la gente. Perché è quella la politica che ci piace: non gli inciuci di corridoio, ma il sostegno concreto a chi è in difficoltà ed è stato abbandonato dalle istituzioni di destra e di sinistra.

In tutta Italia si registrano proteste e manifestazioni di cittadini sfiduciati. Come si colloca il Suo movimento rispetto a questo fermento popolare?

Ogni cittadino che scende in piazza in Italia, tradito dal sistema dei partiti tradizionali, è espressione naturale dell'Italia dei Diritti–De Pierro. Noi ci sporchiamo le scarpe nel fango delle strade mentre loro si arroccano nelle stanze del potere. Continueremo a percorrere l'Italia intera per svegliare le coscienze, denunciare gli abusi e dimostrare che esiste un'alternativa fondata sulla legalità, sull'etica e sulla difesa intransigente dei diritti di ogni singolo cittadino.

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