Football Americano: il nuovo head coach dei Crusaders Cagliari si presenta

Il newyorchese di origini italiane Joseph Antony Tricario in realtà ha messo piedi in Sardegna il 28 ottobre 2025, per sostituire il suo connazionale Tim Tobin che ha lasciato la franchigia isolana dopo ben quattro anni, un vero record di permanenza tra gli allenatori stranieri accasatisi nel tempo sotto la cupola crociata
Comunicato Precedente

next
Comunicato Successivo

next
Cagliari, (informazione.news - comunicati stampa - sport)

L’attenta ricerca della ricorrenza, per non perdere il filo del discorso e rilanciare con ancora più impeto una mission felicemente attempata. Non passa quinquennio che la dirigenza dei Crusaders Cagliari non si ingegni per consacrare il traguardo raggiunto. Anche nel mese di dicembre 2025 ha fatto il possibile per festeggiare con un tocco di internazionalità l’inizio del trentacinquesimo compleanno con gare amichevoli: purtroppo gli amici di Ajaccio e di Lugano non erano disponibili. Conoscendo il presidente Emanuele Garzia qualcosa accadrà in seguito. Ma già la sera del 24 dicembre l’intera franchigia si è ritrovata in pizzeria per ricordare quei concitati periodi del 1990 quando un manipolo di avventurieri sfidò burocrazie e pessimismi cosmici per dar vita ad un sodalizio più che mai proiettato verso nuove concezioni di Football Americano. Durante il felice convivio pre natalizio, in mezzo a giocatori e tecnici già operava il nuovo head coach. Il newyorchese di origini italiane Joseph Antony Tricario in realtà ha messo piedi in Sardegna il 28 ottobre 2025, per sostituire il suo connazionale Tim Tobin che ha lasciato la franchigia isolana dopo ben quattro anni, un vero record di permanenza tra gli allenatori stranieri accasatisi nel tempo sotto la cupola crociata. Tricario ha un curriculum da brividi, dalle scuole superiori ai professionisti e tutto ciò che sta in mezzo. Figlio d’arte, ha iniziato ad agguantare l’ovale da quando aveva 7 anni, poi ha proseguito al liceo nel Bronx, New York, e poi alla Cortland State University (Divisione 3). Ma tornando ai nostri giorni è importante sottolineare che Tricario conosce il Football europeo come le sue tasche perché ha già allenato in Germania e soprattutto nella Penisola, proprio la scorsa stagione, in forza ai Lazio Marines in 1a divisione (vedere intervista in basso). La conferenza stampa è stata l’occasione per presentarlo agli appassionati locali, quando manca poco più di un mese all’esordio nel Nine Football League (campionato nazionale a nove giocatori organizzato dalla FIDAF) in un girone che comprende tre avversarie romane. Il presidente Garzia ne ha approfittato per fare il punto della situazione, attorniato dai più importanti esponenti della municipalità cagliaritana, grazie alla quale i Crusaders hanno a disposizione un campo tutto loro, il riammodernato “Terramaini” in via Cesare Cabras, inaugurato ufficialmente la scorsa primavera con la gara Italia – Canada ma già utilizzato dai Cru nelle ultime gare della scorsa stagione. Ai presenti è stato donato un ricordino che oltre a richiamare l’anniversario, è arricchito da un 48 e un 44, numeri delle maglie appartenute a Michele De Virgiilis e Massimiliano Antonino indimenticati giocatori prematuramente scomparsi.

LA CONFERENZA STAMPA Nell'Aula consiliare del Palazzo Civico di via Roma fanno gli onori di casa il presidente del Consiglio comunale, Marco Benucci e il presidente della Commissione consiliare Sport, tempo libero e impiantistica sportiva, Michele Boero.

“Ora la squadra – sottolinea Benucci – ha un campo degno dove poter giocare. E questo permetterà ai Crusaders, sotto la guida della società e della Federazione alle quali è stato affidato, di avere un valore aggiunto per tutta la stagione”. Michele Boero ha bene in mente le vicissitudini patite del club autoctono “Parliamo di una società longeva che ha visto avvicendarsi tante generazioni di dirigenti, atleti, famiglie. Hanno meritato la nostra attenzione. Infatti la Commissione Sport ha voluto sostenere fortemente l'apertura del campo e siamo stati sempre vicini alla società. Cagliari vuole rendersi sempre più attrattiva e lo sport è un canale importante; rappresenta un elemento prezioso il fatto che i Crusaders abbiano puntato su un coach che arriva da New York, la connotazione internazionale di questa realtà dà un ulteriore valore aggiunto. E sono convinto che il connubio tra amministrazione e società sportive sia un ottimo mezzo per arrivare ad alti livelli perché questi ragazzi sapranno rappresentare in maniera degna e forte la nostra città”. Il presidente del CONI Sardegna Bruno Perra elogia in primis il ruolo primario del Comune di Cagliari: “Senza il suo fondamentale apporto - rammenta - i Crusaders probabilmente non avrebbero ancora un campo. E non è una questione banale perché in Sardegna le società già devono spendere parecchio per gli ingaggi, figuriamoci se non dispongono di una base logistica stabile. Quindi sono da apprezzare gli sforzi reiterati del presidente Garzia e dei suoi dirigenti per essere riusciti a conquistare l’ambito campo dopo tantissime stagioni caratterizzate da continui spostamenti. Per il CONI avere una squadra che rappresenti questo sport è motivo d’orgoglio e faccio i complimenti alla società e ai giocatori per la caparbietà mostrata nel superare tanti ostacoli, cosa non scontata”. Garzia (vedere intervista in basso) ha ringraziato il Comune per la disponibilità del campo, la Regione Sardegna che dà una grande mano per gli spostamenti, il CONI al quale è affiliata la Federazione Italiana di American Football (FIDAF) e i tanti sponsor che stanno accanto in questa nuova avventura agonistica.

