L’ebola ha lasciato un’eredità pesante in Guinea, precipitando la nazione, oltre che in una profonda crisi politica e sociale, in una gravissima crisi alimentare. L’ONG CISV ed i suoi volontari non hanno mai abbandonato il paese, e continuano a sostenere anche oggi e con maggiore forza i propri progetti di sviluppo in Guinea.
Torino,
(informazione.news - comunicati stampa - non profit)
L’epidemia ha causato mancanza di manodopera nei campi con conseguente scarsità di cibo, che ha portato i mercati locali a un rincaro dei prezzi dei pochissimi alimenti a disposizione, insostenibile per le famiglie più povere. Oggi 1,2 milioni di persone soffrono la fame. La chiusura delle frontiere, la creazione di aree di quarantena, le limitazioni negli spostamenti imposte dalle autorità hanno infatti interrotto il lavoro agricolo durante l’epidemia, distruggendo il tessuto agricolo e commerciale delle comunità locali.
CISV, congiuntamente a cinque cooperative agricole, nei villaggi di Kankan, Kouroussa, Siguiri, Mandiana e Kérouané continua nel proprio lavoro per dare una speranza di qualità di vita migliore a 1900 famiglie di contadini, provando a costruire un futuro dignitoso per la Guinea. Sostenendo il diritto al cibo, attraverso la ripresa delle attività di coltivazione, migliorando la qualità e la quantità delle produzioni di riso e ortaggi.
Tra le varie attività, che vedono CISV occupata nel dare una risposta alle popolazioni a seguito dell’epidemia di ebola, l’ONG torinese è oggi impegnata a:
ristrutturare cinque pozzi, dotandoli sia di pompe manuali sia di motopompe per l’irrigazione
destinare 475 ettari di terreno alle comunità contadine locali, da coltivare con tecniche ecologiche
acquistare attrezzature per la trasformazione del riso e igname e altri strumenti per la cottura a vapore del riso.