L'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Kirill Petrenko direttore a Bologna Festival 2025, 44esima Stagione

Leoš Janáček, Danze di Lachi. Béla Bartók, Il mandarino meraviglioso op.19 suite da concerto Sz73. Ludwig van Beethoven, Sinfonia n.2 in re maggiore op.36. Teatro Auditorium Manzoni, Venerdì 17 ottobre 2025 ore 20.30
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Torna in Italia per sole due date, a Torino e a Bologna Festival, Kirill Petrenko, vera star internazionale del podio, e con lui l’orchestra italiana che più ama e frequenta da oltre vent’anni, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, con cui iniziò il suo trionfale percorso nel 2001 ancora giovane e poco conosciuto e con la quale tradizionalmente sperimenta nuovi repertori in vista degli appuntamenti alla Philharmonie coi Berliner. Quest’anno le novità sono infatti le Danze Lachiane di Janáček e Il mandarino meraviglioso di Béla Bartók.

Per l’ottava tournée con l’orchestra della Rai che lo portò per prima alla ribalta internazionale nel 2001 e con la quale manca dal 2019, la superstar del podio Kirill Petrenko presenterà a Bologna Festival il 17 ottobre, un intrigante impaginato che vede in apertura due novità nel suo repertorio sinfonico coi Berliner: le Lachische Tänze (Danze Lachiane), prima opera matura del compositore ceco Leoš Janáček, quindi la suite da concerto tratta dal balletto Il mandarino meraviglioso di Béla Bartók. Come spesso è accaduto in passato, dopo il lavoro con l’Orchestra della Rai, queste nuove pagine verranno affrontate coi Berliner nella loro sala a fine mese, dunque il concerto bolognese non sarà solo una rara occasione di ascolto di due ben affiatate eccellenze artistiche di calibro mondiale, ma anche un appuntamento nodale per entrare nella fucina creativa con cui un musicista del calibro di Petrenko costruisce la sua interpretazione di nuove pagine sinfoniche.

L’impaginato si chiuderà poi a ritroso nel tempo con la Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36 di Ludwig van Beethoven, opera pervasa di energia e serenità, nonostante le difficoltà personali dell’autore negli anni della composizione, e che segnerà un netto cambio di passo rispetto al titanismo orchestrale e alla forza selvaggia del ‘barbaro’ Bartók in chiusura della prima parte della serata, aperta dalle riletture colte di danze popolari morave di Janáček.

Il prezioso appuntamento chiude la rassegna Grandi Interpreti di Bologna Festival 2025, che quest’anno ha visto la sala dell’Auditorium Manzoni sempre sold out, senza dimenticare la trionfale apertura del 2 maggio al Paladozza con Berliner Philharmoniker e Riccardo Muti, anch’essa sold out e con una generosa ricaduta a favore della cittadinanza grazie al sostegno di Illumia. 

Il Sovrintendente Maddalena Da Lisca commenta: “La sala è sold out da mesi e sento che c’è grande attesa per la prima esibizione di Kirill Petrenko al Bologna Festival. Il nostro pubblico è abituato ad accogliere i più grandi direttori del mondo, ma c’è sempre una particolare emozione quando questi grandi artisti salgono per la prima volta sul nostro podio. Chiudiamo così in bellezza una stagione che ci ha dato enormi soddisfazioni, iniziata sotto l’egida dei Berliner Philharmoniker – proprio l’orchestra di Petrenko – affidata per l’occasione alla bacchetta di Riccardo Muti. Il cerchio si chiude… per aprirne uno nuovo nella prossima stagione.”