ROSA FOLTISSIMA Il colpo d’occhio è bellissimo. Vedere fino a 45 giocatori che si dimenano nel nuovo gioiellino architettonico non ha eguali. Tra loro diversi neofiti, ma soprattutto esperti interpreti della disciplina che negli anni hanno affinato muscolature e tecniche di base. Ma la novità più grossa che contraddistingue l’annata 2026 è data dall’arrivo del quarterback Lorenzo Piva, che lo scorso anno, ha accompagnato al successo tricolore i Cavaliers Castelfranco, squadra davvero imbattibile che al Nine Bowl sconfisse 43 a 0 i Navy Seals Bari Ex. Un colpo di fortuna per i Cru perché il blasonato regista è stato attirato nell’isola da ragioni sentimentali. Dopo un’esperienza dimenticabile in Germania torna in sede anche il favoloso Michele Meloni, ma i tifosi non lo vedranno più disegnare pittoresche parabole con le sue braccia fatate. D’ora in poi si dimenerà in difesa e le curiosità di tutti, ovviamente accrescono. Tra i suoi compagni di reparto si ritroverà anche Bobo Agnesa, altro profilo che amava infilarsi dappertutto alla ricerca del touchdown più spettacolare. Quanto a Federico Dessì che tante magie ha regalato come qb lo scorso anno, tornerà al suo vecchio ruolo offensivo dove si assocerà ai suoi pari ruolo Mike Scano, Francesco Loche, Riccardo Pili. Per sopraggiunti limiti d’età è costretto a svestire la maglia crociata il lottatore Francesco Giuliano, giocatore di inquantificabile esperienza che lascerà un vuoto non facilmente colmabile. Anche all’interno del coaching staff si registra la clamorosa assenza dell’offensive coordinator Aldo Palmas che ha deciso di prendersi qualche mese di pausa. Intatto il resto del corpo allenatori con Nanni Polese, Antonio Incolli, Matia Pisu, Efisio Melis, Walter Serra, e la new entry Riccardo Pili che si alternerà tra campo e sideline.

NUOVI SPONSOR-Far parte di una famiglia sportiva così numerosa offre tante opportunità, le conoscenze si ramificano, anche quelle “affaristiche”. E negli ultimi tempi il marchio Crusaders è piaciuto a diverse aziende di spessore che hanno voluto dare il loro apporto in propensione crescita. E così il nome più grande che apparirà sulle spalle dei crociati sarà quello della CRAI, il consorzio di dettaglianti alimentari italiani con una struttura di proprietà articolata, guidata da soci chiave come il Gruppo Ibba. E infatti Emanuele Garzia ha stretto un’intesa particolare con Giangiacomo Ibba affinché il rapporto possa diventare pluriennale. Un altro importante contributo esterno arriverà da Diva Salotti, da oltre vent’anni una robusta realtà che si è fatta largo nel settore dell’arredamento. E poi si sono aggiunte l’impresa di onoranze funebri cagliaritana Lenori, il Ristorante Sa Baracca di Quartu S. Elena e la Steva srl, azienda impegnata nel settore nel settore impiantistico e delle costruzioni. Visti i grossi oneri che l’attività agonistica comporta, non si escludono altri futuri inserimenti.

RECLUTAMENTO, SCUOLA E I CAMPIONATI GIOVANILI DI FLAG

Grazie agli Open Day si semina e si raccoglie. La campagna di reclutamento autunnale ha favorito l’innesto di nuovi cinque prospetti. Si pensa di organizzarne altri in primavera coinvolgendo le scuole della provincia di Cagliari. Ma si continua a fare attività di proselitismo anche negli istituti comprensivi. Il progetto di Sport e Salute denominato Scuola Attiva Junior coinvolgerà i Crusaders nuovamente all’ Eleonora d’Arborea di Decimomannu.

