Giuseppe Alviti censurato per la nona volta: LIBERI, FINCHÉ FACEBOOK VUOLE
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Nove profili disinstallati da Facebook nel giro di tre mesi ecco la censura del colosso americano.
Stamattina l'ennesima disattivazione.

Molto strano quello che sta capitando sul social blu che mette insieme mondo e persone grazie a un click. A subirne le spese in questo caso non è l’ex Presidente degli Stati Uniti d’America Trump - questo già dovrebbe far ragionare tutti - ma è Il Presidente Nazionale delle Guardie particolari giurate Giuseppe Alviti noto sindacalista e politico napoletano, già medaglia d’argento a valor civili e Premio Paolo Borsellino per la lotta contro le mafie, il quale dopo ben otto profili social disattivati senza nessun giustificato motivo - se non quello dell’aver non rispettato i famosi standard della comunità - oggi giustamente grida «al complotto» e parla di «inaccettabile bavaglio alla libertà di espressione».
Alviti, come già scritto non è un uomo qualsiasi si ma è anche un noto sindacalista, politico e uomo noto della societa civile napoletana, uomo attento delle istituzioni che offeso per quanto sta accadendo e per rimarcare questa forzata censura da parte del big-social Facebook, ha dato mandato pieno al proprio legale per procedere contro di esso e arrivare, non solo a ottenere i danni, ma a scoprire per quali motivi i suoi profili vengono disattivati di continuo.
L’avvocato Angelo Della Pietra che segue e difende Alviti ammette: «C’e’ pericolo per la liberta’ di parola. Ciò che e’ accaduto a Giuseppe Alviti, sindacalista napoletano e divulgatore sociale premiato anche con medaglia d’ argento al valore civile e il Premio Paolo Borsellino per la lotta contro le mafie, il cui account Facebook per la 9 volta è stato disattivato per la pubblicazione di post sgraditi alla società di Zuckenberg credo sia grave e pericoloso. La libertà di un cittadino e’ anche e soprattutto libertà di parola e di espressione. Esistono tanti modi per tutelare le proprie ragioni. Costringere al silenzio e’ illiberale ed inquietante». Nel frattempo ad Alviti sono giunti messaggi di solidarietà e vicinanza dal mondo politico, della società civile ed ecclesiale.
Noi a questo punto, ci dovremmo chiedere se la libertà di espressione sancita anche dalla nostra Costituzione ha senso di esistere visto e considerato che aziende private con un ruolo sociale fanno il buono e cattivo tempo in base alle loro sensibilità. Dovremmo anche chiederci se la politica soprattutto quella istituzionale e parlamentare pensa prima o poi di intervenire per colmare questo vuoto condannando questa censura continua che ci arriva sul groppone.
Il Sindacalista non esclude una forma di protesta di massa proprio alla sede Italiana e Americana del Colosso poiché è davvero inammissibile e vergognosa questa "dittatura".
Ufficio Stampa
Ivana Boscaino
No violence (Leggi tutti i comunicati)
Napoli
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