Dal dolore alla solidarietà: la "profezia" clinica che si trasforma in un inno alla vita

«Costole e costine» di Michela Minini e Lorena Silvia Sambruna nasce da una caduta con quattro costole fratturate e diventa un dialogo comico-filosofico tra la rigida Costola e la godereccia Costina. Con prefazione di Marco Carena, il libro devolve l'intero ricavato in beneficenza ai bambini in difficoltà.
Comunicato Precedente

next
Comunicato Successivo

next
Preferisci Informazione.News su Google

Prefazione Di Marco Carena:
"Costole e costine" di Michela Minini e Lorena Silvia Sambruna: quando una brutta caduta diventa un’occasione di ironia, amicizia e profonda beneficenza. 8 luglio 2026. Nel silenzio di una sala visite d’urgenza, sotto la luce fredda dei monitor, una dottoressa passa la sonda dell’ecografo sul torace dolente di una paziente.

Cerca lesioni interne, cerca di capire l'entità del danno dopo un rovinoso e casalingo impatto contro una seggiolina di legno massello. Poi, guardando lo schermo, abbozza un sorriso e pronuncia una frase che in quel momento suona solo come un rimedio palliativo: “Vedrai che scriverai un libro e sarà un successo”. Non era soltanto una parola di conforto: era una vera e propria diagnosi letteraria.

Da quella notte di mezza estate, tra il dolore di quattro costole fratturate e la necessità di curarsi con l’ironia, è nato "Costole e costine", l’opera a quattro mani firmata da Michela Minini e Lorena Silvia Sambruna. Il punto di partenza dell'opera è tanto reale quanto surreale: la radiografia di un torace ferito inviata tramite smartphone da Michela all'amica di sempre, Lorena; l dove chiunque avrebbe visto solo un referto ortopedico e settimane di riposo forzato, la complicità tra le due autrici ha saputo scorgere un gioco di parole e un'ispirazione narrativa.

Da un lato c’è la Costola, simbolo di rigidità, di protezione del cuore, ma anche delle fratture invisibili della vita ( le delusioni, gli abbandoni, il carico emotivo da sostenere). Dall’altro c’è la Costina, emblema di convivialità, di carne alla brace, di mani sporche di salsa e di una viscerale, insopprimibile fame di felicità.

Il testo si sviluppa come un brillante dialogo comico-filosofico tra queste due anime., la Costola accusa la Costina di volgarità e materialismo; la Costina risponde ricordando alla compagna d'avorio che, per quanto l'essere umano cerchi la trascendenza, alla fine della giornata “ra il cielo e la brace, l'umanità sceglie sempre di leccarsi le dita”.

A impreziosire il volume vi è la prefazione firmata dal cantautore e cabarettista Marco Carena (già vincitore del Festival di Sanscemo e protagonista a Sanremo '91), il quale si avventura in un'esilarante contro-storia dell'evoluzione: dalla costola di Adamo al "Biocoin" vegetale, fino alla teoria secondo cui i giacimenti ossei della preistoria non fossero altro che le prime filiali bancarie dell'umanità.

Se la struttura del libro vive di battute folgoranti, "comizi dell'ortopedico" e parodie di app d'incontri tra tessuti cartilaginei, il vero cuore dell'opera risiede nelle sue intenzioni umane. Minini e Sambruna, legate da un profondo rapporto di sorellanza, hanno stabilito che l'intero ricavato della vendita del libro sarà devoluto in beneficenza, destinandolo al sostegno concreto dei bambini in difficoltà in tutto il mondo. Il progetto sostiene inoltre realtà attive sul territorio e nel sociale, tra cui l'associazione Pippo Vagabondo, le Principesseincorsia del reparto pediatrico di Savona.

Costole e costine non è soltanto una raccolta di aneddoti comici sulla convalescenza o una satira gastronomica. Tra le sue pagine si rintraccia una delicata riflessione sul tempo e sulla fragilità contemporanea. In una società che vuole "tutto subito" e che alza la fiamma rischiando di bruciare il futuro, le autrici ci ricordano che le cose migliori  così come la guarigione di una ferita o la preparazione di un buon piatto richiedono tempo, cura e una fiamma dolcissima.

La lezione conclusiva del libro è semplice quanto profonda: ci rompiamo, ci ricomponiamo e l'importante è non perdere mai l'appetito per la vita. Le ossa si saldano, le costine si festeggiano a tavola e il dolore, alla fine, si trasforma nel ricordo di essersi rialzati ancora una volta.

Ufficio Stampa

Michela Minini
 Privato (Leggi tutti i comunicati)
Italia

;