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Arte e Cultura

Hedda Gabler di Henrik Ibsen a Pesaro, con la regia di Mario Cipollini e Antonella Gennari

Teatro La Piccola Ribalta, Venerdì 14 e sabato 15 Novembre 2025, ore 21,00
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

Hedda Gabler al Teatro  La Piccola Piccola Robalta di Pesaro: il dramma di Henrik Ibsen, in scena  Venerdì 14 e sabato 15 Novembre 2025, ore 21,00, con la regia di Mario Cipollini e Antonella Gennari

Note di Regia

Questa storia, scritta da Ibsen negli ultimi mesi del 1890, divide il pubblico. La protagonista Hedda Gabler, ultima eroina della galleria di donne ibseniane, è antipatica, il suo comportamento infastidisce.

“Hedda Gabler” è rimasta quasi sempre confinata in un persistente rifiuto e, fin dalla prima rappresentazione mondiale, trovò contrastanti e raggelanti accoglienze.

“Presto o tardi finiranno con l’afferrare il significato del dramma. Mio marito calcola che ci vorranno almeno 10 anni perché il pubblico arrivi a comprendere”. Questo, il commento della moglie del drammaturgo, all’indomani della prima a Monaco nel 1891.

Di anni ne sono passati ormai molti di più ma ancora, il dramma, non si è liberato dall’alone di perplessità e di sospetti che circondano i personaggi e la protagonista. E questa sfida, noi ci siamo sentiti di raccoglierla.

La noia, il mal di vivere che Hedda incarna, parla della solitudine di chi ancora oggi affronta la lotta di poter esistere, di uscire dai sotterranei del mondo delle convenzioni, la solitudine di chi si ribella ai ruoli imposti dalla società senza riuscirvi.

Hedda manca di empatia verso gli altri, ma tutti gli altri mancano di attenzione al suo dramma, e la sua crudele attualità è proprio questa: Hedda incarna la mancanza di empatia del nostro tempo.

L’uomo, nella nostra società attuale si sente artefice della propria vita, ma ha eliminato l’alterità, e fatica a provare empatia per sé o per l’altro da sé, per il creato, e per i suoi discendenti.

L’umanità ha rotto i lacci delle convenzioni tradizionali, ma è ancora infelice, perché avverte la paura dell’imprevedibile che può abbattersi in ogni istante sulle nostre vite, sente quanto è ridicola la nostra pretesa di controllo sul futuro.

Che cosa altro si può fare?

Cercare il mistero, sperare nel futuro, nonostante non si riesca a comprenderlo e “avere il coraggio” di ribellarsi, o “dolcemente naufragare in questo mare” infinito di solitudine?

Scegliere di cambiare il proprio destino o decidere di non farlo.

Hedda non è simpatica, è vero, ma è umana, vigliaccamente umana. La sua attualità a nostro avviso, è proprio in questa fragilità.

JORGEN TESMAN
LORENZO CANDIRACCI

HEDDA GABLER, SUA MOGLIE
SARA TOMASUCCI

JULIANE TESMAN, ZIA DI TESMAN
MARILENA ALESSI

THEA ELVSTED
DEBORAH DEL BIANCO

GIUDICE BRACK
FRANCESCO CORLIANÒ

EJLERT LOVBORG
JURGEN XHAFERI

Regia e progetto luci
Mario Cipollini e Antonella Gennari

Aiuto regia
Anna Secchiaroli

Scenografia
Bisser Genga

Costumi
Antonella Gennari

Selezione musicale
Mario Cipollini
Antonella Gennari
Andrea Belli

Fonica e ideatore di Berte 2.0
Andrea Belli

Si ringrazia Elisa Tattanelli per la collaborazione

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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