Trasporti
Voucher e non rimborso per i voli cancellati per coronavirus
MILANO 22 maggio 2020 -
Il 30 aprile 2020 è entrata in vigore la legge che prevede l'obbligo per i passeggeri di accettare un voucher se il volo dall'11 marzo al 30 settembre 2020 è cancellato. Il passeggero non ha quindi nessuna possibilità di scegliere il rimborso in denaro e dovrà accontentarsi di un buono dello stesso importo del biglietto da utilizzare entro 1 anno.
In questo modo, la legge italiana rivoluziona il Regolamento CE 261, considerato il "testo protettivo dei passeggeri aerei" che avevano la possibilità di scegliere tra il rimborso entro 7 giorni e un volo alternativo. Per questo motivo, la nuova legge italiana sta facendo molto discutere in Italia ma anche in Europa.
La Commissione europea ha quindi scritto al governo italiano per chiedere di modificare la legge che non rispetta il Regolamento CE 261, al fine di lasciare al passeggero la scelta di avere il rimborso in denaro, come è sempre accaduto finora.
Abbiamo chiesto all'avvocato Gianluca Piemonte, coordinatore dello staff legale di TuoRisarcimento e tra i massimi esperti in Italia del diritto della navigazione aerea, cosa ne pensa della nuova legge italiana. "Il governo italiano ha chiaramente emanato una legge di assoluto favore nei confronti delle grandi compagnie aeree. In questo modo, il vettore conserva la liquidità e non deve restituire denaro al passeggero. Questa scelta potrebbe anche essere comprensibile sul piano economico, ma bisogna considerare che oltre il 90% dei voli aerei cancellati erano operati da società straniere e non italiane. Ciò significa che alle società estere è stato fatto un prestito con i soldi di passeggeri italiani".
"I voucher", continua l'avvocato Gianluca Piemonte, "non sono una garanzia per il passeggero. Perché il vettore potrebbe fallire come è già fallita l'inglese FlyBe a causa del coronavirus. Inoltre bisogna considerare che non garantisce la stessa tratta per il passeggero. Se io avevo acquistato un volo Catania-Milano a 150 euro, potrei non farmene nulla se quello stesso volo, fra un paio di mesi, costerà 400 euro. Il Regolamento CE, invece, mi garantiva la sostituzione del volo gratis. Manca una regolamentazione del voucher aereo, un blocco dei prezzi. E ancora, bisogna considerare l'aspetto più importante: Potrei avere voucher di compagnie aeree che effettuano tratte che non mi interesseranno più entro un anno. Perché lì non voglio più andare in vacanza o perché lì dovevo andare per lavoro e ormai ho risolto i miei impegni. Si pensi a chi aveva acquistato un volo per andare a New York con American Airlines. Di cosa se ne fa di un voucher di 1500 euro se in Amarica non vuole più andare e le prossime vacanze le vuole fare a Malta o in Sardegna? La American Airlines non copre queste tratte, quindi può benissimo tenere il soldi del passeggero per sempre. Ecco perché si può parlare di prestito a fondo perduto a società straniere con soldi italiani".
TuoRisarcimento
Milano Italia
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