SOSTENITORI 

Bologna Festival 2025 è realizzato con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna main partners Alfasigma, Illumia mecenati oro  BCC EmilBanca, G.D a coesia company, Marposs, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna mecenati argento Valsoia, BPER Banca, Assintel, Confindustria Emilia Area Centro, Galotti, Fondazione Banco S. Geminiano e S. Prospero, Confcommercio Ascom Bologna, Maria Luisa Vaccari sponsor Aretè Cocchi Technology, Coop Alleanza 3.0, Gruppo Hera, Lavoropiù, Fabbrica di Birra Ronzani, Unicredit, Stefanelli-Automotive, Pir Group, Soci Mecenati, Benemeriti, Sostenitori e Amici di Bologna Festival partner tecnici Alternative Group, Isolani Meeting media partners RAI Radio3, Giornale della Musica, ERCreativa, Resto del Carlino, Classica SKY canale 136

MAIN PARTNERS 

«Anche per il 2025, Alfasigma rinnova il suo consueto sostegno al Bologna Festival, con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alla bellezza della musica, del teatro e dell’arte. L’azienda promuove non solo la cultura scientifica, che rappresenta il cuore del suo business, ma anche tutte le forme culturali che sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo sostenibile delle comunità in cui è presente.»  Silvana Spinacci, Corporate Image & Social Responsability di Alfasigma

«Quante volte abbiamo pronunciato le parole “più di così è impossibile” sospinti talvolta da un sentimento che pensavamo essere arrivato al suo culmine o di fronte a un’opera del genio umano o a un capolavoro della natura. E quante volte l’esperienza ci ha mostrato che ci ingannavamo perché l’amore e la bellezza, che ne è l’apparire, non hanno limite. Il programma di Bologna Festival 2025 è un esempio di questa meravigliosa dinamica e sostenerlo ancora una volta ci riempie di gratitudine e ammirazione» Francesco Bernardi, Founder di Illumia.

ABBONAMENTI E BIGLIETTI 

Prelazione abbonati dal 01 febbraio al 15 febbraio / Vendita nuovi abbonamenti dal 20 febbraio

Vendita Biglietti per il concerto di inaugurazione del 2 maggio dal 5 marzo. Vendita Biglietti per tutti gli altri concerti e Carnet 3 concerti Grandi Interpreti dal 15 marzo presso la Biglietteria Bologna Welcome e online su www.bolognafestival.it, www.vivaticket.it, www.classictic.com. BIGLIETTERIA BOLOGNA WELCOME, Piazza Maggiore 1/E tel. 051 6583105 Vendita Abbonamenti dal lunedì al giovedì ore 10-13; dal lunedì al sabato ore 15-18 Vendita Biglietti e Carnet dal lunedì al sabato ore 9-18 (a partire dal 5 marzo per il concerto di inaugurazione e dal 15 marzo per gli altri concerti)

IL NUOVO L’ANTICO L’ALTROVE 

Mercoledì 8 ottobre 2025 ore 20.30

Oratorio di San Filippo Neri

mdi ensemble

Daniela Terranova Rainbow dust in the sky 

per trio d’archi

Daniela Terranova A slash of blue, a sweep of gray, some scarlet patches on the way

per quartetto d’archi

prima esecuzione assoluta – commissione di Bologna Festival e Ferrara Musica

Claude Debussy Quartetto per archi in sol minore op.10

in coproduzione con Ferrara Musica

L’Antico e il Nuovo convivono con naturalezza, uno accanto all’altro, nella “casa” del quartetto d’archi. Sotto l’ala di mdi ensemble, le “sedici corde” del quartetto si misurano con un capolavoro del tardo Ottocento come il Quartetto op.10 di Debussy – composto sotto la forte influenza di César Franck e della “forma ciclica” – e con un nuovissimo lavoro di Daniela Terranova, allieva di Azio Corghi e di Beat Furrer. Ad unirli è l’attitudine per una forte gestualità sonora: implicita in Debussy, esplicita, incline alla “creazione di una coreografia del suono”, nello stile della compositrice italiana, di cui si ascolta anche un trio per archi, composto nel 2018 e dedicato all’ensemble.

