Nursing Up Asti «Serve più sicurezza nell'Ospedale Cardinal Massaia, non bastano le misure attuali»
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«Serve un potenziamento urgente della vigilanza all’interno degli ospedali. La sicurezza del personale sanitario e dei pazienti non può più attendere». È l’appello che arriva dal sindacato degli infermieri Nursing Up, attraverso le parole di Enrico Mirisola, segretario provinciale di Asti, e Claudio Delli Carri, segretario regionale del Piemonte.
A riaccendere i riflettori sulla questione è l’aggressione avvenuta nei giorni scorsi al pronto soccorso dell’Ospedale Cardinal Massaia di Asti, dove un vigilante è stato colpito da un paziente mentre cercava di difendere una collega del triage. Un episodio che, secondo il sindacato, evidenzia come le misure finora adottate non siano sufficienti a garantire un ambiente sicuro.
«Già nel 2023 siamo stati i primi a denunciare la grave carenza di personale di vigilanza – ricorda Mirisola – e la temporanea chiusura del posto di Polizia all’interno dell’ospedale. Una decisione che aveva esposto ulteriormente operatori e utenti a situazioni di rischio. Dopo varie interlocuzioni siamo riusciti a ottenere la riapertura del presidio, ma solo in determinate fasce orarie».
A fargli eco è Claudio Delli Carri, che evidenzia le criticità strutturali della struttura ospedaliera: «Ci troviamo di fronte a un ospedale con molti accessi, molte vie di uscita, e la sola presenza scaglionata delle forze dell’ordine non è più sufficiente. I vigilantes si sono sempre distinti per la loro capacità di sedare i tumulti, ma non possiamo lasciarli soli, senza risorse e senza rinforzi».
Il sindacato chiede un intervento urgente da parte delle istituzioni per rafforzare la presenza delle unità di vigilanza privata e garantire controlli più estesi e costanti all’interno delle strutture sanitarie.
«Chi lavora ogni giorno con impegno e professionalità per prendersi cura degli altri – concludono i segretari – ha il diritto di operare in un ambiente protetto e rispettoso. Gli ospedali devono restare luoghi di cura, non scenari di violenza».
Ufficio Stampa
Debora Pasero
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