La Principessa di Lampedusa, con Sonia Bergamasco, all'Arena del Sole di Bologna / ERT
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La Principessa di Lampedusa, con Sonia Bergamasco all'Arena del Sole di Bologna per ERT/ Emilia Romagna Teatro.
In una Palermo devastata dai bombardamenti alleati del ’43, la memoria della Principessa Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, madre di Tomasi di Lampedusa, coltissima, straordinaria pianista, bella e capace di usare perfettamente tre lingue straniere.
Eccola, ora, al centro del mondo che ha ispirato Il Gattopardo: coltissima, straordinaria pianista, bella e capace di usare perfettamente tre lingue straniere.
Lei ora, nonostante la sua morte, scopre la sua coscienza intatta. E si ritrova a dialogare con i fantasmi della sua vita, amori, fallimenti, desideri, che tornano a lei con incarnazioni sensualissime, comiche; mille trame di vite corporee dense di eros e di segreti. Beatrice sogna, danza con le parole e infine invita alla bellezza, alla libertà, alla vita, con un ultimo ballo sotto le bombe.
Il testo di Ruggero Cappuccio esplora l’identità femminile, la solitudine e la forza dei legami, in un concerto di emozioni in un monologo onirico interpretato e diretto dall’attrice e musicista Sonia Bergamasco.
"L’occasione di orchestrare una partitura per fantasmi attraverso un corpo solo e una sola voce, me la offre Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò: donna forte, indipendente, principessa in una famiglia complessa, ferita e geniale. Beatrice viene chiamata a parlare in prima persona da Ruggero Cappuccio, con cui ho collaborato pochi anni fa per dare corpo ad un’altra figura di donna indimenticabile, la Cassandra del mito. Ruggero Cappuccio – che a Beatrice ha già dedicato il libro La principessa di Lampedusa – mi consegna ora la trama di un sogno, da mettere in scena come interprete e come regista. Una trama musicale, in cui la voce della protagonista, e le tante voci di chi lei ha amato, detestato, compreso e rifiutato si intrecciano e si inseguono, prendono corpo e spazio. Un teatro delle emozioni e del pensiero. La solitudine essenziale di una donna che, in un presente senza tempo, prende finalmente il suo tempo per raccontarsi e raccontare la storia.
Ho immaginato una scena luminosa e raccolta, in cui le tracce di una vita, le parole non dette, il desiderio di sentirsi ancora parte, e la certezza di esserne ormai definitivamente fuori, sono al centro del gioco.
Un’occasione per me imperdibile di mettere alla prova ancora una volta la forma monologo e per verificare quanto spazio ci sia per dare ospitalità sulla scena a presenze e visioni, forte di una lingua e di una storia che parla al presente".
Sonia Bergamasco
"Dopo la morte, agli esseri umani vengono sottratte tutte le facoltà, tranne una: la possibilità di sognare. È Beatrice di Lampedusa a scoprirlo. La principessa, bella, coltissima, straordinaria pianista, disinvolta nell’uso di tre lingue straniere, si trova di fronte a un’abbagliante rivelazione: il suo trapasso è avvenuto, ma la coscienza è intatta. La sua vita terrena la assedia come un impetuoso flusso onirico. Suo figlio Giuseppe, autore del Gattopardo, le sue sorelle, suo marito, le cameriere, la giovane amica Eugenia: i fantasmi della sua esistenza tornano a materializzarsi intorno a lei con incarnazioni sensualissime, con disarmante comicità, con mille trame di vite corporee dense di eros, di segreti, di nostalgie. Beatrice considera il senso della sua vita e quello universale della vita in sé con lo sguardo di chi ha varcato la linea della morte. La forza della natura siciliana, la seduzione di oscure energie elleniche, gli dei, il sangue, le guerre e l’anelito alla bellezza, sono il campo magnetico in cui la Principessa, ancora attratta dal fascino dei corpi, apre un duello per raggiungere la liberazione".
Ruggero Cappuccio

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di Ruggero Cappuccio
diretto e interpretato da Sonia Bergamasco
aiuto regia Umberto Salvato
musiche Marco Betta, Ivo Parlati, Charles Gounod, Nino Rota
scena Paolo Iammarrone, Vincenzo Fiorillo
costume Carlo Poggioli
luci Cesare Accetta
datore luci Antonio Palazzolo
consulenza al suono Gup Alcaro
fonico Antonio D’Antuono
direttore di scena Massimiliano Albanese
aiuto fonico Luigi Aquino
macchinista Fabio Barra
sartoria Tirelli
service audio MUSICA&MUSICA
service luci MEGARIDE srl
segretaria di produzione Sabrina Codato
produzione Fondazione Campania dei Festival — Campania Teatro Festival
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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