Mercoledì 15 ottobre 2025 ore 20.30

Oratorio di San Filippo Neri

I Bassifondi Ensemble

Valeria La Grotta soprano Gaia Petrone contralto

Francesca Boncompagni soprano

Simone Vallerotonda liuto, direttore

Scarlatti300

Alessandro Scarlatti Clori, Lidia e Filli

serenata a tre voci coi violini e il liuto

prima esecuzione moderna

Alessandro Scarlatti è scomparso esattamente tre secoli fa e l’anniversario sta portando alla luce alcuni dei suoi capolavori dimenticati. Tra questi figura senz’altro la serenata a tre voci Clori, Lidia e Filli, eseguita probabilmente a Napoli il 2 giugno del 1701 in occasione della festa del Corpus Domini e poi caduta nell’oblio. La sua riscoperta si deve alla curiosità e all’estro di Simone Vallerotonda, uno dei maggiori liutisti italiani, che la presenta in prima esecuzione moderna insieme ai Bassifondi, l’ensemble da lui stesso fondato nel 2017 per riportare alla luce la musica barocca per strumenti a corda e basso continuo. Una scommessa vinta.

In collaborazione con CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica ETS

Con il contributo di Centro Studi sulla Cantata Italiana

          

Giovedì 23 ottobre 2025 ore 20.30

Oratorio di San Filippo Neri

Ensemble Ars Vulgaris

Robindro Nikolich Mukherjee clarinetto 

Il fiato che resta

musiche erranti e voci di esilio

musiche dei territori dell’Europa orientale, dei Balcani e del Mediterraneo orientale

Bologna Festival ospita, in prima assoluta, il nuovo progetto di Ars Vulgaris, l’originalissimo ensemble fondato da Robindro Nikolich Mukherjee, clarinettista spagnolo di origini indiano-iugoslave, che in questa occasione collabora con Pau Valls Vila (violoncello), Robert Santamaria (qanun e saz) e Francesco Savoretti (percussioni etniche). La sua musica è lo specchio fedele delle sue diverse identità e intarsia la musica classica, la musica antica, il jazz e la world music. Spirito errante, approda ora a Il fiato che resta, muovendosi tra mari e catene montuose dove riecheggiano le danze bulgar e kopanitsa, le arie doina, i ritmi dabka, le danze e i ritmi classici delle coste greche come i longa, i sirto e i sammai. 

Giovedì 30 ottobre 2025 ore 20.30

Chiesa di Santa Cristina della Fondazza

Odhecaton

Paolo Da Col direttore

Illumina oculos meos

Quasi una liturgia attorno a Palestrina

Thomas Tallis O nata Lux a 5 voci

Giovanni Pierluigi da Palestrina

Missa Illumina oculos meos a 6 voci 

Kyrie ǀ Gloria ǀ Credo

Arvo Pärt Most Holy Mother of God a 4 voci

Giovanni Pierluigi da Palestrina

Missa Illumina oculos meos 

Sanctus

Wolfgang Rihm Pater Noster a 4 voci 

Igor Stravinskij Pater Noster a 4 voci

Giovanni Pierluigi da Palestrina

Missa Illumina oculos meos

Agnus Dei

Giacinto Scelsi Ave Maria a voce sola

da Three Latin Prayers 

Giovanni Pierluigi da Palestrina

O sacrum convivium a 5 voci

Wolfgang Rihm Tristis est anima mea a 6 voci 

da Sieben Passions-Texte 

Arvo Pärt Da pacem Domine a 4 voci

Giovanni Pierluigi da Palestrina

Vos amici mei estis a 8 voci

Le risonanze della polifonia cinquecentesca sono infinite e giungono, attraverso i secoli, fino al tempo presente. Paolo Da Col e Odhecaton le colgono con la consueta sapienza e propongono un originalissimo progetto che gioca sui riflessi, gli echi e i contrasti tra la liturgia musicale di Palestrina e la musica attuale. Il palinsesto principale del programma è costituito dalla Messa Illumina oculos meos che compare in un codice conservato nella Cappella Apostolica nel quale è presente anche la celeberrima Missa Papae Marcelli. Su questo tronco si innestano le suggestioni che alcuni compositori come Pärt, Rihm, Stravinskij e Scelsi hanno colto nei testi sacri del passato.

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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