“QUELLA SPORCA DOZZINA”: ERIC HERZOG, CMO DI INFINIDAT, ESAMINA I PROBLEMI DELL’INFRASTRUTTURA IT CHE LE AZIENDE MODERNE DEVONO AFFRONTARE QUANDO SI PARLA DI STORAGE E SICUREZZA

Herzog ha stilato una “Dirty Dozen” dei problemi che le aziende dovrebbero risolvere in campo IT.
Comunicato Precedente

next
Comunicato Successivo

next

Nel linguaggio comune, con "sporca dozzina" viene identificato un elenco di alimenti che vengono considerati i più dannosi. Traslandone il significato all’interno del contesto aziendale o di un service provider con questa espressione ci si riferisce a un elenco di problemi che possono compromettere un’infrastruttura IT, "contaminando" le implementazioni di livello enterprise ed esponendole a pericoli e rischi. Sono le sfide, le lacune, le idee sbagliate e i problemi che generalmente preoccupano i CxO, gli amministratori dello storage e i manager IT. Prima di poter risolvere i problemi, però, è necessario individuare chiaramente quali sono. 

Eric Herzog, CMO di Infinidat, ha stilato una “Dirty Dozen” dei problemi che le aziende dovrebbero risolvere in campo IT:

  1. Livello di resilienza informatica insufficiente
  2. Gap tra sicurezza informatica e storage enterprise
  3. Rapida crescita del numero di array di storage
  4. Mancato utilizzo di modelli di consumo flessibili
  5. TCO troppo elevato
  6. Tempi di recovery troppo lunghi dopo un attacco informatico
  7. Prestazioni troppo lente per applicazioni e workload
  8. Architetture ormai obsolete
  9. Soluzioni di storage poco green
  10. Scarsa conoscenza dei vantaggi del cloud ibrido
  11. Mancanza di automazione autonoma
  12. Supporto IT del provider di storage inadeguato

Le problematiche sopra elencate rappresentano il reale scenario delle sfide che le aziende e i service provider sono chiamati ad affrontare, indipendentemente dal fatto che la C-suite ne sia già consapevole o meno. Ognuno di questi fattori può alterare un'operazione IT, che altrimenti verrebbe eseguita ad alte prestazioni. Spesso, però, subentrano altri problemi, distogliendo l’attenzione da tali questioni che invece dovrebbero essere sempre tenute sotto controllo. Per questo motivo è necessario attuare strategie mirate per risolvere ognuna delle criticità contenute nella “Dirty Dozen”.

Livello di resilienza informatica insufficiente

La resilienza informatica è oggi uno degli elementi più importanti della strategia IT di un'azienda, ma troppe aziende la tengono scarsamente in considerazione e, di conseguenza, non sono sufficientemente protette dagli attacchi informatici, in particolare da ransomware e malware. Una soluzione cyber resiliente dovrebbe, infatti, includere: snapshot immutabili, air gapping, reti separate/isolate e un rispristino quasi istantaneo dei dati (intesi in termini di minuti, non ore o giorni). Per essere considerata efficace deve essere in grado di fornire disponibilità garantita e un ripristino dei dati su larga scala per la continuità aziendale. Infinidat offre una resilienza informatica tra le più elevate del settore con il software InfiniSafe® presente su entrambe le piattaforme InfiniBox® e InfiniGuard® per lo storage primario e secondario. Ciò include anche la garanzia InfiniSafe Cyber Storage recentemente annunciata.

Gap tra sicurezza informatica e storage enterprise

Oggi, i manager IT e i CISO devono considerare lo storage come parte integrante della strategia di sicurezza informatica. È necessario, quindi, adottare un approccio end-to-end per stare al passo con le minacce alla sicurezza informatica. Ciò comporta una valutazione approfondita della relazione tra sicurezza informatica, archiviazione e cyber resilience: sia lo storage primario che quello secondario, infatti, devono essere protetti adeguatamente. Secondo i security analyst, attualmente la media dei giorni necessari per identificare e contenere una violazione dei dati è di 287. La posta in gioco, quindi, per le aziende che devono districarsi tra minacce sempre più sofisticate continua a salire. Infinidat ha modellato le sue piattaforme di archiviazione affinché siano integrate senza soluzione di continuità e in modo intelligente all’interno delle strategie di cyber security e nei framework completi. Lo storage, in questo modo, non è più separato dalla sicurezza.

