Oltre la soglia dell’enigma

Con «Il lupo bianco» (CTL Livorno) Sonia Zucchi riporta i lettori ad Arthesia: tra misteriose tele, la scomparsa dell'archeologo Kevin e medaglie dai poteri nascosti, ragazzi e adulti uniscono le forze mentre un leggendario lupo bianco si aggira in città. Un'avventura sull'amicizia e sul coraggio.
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Esistono scenari narrativi nei quali ci si riaffaccia costantemente con il desiderio di riassaporare quell'atmosfera sospesa tra l'inaudito e il consueto, per  i lettori di Sonia Zucchi, tale scenario coincide con Arthesia, che s'erge a un palcoscenico di un sodalizio di giovani protagonisti affratellati da un vincolo indissolubile; con il “lupo bianco”, pubblicato con la casa editrice  della CTL (Livorno), la scrittrice torna a varcare i confini del fantastico e della narrativa giovanile, offrendo una trama in cui la memoria, la ricerca e lo spirito di mutua salvaguardia si fondono in una cadenza incalzante.

La vicenda riprende la trama degli affetti precedentemente intessuti, rinvigoriti da alcune presenze, il giovane giunto da un recondito universo e oramai integrato nella cerchia. Tuttavia, la quiete ha breve durata quando lo sguardo dei ragazzi si dimostrano a scorgere ciò che alla vista comune sfugge, quel rinvenimento fortuito di alcune stravaganti tele a ridosso di un muretto costituisce il primo frammento di un mosaico ben più vasto e inquietante.

Contemporaneamente, l'ambito del reperimento e dell'indagine storica si riconferma il nucleo propulsore dell'enigma. Jenni, la madre archeologa, si trova assorbita in una campagna di scavo di notevole complessità quando la repentina e inesplicabile sparizione del collega Kevin altera l'equilibrio dell'impresa scientifica. È in questa congiuntura che la struttura del racconto compie un salto qualitativo, il dominio degli adulti e quello dei giovani non procedono su traiettorie divergenti, bensì cospirano armoniosamente.

Attraverso la guida genitoriale e l'arguto magistero di Joseph, la dimensione prodigiosa si palesa mediante il potenziale recondito di talune medaglie e dei virtuosifici doni in esse racchiusi. A coronamento della vicenda si proietta l'ombra suggestiva e solitaria di una creatura leggendaria, un lupo dal manto niveo che perlustra i dintorni del centro urbano.

Sonia Zucchi con il suo libro, ribadisce la propria maestria nell'intessere trame in cui il coefficiente avventuroso non adombra mai i princìpi etici fondanti. L'appurato disvelamento della verità assurge a pretesto per vagliare la propria tempra, mentre l'arcano archeologico rammenta ai lettori che le stratificazioni del suolo custodiscono prodigi idonei a rischiarare la contemporaneità. Un'opera avvincente, che esorta a valicare le mere apparenze e a confidare nella tenacia inesausta della fratellanza.

Ufficio Stampa

Michela Minini
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