Filologia e filosofia (e critica). Lanfranco Caretti e dintorni, mezzo secolo dopo
Al Ghislieri due giornate di studi per ricordare il filologo Lanfranco Caretti e la stagione d’oro degli studi umanistici pavesi
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Lunedì 14 e martedì 15 dicembre 2015 nell’Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri si terrà l’incontro di studio Filologia e filosofia (e critica). Lanfranco Caretti e dintorni, mezzo secolo dopo, coordinato da Renzo Cremante, Luca Fonnesu e Federica Marinoni (Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia).
Lanfranco Caretti (1915-1995) è stato uno dei grandi maestri dell’Università di Pavia, dove ha insegnato letteratura italiana dal 1952 al 1964 e dato vita a una scuola di studiosi all’insegna del binomio di filologia e critica. Filologo e storico della letteratura, Caretti è stato autore di opere fondamentali dedicate, tra gli altri, a Tasso, Ariosto, Parini e Manzoni, nonché animatore di una stagione feconda per gli studi umanistici pavesi.
Sono gli anni Cinquanta e le ricerche di filosofi – Enzo Paci, Ludovico Geymonat, Giulio Preti, Remo Cantoni, Franco Alessio, Dino Formaggio e Carlo Tullio Altan – e filologi – lo stesso Caretti, Aurelio Roncaglia, Cesare Segre, Maria Corti e Cesare Bozzetti – sembrano guidate da una comune idea di ragione, dall’esigenza di sperimentare e rinnovare teorie e metodi e dall’acuta consapevolezza della responsabilità e delle implicazioni civili e sociali della ricerca scientifica.
È a questo “periodo d’oro” degli studi umanistici pavesi che sono dedicate le due giornate di studi del Ghislieri, nel corso delle quali interverranno Gianni Francioni, Mauro Bignamini, Clelia Martignoni, Silvana Borutti, Federica Marinoni, Laura Desideri, Stefano Giovannuzzi, Domenico De Martino, Salvatore Veca e Renzo Cremante.
Lanfranco Caretti (1915-1995) è stato uno dei grandi maestri dell’Università di Pavia, dove ha insegnato letteratura italiana dal 1952 al 1964 e dato vita a una scuola di studiosi all’insegna del binomio di filologia e critica. Filologo e storico della letteratura, Caretti è stato autore di opere fondamentali dedicate, tra gli altri, a Tasso, Ariosto, Parini e Manzoni, nonché animatore di una stagione feconda per gli studi umanistici pavesi.
Sono gli anni Cinquanta e le ricerche di filosofi – Enzo Paci, Ludovico Geymonat, Giulio Preti, Remo Cantoni, Franco Alessio, Dino Formaggio e Carlo Tullio Altan – e filologi – lo stesso Caretti, Aurelio Roncaglia, Cesare Segre, Maria Corti e Cesare Bozzetti – sembrano guidate da una comune idea di ragione, dall’esigenza di sperimentare e rinnovare teorie e metodi e dall’acuta consapevolezza della responsabilità e delle implicazioni civili e sociali della ricerca scientifica.
È a questo “periodo d’oro” degli studi umanistici pavesi che sono dedicate le due giornate di studi del Ghislieri, nel corso delle quali interverranno Gianni Francioni, Mauro Bignamini, Clelia Martignoni, Silvana Borutti, Federica Marinoni, Laura Desideri, Stefano Giovannuzzi, Domenico De Martino, Salvatore Veca e Renzo Cremante.
Ufficio Stampa
Luca De Giovanni
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Italia
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