Rapida crescita del numero di array di storage

In termini IT, un’azienda sa di aver subito una proliferazione dello storage quando inizia a disporre di troppi array. A causa dell’esplosione di dati avvenuta negli ultimi anni, e la conseguente necessità di aumento della capacità di archiviazione, le imprese si sono trovate ad accumulare 10, 12, 15, 20, 40 o più array di archiviazione. Tuttavia, un elevato numero di unità di storage provoca inevitabilmente inefficienza, costi eccessivi, complessità nei data center, cattiva gestione dello storage, impatto ambientale negativo e sprechi. Il consolidamento dello storage è, quindi, l’unica strategia possibile per affrontare questo problema. Infinidat sta aprendo la strada al consolidamento dello storage, senza intaccare la continuità delle operazioni: ad esempio possiamo portare tutti i dati contenuti in 40 array di storage di un’azienda in poche soluzioni InfiniBox® per una gestione più semplice, risparmi sui costi, maggiore efficienza e sostenibilità, perfettamente in linea con gli obiettivi di un’infrastruttura IT più green.

Mancato utilizzo di modelli di consumo flessibili

Le aziende sono spesso abituate a consumare capacità di storage in diverse modalità, sia essa su cloud privato o pubblico, tramite un acquisto in conto capitale o una spesa operativa. Questi modelli, però, si basano su una scelta esclusiva piuttosto restrittiva. Oggi, sono disponibili nuovi modelli di consumo flessibili per offrire ai clienti più opzioni: le aziende, infatti, possono ora utilizzare un mix di CAPEX e OPEX, traendo i vantaggi finanziari legati all’utilizzo della sola capacità di storage necessaria. Inoltre, è possibile ottenere features e funzionalità di storage di fascia alta con un pagamento a consumo simile a quello proposto dal cloud. Infinidat offre diversi modelli di consumo flessibili, inclusi Elastic Pricing e FLX. Il modello Elastic Pricing è un mix di CAPEX e spese operative di tipo cloud. L'utente acquista una percentuale di spazio di archiviazione in anticipo e poi si espande di mese in mese, secondo le proprie necessità. Il modello FLX, invece, è basato su OPEX con un pagamento in base al consumo simile al cloud, indipendentemente dal fatto che la capacità di archiviazione sia aumentata o ridotta. Infinidat dispone, ovviamente anche di modelli di acquisto tradizionali.

TCO troppo elevato

I costi IT sono in aumento e gli IT manager sono alla continua ricerca di soluzioni per contenere le spese. Lo storage è una di quelle aree che vengono prese in considerazione per puntare a un risparmio sui costi, senza sacrificare disponibilità, affidabilità e prestazioni. L'adozione di un approccio più strategico permette di fare la differenza in termini di profitti. Le aziende possono passare a piattaforme di storage automatizzate e autonome per lo storage primario e secondario, nonché consolidare molti array di storage in poche piattaforme Infinidat. Il passaggio allo storage-as-a-service è anche un'opportunità per ridurre i costi, aumentando al contempo la capacità. Infinidat collabora con aziende e service provider per sviluppare e implementare strategie per ridurre il costo di proprietà (TCO), CAPEX e OPEX in tutto l’ambiente storage.

Tempi di recovery troppo lunghi dopo un attacco informatico

Negli ultimi anni abbiamo assistito a numerosissimi attacchi ransomware: i dati sono stati corrotti per poi chiedere un riscatto. Il loro recupero, nella maggior parte dei casi, è stato troppo lento, ma questa era la normalità. Tuttavia, ora è possibile effettuare un ripristino quasi istantaneo da un attacco informatico. I dati su InfiniBox® e InfiniBox™ SSA II di Infinidat, infatti, possono essere recuperati in meno di un minuto, grazie a snapshot immutabili, garantendo così un ripristino affidabile e accurato dei propri dati. La soluzione InfiniGuard® di Infinidat offre, inoltre, un ripristino quasi istantaneo, ridefinendo la moderna protezione dei dati per il mercato enterprise.

Prestazioni troppo lente per applicazioni e workload

I leader IT si trovano spesso a dover gestire le lamentele di dirigenti e dipendenti dovute all’eccessiva lentezza di diverse applicazioni. Il ritmo vertiginoso del business odierno, infatti, ha portato a galla tutta una serie di problematiche legate alle prestazioni dell'infrastruttura dei dati. Non solo i server sono importanti per le prestazioni delle applicazioni nel mondo reale, ma lo storage è in questo senso fondamentale. Per carichi di lavoro a blocchi con un elevato livello di transazioni, è indispensabile concentrarsi sulla latenza delle applicazioni, che rappresenta il fattore determinante per le prestazioni transazionali nel mondo reale. Il nuovo InfiniBox™ SSA II offre una latenza di 35 microsecondi, la più bassa rispetto a qualsiasi altra piattaforma di storage enterprise nel settore.

