Il clochard, un romanzo di Nicola Amato

Clochard. Basta la parola per far emergere una miriade di ricordi letterari, d'arte, di cultura. Emerge così una ricchezza straordinaria di impressioni, di sentimenti mescolati a sotterranea ammirazione, ansie, pene e timori per il mondo sconosciuto, irraggiungibile e composito di questi funamboli della vita, in bilico tra l'essere e il non essere, tra l'esistere e l'essere invisibili.
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E' la storia di un manager di successo che, accecato dal potere e dal dio denaro, pone in ultimo piano il risvolto umano della vita. Commette degli errori fatali e la vita gli si rivolta contro. Forse un po' troppo. Affronta perciò un'esistenza da barbone, fatta di lotta per la sopravvivenza e di stenti, ma molto importante dal punto di vista umano e edificante per la sua crescita interiore.

Un incontro importante ed alcuni colpi di scena lo conducono sulla via del riscatto sociale e della redenzione umana. Auspico che la lettura di questo romanzo costituisca un utile stimolo per favorire un approccio positivo nei confronti dei barboni.

Se vi capita, avvicinatevi pure, parlate loro, offriteli supporto, soprattutto morale, e date loro tanto calore umano: ne hanno davvero bisogno. Vi accorgerete di quali e quanti valori profondi siano imprigionati all'interno di quei corpi malridotti. Sarà un'esperienza che sicuramente vi arricchirà spiritualmente e vi farà apprezzare maggiormente le piccolezze della vita quotidiana, di cui abbiamo perso il senso perché le riteniamo scontate e ovvie.

Questo libro vuole essere un'occasione per evidenziare un dramma sociale rappresentato dal mondo dei diseredati, disadattati ed emarginati da una società sempre più insensibile.

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