E il primo passo verso la conoscenza della disciplina è rappresentato dal Flag Football. Già negli anni precedenti la società campidanese aveva partecipato ai tornei nazionali. Ora lo fa con più convinzione dopo la bella esperienza vissuta nel corso del Trofeo CONI 2025 a Lignano Sabbiadoro. Sono state infatti formalizzate pochi giorni fa le iscrizioni ai campionati under 13 e under 15, entrambe allenate dalla vecchia gloria Sergio Andrea Meloni. Il presidente Emanuele Garzia ha inoltre segnalato tre atleti che parteciperanno ad un raduno nazionale organizzato in vista dei prossimi Campionati Europei. Si tratta di Diego Fadda, Matteo Melis Meloni e Francesco Serra.

A TU PER TU CON JOSEPH ANTONY TRICARIO

In campo si fa chiamare semplicemente Trick, ed ha già conquistato atleti e ambiente societario. Conosciamo un po’ di più il nuovo head coach dei Crusaders.

Trick, come nasce la passione per il football americano?  Sono cresciuto guardando mio padre. Era la sua vocazione: allenava squadre di football al liceo e all'università. Quando ero giovane, lui era allenatore di grande successo in una scuola superiore del South Bronx, a New York, e io ho avuto la grande fortuna di stare con lui e osservarlo mentre interagiva con giocatori, allenatori e dirigenti.

Un’ottima cosa Si, perché queste persone sono diventate dei modelli per me. E in seguito mi sono considerato molto fortunato perché ho capito fin da piccolo cosa volevo fare. Non era tanto una questione di vincere o perdere, quanto piuttosto quantificare il valore delle persone incontrate e capire cosa rappresentasse mio padre per loro. Ho capito poi il perché: era il football che faceva da collante.

Si è appassionato ad altri sport nella sua vita?  Assolutamente sì. Crescendo giocavamo sempre agli sport (principali) di stagione: football, basket e baseball. Il football e il baseball hanno avuto la meglio su di me, e mi piaceva molto anche l'hockey, ma non riuscivo a diventare abbastanza bravo come pattinatore. Inoltre sono sempre stato un grande fan della boxe e continuo ad allenarmi.

Cosa le piace di più del football americano?  Il cameratismo che si crea, le lezioni che insegna e il modo in cui queste ti accompagnano per tutta la vita.

Quali sono le proprietà necessarie per essere un buon allenatore?  Secondo me la capacità di instaurare rapporti e fiducia con persone di ogni estrazione sociale. Bisogna essere organizzati e anche bravi ad apprendere e diventare esperti in materia con determinate conoscenze da trasmettere ai propri giocatori in modo che possano comprenderle (non tutti imparano allo stesso modo).

Parliamo delle grandi soddisfazioni che ha avuto come allenatore finora?  Questa professione mi ha dato incredibili opportunità. Direi il mantenere rapporti con allenatori e giocatori nel corso della mia carriera. Il vedere gli atleti incontrarsi e poi scoprire che possono superare il loro potenziale. E poi, naturalmente, vincere!

Un parere sul football europeo?   Lo adoro. È davvero il nostro gioco nella sua forma più pura. I giocatori e gli allenatori dilettanti sono coinvolti perché lo vogliono, non perché ci sia una paga per loro.

Può dirci come è stato contattato dal club Crusaders? Grazie ad un ex Cru e buon amico, Michele Gasparini che ha allenato con me a Roma. È lui ad aver fatto il mio nome alla dirigenza.

Sta a Cagliari da diversi mesi ormai. Impressioni ambientali? È una città vivace, energica e accogliente, diversificata non solo nella popolazione ma anche nella posizione geografica. Insomma, ottima atmosfera!

Pensa che la rosa dei Crusaders abbia un buon potenziale?  Sì, sicuramente!

Si trova bene con lo staff tecnico?   Sì, questi allenatori sono fantastici. Hanno accolto più che calorosamente uno straniero nel loro gruppo. E oltre ai loro normali impegni di lavoro, dedicano tempo alle loro famiglie. Si dedicano alla causa non solo come allenatori, ma anche come grandi mentori per i giocatori passati e presenti.

E con quello dirigenziale? Il presidente Garzia, il vice Giuseppe Marongiu e tutte le persone che ho incontrato sono stati estremamente gentili, disponibili e di grande aiuto.

Campo di Terramaini? Le piace?   Sì, è forse la migliore superficie di gioco di tutta Italia. L'intera struttura ha un grande potenziale.

Conosce il campionato italiano CIF 9?  Sì, lo conosco. È un campionato competitivo con alcune squadre molto valide.

Dei prossimi avversari dei Crusaders mi sa dire qualcosa? So molto poco al momento.

Aspettative e speranze per questa permanenza in Sardegna? Spero di poter aiutare il club e i suoi giocatori ad avere un'esperienza gratificante come quella che sto vivendo io qui.

Le piace la città di Cagliari? Sì, molto. Negli anni passati ho avuto l'opportunità di vedere anche Olbia, Alghero e Carloforte.

E la cucina sarda? Sì. Adoro il cibo qui.

Qualche parola per i tifosi? Giocheremo al massimo e speriamo di regalare loro una squadra di cui essere orgogliosi. 

Per maggiori informazioni

Ufficio Stampa

GIAMPAOLO PUGGIONI
Italia
stampa@crusaders-cagliari.it

;