Architetture ormai obsolete

Se un’azienda fa affidamento su una soluzione di storage a doppia ridondanza, significa che utilizza un’architettura obsoleta e non è in grado di offrire il livello di affidabilità richiesto nel mondo digitalizzato di oggi. La best practice per lo storage è già passata all'architettura a tripla ridondanza, anche se gli operatori storici del settore sono ancora riluttanti ad ammetterlo perché vogliono mantenere le loro architetture dual-mode. Se si desiderano affidabilità e durata elevate, però, la tripla ridondanza è la strada da percorrere. Infinidat utilizza un'architettura a tripla ridondanza e questo le ha permesso di ottenere un vantaggio rispetto agli operatori tradizionali che spingono le architetture a doppia ridondanza. Infinidat punta su questa tecnologia, fornendo una garanzia di disponibilità del 100% per le soluzioni InfiniBox®.

Soluzioni di storage poco green

Troppi storage array significano più oggetti fisici da riciclare. Questa inefficienza è l'opposto di un approccio green che mira a ridurre gli sprechi, riciclare in modo più efficiente e ridurre l'impatto sull'ambiente. Troppi storage array consumano anche più energia, più spazio e hanno costi più elevati. Il consolidamento dello storage, invece, è perfettamente in linea con l’orientamento odierno più attento all'ecologia: meno energia, meno spazio, meno sprechi, meno dispositivi da riciclare, riducendo al contempo i costi. Infinidat sta aiutando le imprese a portare avanti iniziative di sostenibilità, accelerando la capacità di diventare più green in campo storage.

Poca conoscenza dei vantaggi del cloud ibrido

Molti leader IT credono che la propria azienda debba passare completamente al "cloud pubblico", evitando spazi di archiviazione su cloud privato. Questo perché pensano che il cloud privato sia ormai superato, il che non è assolutamente vero. I CIO lungimiranti e i decision maker dell’IT si stanno pian piano rendendo conto del valore del cloud ibrido, che deriva dalla combinazione di cloud pubblico e privato. Il cloud privato, negli anni, si è molto evoluto arrivando a vantare caratteristiche molto simili a quelle del cloud pubblico, in particolare in termini di distribuzione, gestione e consumo. La combinazione di ambienti cloud pubblici e privati offre ad un'azienda maggiore controllo, maggiore flessibilità, maggiore sicurezza e maggiore economicità. Infinidat offre soluzioni on prem con gli stessi vantaggi del cloud privato, ma con un’esperienza simile al cloud pubblico, consentendo così ai propri clienti di mantenere il controllo, ridurre i costi, aumentare la sicurezza informatica e avere una rampa di accesso al cloud pubblico, secondo necessità, in relazione alle applicazioni e ai carichi di lavoro. Al Flash Memory Summit 2022, InfiniBox™ SSA II è stata riconosciuta come "Implementazione Hyperscaler più innovativa", dimostrando di poter soddisfare i requisiti più severi di clienti quali hyperscaler, Cloud Service Provider (CSP), Managed Service Provider (MSP) e Managed Hosting Provider (MHP).

Mancanza di automazione autonoma

Senza automazione autonoma, lo storage e l'infrastruttura aziendale in generale sono più complessi e più costosi. L'automazione da sola non basta più. L'integrazione dell'aspetto autonomo porta l'automazione a un livello superiore, aprendo la strada alla semplificazione dei data center e all'AIOps. In questo modo è possibile semplificare la complessità con un approccio "set-it-and-forget-it” e l'archiviazione diventa essenzialmente autoapprendimento. Infinidat è tra i primi provider di storage ad aprire nuovi orizzonti grazie all'automazione autonoma e alla propria Neural cache ad autoapprendimento, che utilizza il posizionamento intelligente dei dati in un design di storage a più livelli per ottimizzare lo storage, per eliminare la necessità di ottimizzare le prestazioni e per ridurre la manodopera operativa, il tutto a costi davvero contenuti.

Supporto IT del provider di storage insoddisfacente

La maggior parte dei fornitori di storage non è in grado di fornire un servizio con “i guanti bianchi”, non valorizzano abbastanza i loro clienti assegnando un consulente tecnico dedicato fin dall'inizio del rapporto senza costi aggiuntivi. Questo fa sì che possano offrire solamente un'assistenza clienti di prima linea, ma che non ha la stessa conoscenza ed esperienza di un’assistenza Level 3 (L3). Le aziende e i service provider dovrebbero sempre affidarsi a un servizio “in guanti bianchi” perché, quando è necessario un supporto pratico, è fondamentale che il fornitore sia pronto a intervenire. Ancora meglio, con un servizio di questo tipo, il fornitore garantisce un approccio proattivo, risolvendo il problema prima ancora che il cliente se ne accorga. Per questo motivo, ad ogni acquisto di una soluzione di storage enterprise di Infinidat, viene assegnato un consulente tecnico (TA) che offre una supervisione completa per garantire il successo del cliente, senza costi aggiuntivi. L’assistenza tecnica L3 di Infinidat è il più alto livello di supporto offerto nel settore.

;