Aeroporti, Balotta (Europa Verde): «da Bologna una lezione sui limiti alla crescita per Orio e Malpensa»
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AEROPORTI, BALOTTA (EUROPA VERDE): «DA BOLOGNA UNA LEZIONE SUI LIMITI ALLA CRESCITA PER ORIO E MALPENSA»
Alle prese con i loro maxi-piani di sviluppo aeroportuale i tre scali del nord Italia Malpensa, Orio al Serio e Bologna rispondono diversamente.Malpensa e Orio tirano dritto nonostante l'assenza di dati sugli effettivi danni alla salute provocati ai cittadini e l'opposizione di comitati ambientalisti. Bologna invece ha avuto il coraggio di porre un limite alla crescita ritenendo che un altro aumento dei voli non è compatibile con un territorio già saturo ambientalmente e acusticamente. È stato così fermato il Piano del Marconi, che prevedeva di passare dagli 11 milioni di passeggeri del 2025 a 15 milioni nel 2035.
Una scelta in contrasto con gli interessi dell'azionista di controllo, la Camera di Commercio, che possiede il 44% della società aeroportuale e che aveva in prospettiva nuovi utili. L’interesse economico non ha prevalso sulla tutela del territorio.

Bologna, con 11,1 milioni di passeggeri, ha prodotto 24,6 milioni di euro di utile, SACBO, con quasi 17 milioni, appena 8,6 milioni. È un dato che dovrebbe far riflettere sull'insistenza del comune di Bergamo data la bassa redditività dello scalo a fronte degli alti costi ambientali.
Dal confronto emerge che la crescita non è un valore in sé e che esiste una soglia oltre la quale i costi ambientali, acustici e territoriali superano i modesti benefici economici.Il piano di Malpensa invece che prevede di passare da 31 milioni a 40 milioni di passeggeri minaccia il territorio cancellando decine di ettari dell'ultimo lembo di brughiera a sud delle Alpi e il delicato ecosistema del Parco del Ticino.
Dario Balotta referente trasporti Europa Verde
Ufficio Stampa
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