Dall’Iran uno spettacolo di resistenza con Ashkan Khatibi: a Bologna dal 20 al 22 marzo

Sguardo dall’interno dell’Iran, che dopo le manifestazioni contro il regime sta vivendo l’attacco militare più devastante degli ultimi decenni. “Lui” è il titolo dello spettacolo dell’artista iraniano Ashkan Khatibi, che dopo essere stato arrestato e violentemente interrogato ha lasciato il suo Paese e la famiglia. In scena a Bologna, a Teatri di Vita, dal 20 al 22 marzo.
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Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - spettacolo)

Sguardo dall’interno dell’Iran, che dopo le manifestazioni contro il regime sta vivendo l’attacco militare più devastante degli ultimi decenni. “Lui” è il titolo dello spettacolo dell’artista iraniano Ashkan Khatibi, che dopo essere stato arrestato e violentemente interrogato ha lasciato il suo Paese e la famiglia, è una testimonianza e un atto d’accusa: “Ho scritto un’opera su di me: torture, abusi, incubi. Ma può essere la storia di ogni artista che difende i diritti del proprio popolo”.

L’appuntamento è a Teatri di Vita (piazzetta Sergio Secci 1, ex via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it): venerdì 20 marzo alle ore 21, sabato 21 marzo alle ore 20 e domenica 22 marzo alle ore 17.“Lui” è presentato nell’ambito della stagione del Centro di Produzione Teatrale Teatri di Vita “Nutrimenti di stagione”, realizzata con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna | Settore Cultura e Creatività.

“Ho scritto un’opera su di me: torture, abusi, incubi. Ma può essere la storia di ogni artista che difende i diritti del proprio popolo”. Lui è Ashkan Khatibi, classe ’79, drammaturgo, attore, cantante, musicista e produttore iraniano. Dopo l’uccisione di Mahsa Amini, si è distinto come una delle voci più vicine alle istanze popolari ostili alla Repubblica Islamica. Dopo essere stato arrestato e violentemente interrogato dall’intelligence iraniana, ha lasciato il suo paese, la famiglia e i suoi allievi. È arrivato in Italia e qui ha continuato la sua vita artistica.

Lui è una lettera aperta al mondo libero, un racconto di scrittori e artisti che vivono all’ombra della dittatura. È un grido per richiamare l’attenzione di coloro che non hanno mai conosciuto la censura e la repressione come parte inseparabile del loro corpo, della loro anima e della loro opera. Il mostro sono i regimi totalitari e oppressivi. Lui cerca di non diventare un mostro perché crede che anche una sola candela possa illuminare l’oscurità.

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Ufficio Stampa

Marco Lenzi
 Teatri di Vita (Leggi tutti i comunicati)
piazzetta Sergio Secci 1
40132 Bologna Italia
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051 6199900

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